In corso segnalazioni di falsi annunci e finti recruiter a nome di Adami & Associati. Come riconoscerli
Revisione curriculum · quadri, dirigenti e professionisti
Il curriculum riscritto
da chi seleziona per mestiere

Molti servizi di revisione del curriculum lavorano soprattutto sulla scrittura e sull’impaginazione. Noi partiamo da un’esperienza diversa: facciamo ricerca e selezione dal 2007 e valutiamo ogni settimana quali profili presentare alle aziende.

Riscritturacompleta, non correzione Costruzionesemantica del profilo Inclusalettera di presentazione Consegnafile modificabile, resta tuo
500.000profili nel nostro database
385ruoli nello studio di retribuzione
14settori analizzati nello studio di retribuzione
4,7su 154 recensioni Google
Il servizio in breve
Dove

Interamente online, disponibile ovunque, in Italia e dall’estero

Come

Una call individuale su Zoom di circa 30 minuti

Tempi

Prima bozza in 3 o 4 giorni lavorativi dalla call

Modifiche

Due cicli di revisione compresi, fino alla versione definitiva

Consegna

Documento in Word e in PDF, con la lettera di presentazione

Preventivo

Comunicato prima di iniziare, dopo la lettura del curriculum

Richiedi informazioni

Chi scrive il tuo curriculum, e perché cambia il risultato

In rete si trovano molti servizi che scrivono curriculum, quasi sempre con un approccio editoriale: restituiscono un documento ordinato, ben impaginato, corretto. È un lavoro utile, ma un curriculum non viene giudicato da chi scrive bene: viene giudicato da chi seleziona, e chi seleziona lo legge con criteri suoi.

Adami & Associati fa head hunting dal 2007. Riceviamo curriculum ogni giorno, li confrontiamo, li scartiamo e presentiamo alle aziende i pochi che reggono il confronto. Quando leggiamo il tuo sappiamo in quale riga un nostro collega si fermerebbe, e sappiamo cosa manca perché il documento superi il primo filtro, che nelle aziende più strutturate può essere affidato anche a un sistema automatico.

La prima lettura di un curriculum è quasi sempre molto rapida, e serve a capire poche cose: quale ruolo ricopri, in che contesto, con quale seniority e con quale dimensione di responsabilità. Se queste informazioni non si trovano subito, il resto rischia di non essere letto con la stessa attenzione.

Servizio prevalentemente editorialeMetodo Adami & Associati
Punto di partenzaPrincipalmente il documento esistenteIl ruolo obiettivo e il percorso professionale
Ambito dell’interventoSoprattutto forma e strutturaPosizionamento, contenuti e leggibilità
Criteri di valutazioneCriteri generali di buona scritturaL’esperienza maturata nella selezione, ogni giorno
Riferimenti sul mercatoIndicazioni di carattere generaleLe richieste che le aziende ci portano, e lo studio su 385 ruoli
Dopo la consegnaIl lavoro si concludeIl profilo può entrare nel database da cui partono le nostre ricerche
Scrivere bene non basta. Bisogna sapere come il curriculum verrà valutato.
La differenza sta tutta qui

La parte che quasi nessuno considera: la semantica

Per anni il consiglio è stato sempre lo stesso: metti nel curriculum le parole chiave dell’annuncio. Quel consiglio, da solo, oggi non è più sufficiente: chi lo segue ottiene documenti pieni di termini ripetuti che funzionano poco.

Molti dei sistemi con cui oggi le aziende raccolgono le candidature non si limitano a cercare la parola esatta: riconoscono i sinonimi di un ruolo, associano una sigla alla sua forma estesa, collocano una competenza in un settore. In pratica ricostruiscono una rappresentazione del profilo e la confrontano con la posizione da coprire. Vale anche per una persona che legge, con criteri diversi ma con lo stesso esito.

Il metodo vecchio

Riempire di parole chiave

Si prende l’annuncio, si estraggono i termini e si spargono nel testo. Il documento diventa una lista di etichette senza contesto. Il sistema riconosce le parole ma non ricostruisce il profilo, e la persona che legge trova un testo che non dice niente.

Come lavoriamo noi

Costruire il campo semantico

Definiamo prima il ruolo obiettivo, poi il vocabolario che quel ruolo porta con sé nel tuo settore: la funzione e i suoi sinonimi reali, gli strumenti, i processi, le grandezze con cui viene misurato. Il testo li contiene perché racconta quello che hai fatto davvero, non perché li elenca.

La differenza si vede nel risultato: un curriculum costruito così offre ai sistemi e ai recruiter più elementi per riconoscere il profilo, anche quando l’annuncio utilizza termini diversi. È la parte del lavoro che richiede di conoscere il mercato dall’interno, perché il vocabolario di un ruolo non si trova scritto da nessuna parte: si impara conducendo ricerche.

