Per le aziende · Operations e produzione
Direttori di stabilimento, responsabili di produzione, manutenzione, industrializzazione e pianificazione. Le persone che fanno uscire il prodotto nei tempi promessi, con quello che hanno.
Perché un direttore di stabilimento non si valuta sul curriculum
Le competenze tecniche di chi guida uno stabilimento si assomigliano molto da un curriculum all’altro. Quello che cambia davvero è il contesto in cui una persona ha imparato a decidere: un impianto continuo con tre turni non ha niente a che vedere con una produzione a commessa dove ogni pezzo è diverso, e chi è cresciuto in un reparto molto automatizzato spesso non sa cosa fare quando il collo di bottiglia sono le persone e non le macchine.
C’è poi il fattore che più di tutti fa fallire un inserimento in produzione, e non compare in nessuna scheda: il rapporto con i capireparto e con i capiturno. In molti stabilimenti italiani il potere reale sta lì, in persone che ci sono da vent’anni e che sanno far funzionare le cose fuori dalle procedure. Un direttore che arriva e cambia tutto in tre mesi si brucia, uno che non cambia niente non serve a nulla. Sappiamo che è l’equilibrio più difficile da valutare in un colloquio, e su questo insistiamo più che sul resto.
Infine i numeri. Chi ha guidato davvero una produzione conosce a memoria i suoi indicatori: efficienza degli impianti, scarti, fermi, puntualità di consegna, costo per unità. Chi ha solo presidiato un ruolo li cerca. È una differenza che emerge nei primi dieci minuti di conversazione.
Il mercato oggi
Fonte dei dati: bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La difficoltà di reperimento è la quota di assunzioni programmate che le imprese dichiarano di fatica a coprire.
I profili che selezioniamo
Dentro uno stabilimento convivono mestieri che si somigliano solo da fuori. Chi conduce la produzione, chi la migliora e chi la tiene in piedi ragionano in modo diverso e vanno cercati in bacini diversi. Questi sono i ruoli su cui lavoriamo più spesso.
Come valutiamo un profilo di produzione
Sei cose che chiediamo a chiunque, prima di guardare il titolo di studio. Servono a capire in che stabilimento quella persona è stata davvero.
Dove si blocca una ricerca in produzione
Quattro motivi ricorrenti per cui una posizione in stabilimento resta aperta per mesi.
Lo stabilimento è dove è
Queste figure non lavorano da remoto e raramente si spostano di regione per una posizione non direttiva. Il bacino reale è molto più stretto di quello che sembra, e se non lo si guarda in faccia dall’inizio la ricerca si allunga senza motivo.
Il predecessore che resta in azienda
Capita spesso che chi lasciava il ruolo resti come consulente o passi a un’altra funzione. Se non è chiaro chi decide dal primo giorno, il nuovo arrivato non riesce a incidere e se ne va entro l’anno.
La presenza richiesta non detta fino in fondo
Reperibilità, avviamenti il lunedì alle sei, fermate programmate ad agosto. Sono cose che vanno dette al primo colloquio e non alla firma, altrimenti i candidati migliori si ritirano nell’ultimo passaggio.
Si cerca chi migliora e si assume chi mantiene
Molte aziende chiedono una persona che porti efficienza, poi in fase di scelta preferiscono il profilo più rassicurante, quello che conosce già tutto e non muove niente. Se l’obiettivo è cambiare qualcosa, va detto e sostenuto fino in fondo.
Cosa vi consegniamo
Il modo di lavorare è lo stesso su tutte le ricerche, con qualche accorgimento in più sulla verifica della disponibilità reale.
Tempi, rosa e garanzia
Sulle direzioni di stabilimento e sulle posizioni in aree a bassa densità industriale i tempi si allungano: lo indichiamo prima di partire, con una stima realistica condivisa fin dall’inizio.
