Il Lean Manager è colui che si occupa di applicare il sistema della lean production all’interno di una realtà aziendale, al fine di ottenere un progressivo e costante miglioramento dei processi produttivi.

Questo professionista si occupa di ideare e mettere in pratica strategie create ad hoc per ogni contesto perseguendo come obiettivi la diminuzione degli sprechi, una migliore resa dei flussi di valore e il comportamento proattivo dei dipendenti

Quali sono le mansioni e le responsabilità del Lean Manager? Quali sono le aziende che necessitano di questa figura? Qual’è il percorso formativo più indicato per chi vuole svolgere questo impiego? Quanto guadagna questo professionista?

Le mansioni

Il Lean Manager ha il compito di approfondire tutte le dinamiche che possono avvenire all’interno dell’intera catena di valore. Una volta terminato lo studio minuzioso della situazione, dovrà identificare i passaggi strategici che permettono di apportare un reale aumento di valore. Non prendendo in considerazione, quindi, quelli che lo mantengono uguale o che, comunque, lo riducono (come, ad esempio, il tempo di attesa per il setup dei macchinari).

Questa figura si occupa poi di analizzare nello specifico questi processi produttivi, valutando sia i metodi che vengono impiegati che i tempi necessari allo svolgimento. E, sulla base dei risultati ottenuti, propone delle azioni che aiutino a ridurre al minimo tutte le attività improduttive

Tra le mansioni di questo professionista, infatti, possiamo trovare ad esempio l’ottimizzazione dei sistemi di rifornimento delle materie prime. Ma anche l’individuazione di strategie per rinnovare gli impianti produttivi in termini di aggiornamento tecnologico o l’identificazione di una nuova programmazione dei flussi di lavoro.

Strumenti per una produzione snella

Il professionista che ricopre questa posizione ha a disposizione diverse strategie da mettere in pratica per raggiungere i suoi obiettivi nel modo più efficiente e nel più breve tempo possibili. 

Uno di questi è, ad esempio, l’approccio Poka Yoke o la tecnica Lean Six Sigma: entrambi questi metodi hanno come obiettivo principale quello di aumentare la qualità della produzione riducendo al massimo quelli che possono presentarsi come eventuali difetti di fabbricazione. 

Altri due strumenti molto utili in questi casi sono rappresentati dal JIT (Just in Time) e il Kanban, che consentono di limitare il rischio di sovrapproduzione di un determinato prodotto o di rifornire il magazzino di articoli in eccesso rispetto all’effettiva richiesta.

Tecniche per la riorganizzazione

La riorganizzazione della produzione è un altro focus del lavoro del Lean Manager. Per metterla in atto con successo, è indispensabile trovare un sistema in grado di ridurre al minimo i tempi morti ma anche eventuali spostamenti delle materie in lavorazione. 

Ad aiutare il professionista in questo compito ci sono il sistema del Takt Analysis, la tecnica delle 5 S (che ha come obiettivo l’ottimizzazione delle aree di lavoro), la SMED (Single Minute Exchange of Die) che agevola la diminuzione delle tempistiche dei macchinari e il sistema di manutenzione TPM (Total Productive Maintenance). Solo per citarne alcuni. 

Le responsabilità

Il Lean Manager è colui che studia ed identifica le migliori strategie da attuare all’interno di un processo produttivo, affinché quest’ultimo appaia più snello e più efficiente in termini qualitativi e quantitativi. Le tecniche possono essere messe in pratica sia alla tecnologia di un determinato macchinario, che all’insieme di operazioni utili affinché un’attività sia completata. Ma non solo.

Di responsabilità di questo professionista c’è anche la gestione delle risorse umane. Perché un’organizzazione sia davvero snella è necessario che vengano coinvolte in modo attivo anche le persone che normalmente lavorano in quella fase produttiva. 

Per ottenere un miglioramento del processo produttivo è infatti indispensabile che questa figura si occupi in prima persona (o, comunque, delegando a persone fidate) della formazione del personale e del suo affiancamento all’interno di una routine lavorativa. E’ solo facendo così che è possibile identificare in tempo reale la presenza di eventuali criticità a livello di mancanza di competenze o di approccio ad un modus operandi migliorativo per l’azienda.  

Quali aziende cercano un Lean Manager?

Il Lean Manager può trovare impiego all’interno di diverse realtà, siano esse aziende di piccole o grandi dimensioni, ma anche enti, organizzazioni di vario genere o multinazionali. Il panorama di riferimento, di conseguenza, è particolarmente vasto.

I settori che necessitano maggiormente l’impiego di questa figura all’interno del proprio organico sono le automotive, l’industria manifatturiera, la Grande Distribuzione Organizzata, l’energia, l’elettronica e la ICT. Ma anche la sanità e la Pubblica Amministrazione in generale. 

Questo professionista può scegliere sia una carriera come dipendente all’interno di un’azienda che un percorso come consulente esterno e, quindi, come libero professionista che sceglie in prima persona le aziende e i progetti a cui dare il proprio contributo. 

La formazione

In Italia non esiste al momento un percorso di studi specifico per chi vuole intraprendere una carriera come Lean Manager. Tuttavia, per chi ambisce a ricoprire questo ruolo, è consigliabile conseguire una Laurea in Economia o Ingegneria Gestionale o affini. Al termine degli studi, infine, è possibile approfondire l’argomento della lean production con la partecipazione a Master specifici o corsi professionalizzanti.

Realtà aziendali dalle grandi dimensioni molto spesso mettono a disposizione dei dipendenti che lo richiedono dei corsi specifici per chi vuole approcciarsi ad una nuova mansione. 

In genere, chi ambisce a questa posizione entra in azienda facendo un percorso di formazione in magazzino, come addetto alla logistica o ai processi produttivi. Dopo un periodo iniziale di gavetta, gli vengono affidate man mano sempre più mansioni fino a ricoprire un ruolo di maggiore responsabilità.

Lo stipendio

Il Lean Manager ha uno stipendio medio che si aggira attorno ai 45.000 euro lordi annui. Nel caso di un entry level si parla di un guadagno di 42.000 mentre chi ha alle spalle una buona esperienza nel settore, può raggiungere fino ai 69.000 euro. 

Le oscillazioni di importo possono essere dipese da diversi fattori come, ad esempio, le dimensioni dell’azienda di riferimento, l’entità del progetto da seguire e gli obiettivi prefissati con la Proprietà. Ma, ovviamente, anche l’esperienza pregressa e i risultati che questa figura ha ottenuto nel corso delle sue precedenti collaborazioni.

Ultimi articoli

Contatto rapido

VUOI MAGGIORI INFORMAZIONI?

I nostri consulenti sono a tua disposizione

COSA DICONO DI NOI

Ultimi articoli