Perché non basta farlo da soli

Il vocabolario del proprio ruolo sembra ovvio a chi lo esercita, e proprio per questo resta implicito. Le parole che a te sembrano scontate sono spesso quelle che nel documento mancano, e quelle che ti sembrano importanti sono spesso interne alla tua azienda e fuori non le cerca nessuno.

Conta anche la coerenza. Un curriculum può contenere le parole giuste e restare poco leggibile, perché il ruolo dichiarato in apertura non corrisponde a quello che le esperienze raccontano sotto, o perché la stessa funzione viene chiamata in tre modi diversi. Chi legge ricostruisce un profilo unico da tutto il documento: se il documento ne suggerisce due, prevale il più debole.

Prima del recruiter, spesso c’è un sistema

Nelle aziende più strutturate il curriculum può essere analizzato e ordinato da sistemi automatici prima della lettura del recruiter. Non funzionano tutti allo stesso modo e non tutte le aziende li usano, ma quando ci sono incidono su come il documento viene visto.

01

Spesso ordina, più che escludere

In molti casi il primo passaggio non elimina le candidature, le dispone in una sequenza. Il documento non riceve un giudizio assoluto, riceve una posizione rispetto agli altri candidati della stessa ricerca, e su liste lunghe la posizione conta.

02

Guarda il significato, non solo le parole

I sistemi più recenti non si fermano alla corrispondenza esatta: riconoscono i sinonimi di un ruolo, collegano una competenza a un settore, ricavano il livello dalle date e dal perimetro descritto. Scrivere pensando al vecchio filtro per parole chiave oggi serve a poco.

03

Il formato del file conta

Caselle di testo, tabelle annidate, colonne, barre per le lingue, recapiti dentro l’intestazione. Sullo schermo il documento è curato, ma una parte del contenuto può non essere letta correttamente, e la valutazione avviene su quello che resta.

Cosa vediamo arrivare, quasi ogni giorno
  • Documenti bellissimi da guardare e illeggibili da elaborare
  • Un titolo in apertura che nel mercato non esiste
  • Esperienze descritte come mansionari, senza un solo esito
  • Vent’anni raccontati con lo stesso peso, dai primi agli ultimi
  • Nessun numero, in nessun punto del documento
  • Il ruolo dichiarato in alto che le esperienze sotto non confermano

Come lavoriamo sul documento

Quattro passaggi, nell’ordine in cui li facciamo.

01

Il ruolo obiettivo

Prima di scrivere si decide a quale posizione punta il documento, perché è la scelta che orienta tutto il resto: cosa mettere in evidenza, cosa comprimere, con quali parole raccontarlo.

02

Il vocabolario di quel ruolo

Ogni funzione ha un linguaggio riconoscibile nel suo settore, fatto di sinonimi reali, strumenti, processi e grandezze con cui viene misurata. Lo ricostruiamo a partire dalle ricerche che conduciamo, e lo facciamo emergere dal racconto di quello che hai fatto.

03

Il livello che il documento comunica

La seniority si legge dalle date, dalla progressione, dal perimetro gestito e dai verbi usati per descriverlo. Molti curriculum si collocano un gradino sotto il livello reale solo per come sono scritti.

04

La struttura e la leggibilità

Le informazioni che pesano vanno dove vengono guardate, il formato del file resta leggibile anche per i sistemi automatici, e il curriculum viene allineato al profilo pubblico, perché i due vengono confrontati.

Cosa guarda chi legge, nell’ordine in cui lo guarda

Un curriculum non viene letto dall’inizio alla fine. Viene generalmente letto seguendo una sequenza ricorrente, e ogni passaggio decide se ci sarà il successivo. Vale per chi seleziona da anni e vale per il responsabile di funzione che riceve tre profili e ne deve scegliere uno.

Il ruolo attuale e il contesto

La prima cosa cercata è cosa fai adesso e dove. Non il titolo interno dell’azienda, ma la funzione riconoscibile dal mercato, insieme al settore e alla dimensione dell’organizzazione. Se questa informazione non è immediata, tutto il resto perde peso.

La coerenza del percorso

Lo sguardo scende sulle date e sulla direzione: se il percorso sale, se cambia registro, se ci sono interruzioni. Un percorso non lineare non è un problema, un percorso non spiegato lo diventa.

La dimensione di quello che hai gestito

Persone, budget, fatturato, mercati, impianti. Sono i numeri che permettono di collocare un profilo rispetto alla posizione da coprire, e sono quasi sempre l’informazione che manca.

La prova dei risultati

Non le responsabilità, che si presumono dal ruolo, ma cosa è cambiato grazie al tuo lavoro. È la parte che distingue due candidati con lo stesso titolo e gli stessi anni.