Case history
Direttore di stabilimento
La situazione. Lo stabilimento consegnava in ritardo da oltre un anno e la proprietà passava metà della settimana in reparto a tamponare. Il ruolo era scoperto da otto mesi e le candidature arrivate venivano tutte da grandi gruppi molto strutturati, dove ognuno ha una funzione che lo supporta.
Cosa abbiamo fatto. Prima di scrivere il profilo abbiamo passato mezza giornata in stabilimento. È emerso che il ritardo non nasceva in produzione ma nella pianificazione, rifatta ogni settimana a mano su un foglio di calcolo. Il profilo è stato ricentrato su chi aveva già messo ordine in una programmazione, in aziende della stessa dimensione, escludendo chi veniva solo da contesti con una funzione dedicata. A ogni candidato in rosa è stato chiesto cosa avrebbe fatto nei primi novanta giorni, con vincoli reali e senza investimenti.
Com’è andata. La puntualità di consegna è risalita entro il secondo trimestre senza acquistare macchine nuove. Il titolare è tornato a occuparsi di clienti e sviluppo.
Domande frequenti
Il nostro stabilimento è in una zona poco servita. È un problema?
È un fattore, non un ostacolo insuperabile. Cambia il modo di cercare: si allarga il raggio, si valuta chi è originario della zona e oggi lavora altrove, e si mette in conto un tempo più lungo o una proposta che tenga conto dello spostamento. Vi diciamo prima di partire quante persone ci sono davvero entro una distanza percorribile ogni giorno.
Meglio una persona del nostro settore o di un settore diverso?
Conta più il tipo di produzione del settore merceologico. Chi ha gestito una produzione a commessa nel metalmeccanico si adatta bene a un’altra produzione a commessa, anche in un comparto diverso, mentre fatica in un impianto a ciclo continuo dello stesso settore. Ragioniamo su questo, non sull’etichetta.
Cerchiamo qualcuno che introduca il lean. Da dove si parte?
Dal chiarire quanto l’azienda è disposta a cambiare. Le persone che sanno davvero fare miglioramento continuo si riconoscono perché chiedono chi le sosterrà quando il reparto si opporrà. Se la risposta non è convincente non accettano, e questo va preparato prima dei colloqui.
Lavorate anche su capireparto e capiturno?
Sì. Selezioniamo tutta la linea gerarchica di uno stabilimento, dal direttore al capo turno, fino ai responsabili di manutenzione e magazzino. Cambia il modo di cercare, non il metodo.
Quanto tempo serve per chiudere una ricerca di questo tipo?
Presentiamo i primi profili in media entro dieci giorni lavorativi. Dalla presentazione alla firma passano di solito da quattro a otto settimane, con tempi più lunghi sulle direzioni di stabilimento, dove i preavvisi sono lunghi e la decisione coinvolge la proprietà.
Possiamo fare la ricerca senza che si sappia in reparto?
Sì, ed è frequente quando la posizione è ancora occupata. Non pubblichiamo annunci e contattiamo i candidati uno per uno. Concordiamo con voi chi in azienda è al corrente e come gestire il passaggio, che in produzione è particolarmente delicato.
Come funziona la garanzia?
Su ogni inserimento c’è una garanzia di tre mesi. Se il rapporto si interrompe entro i primi novanta giorni riprendiamo la ricerca senza un nuovo compenso.
Posizioni aperte in produzione e operations
Queste sono le ricerche in area produzione e operations che stiamo seguendo in questo momento. Se una vi somiglia, candidatevi direttamente.
Parliamo della vostra ricerca
Descriveteci la posizione da coprire e il contesto in cui la persona lavorerà.
Le richieste vengono assegnate al consulente competente. Il riscontro arriva entro un giorno lavorativo.
Richiedi informazioniAdami & Associati è iscritta all'Albo delle Agenzie per il Lavoro, Sezione IV, autorizzazione del Ministero del Lavoro protocollo 13/I/0003334.
Approfondimenti su produzione e operations
Analisi e approfondimenti pubblicati sull’Osservatorio Adami & Associati.