Tutto il resto

Formazione, lingue, certificazioni, competenze. Il loro peso cambia in base al ruolo: generalmente vengono valutate insieme all’esperienza, dopo aver identificato funzione, seniority e contesto professionale.

Molti curriculum sono costruiti nell’ordine opposto: presentazione generica in apertura, formazione prima delle esperienze, risultati sparsi dentro paragrafi lunghi. Il contenuto c’è, la sequenza no, ed è la sequenza che decide. Per questo un curriculum rifatto è spesso più corto dell’originale e dice molto di più.

Quando conviene farlo rivedere

Non serve essere in cerca di lavoro. Chi ci scrive si trova quasi sempre in una di queste otto situazioni.

01

Mandi curriculum e non ti richiama nessuno

Le candidature partono, le risposte non arrivano, e non c’è modo di sapere se il problema è il profilo o il documento.

02

Il tuo CV ha più di due anni

Nel frattempo sono cambiati il tuo ruolo, il mercato e i criteri di lettura. Un documento vecchio racconta una persona che non sei più.

03

Stai cambiando settore

Le stesse competenze vanno raccontate con il vocabolario del settore in cui vuoi entrare, altrimenti chi legge non le riconosce come proprie.

04

Hai un percorso non lineare

Un anno fermo, tre lavori in due anni, un rientro dopo la maternità. Si possono raccontare bene, ma vanno raccontati.

05

Sei senior e il CV è diventato lungo

Vent’anni di carriera in sei pagine non li legge nessuno. Serve decidere cosa tenere in primo piano e cosa comprimere, e non è una decisione di forma.

06

Ti candidi all’estero o in multinazionale

Formato, lunghezza e vocabolario cambiano. Un curriculum italiano tradotto in inglese resta un curriculum italiano.

07

Sospetti di essere fermato prima

Se l’azienda utilizza un sistema di gestione delle candidature, il documento può essere elaborato automaticamente prima della lettura del recruiter. E se non viene interpretato correttamente, rischia di non arrivare mai a una persona.

08

Vuoi essere trovato, non candidarti

Quando la ricerca la fa un head hunter, il curriculum entra in un database e viene cercato per significato. Senza un vocabolario coerente con il ruolo, diminuiscono le possibilità che il profilo emerga nelle ricerche.

Richiedi informazioni

Cosa comprende la revisione

Non è una correzione di bozze e non è un restyling grafico. Il documento viene rifatto: contenuto, struttura, gerarchia delle informazioni e vocabolario.

La lettura critica

Leggiamo il curriculum come lo leggeremmo per una ricerca reale e ti diciamo dove si perde, con riferimenti al tuo testo e non con osservazioni generiche.

La definizione del ruolo obiettivo

Prima di scrivere si decide a quale posizione punta il documento. Un curriculum che va bene per tutto non va bene per niente, e questa è la scelta che orienta ogni riga successiva.

La costruzione semantica

Il vocabolario del ruolo nel tuo settore, con i sinonimi che il mercato usa davvero, distribuito nei punti del documento che pesano.

La riscrittura dei contenuti

Le esperienze diventano risultati misurabili dove è possibile: cosa hai gestito, con quale dimensione, con quale esito.

Il formato e la gerarchia

Cosa sta nella prima mezza pagina, cosa nella seconda, cosa si taglia. Sui profili senior è la parte che pesa di più.

La lettera di presentazione

Un testo adattabile alle candidature, costruito sul tuo profilo e sul ruolo obiettivo.

La consegna

Ricevi il documento in Word, così puoi aggiornarlo nel tempo, e in PDF pronto all’invio. Sono compresi due cicli di modifiche.

Come si svolge

  • Ci invii il curriculum attuale e il ruolo verso cui vuoi orientarti
  • Lo leggiamo e ti mandiamo il preventivo prima di iniziare
  • Call individuale su Zoom, circa 30 minuti: il servizio è interamente online
  • Prima bozza in 3 o 4 giorni lavorativi
  • Due cicli di modifiche fino alla versione definitiva
  • Consegna in Word e in PDF, lettera di presentazione compresa
  • Se necessario, ottimizzazione professionale della fotografia fornita
Quanto costa

Dipende dal profilo e dal lavoro necessario: rimettere in ordine un curriculum e ricostruire un percorso ventennale non sono la stessa cosa. La cifra te la diciamo prima di iniziare, senza impegno.

Il posizionamento retributivo del ruolo

Usiamo il nostro studio di retribuzione su 385 ruoli per valutare se il ruolo obiettivo e la seniority che il curriculum comunica sono coerenti con il posizionamento professionale reale. La cifra non va scritta nel documento, ma sapere dove ti colloca serve prima di ogni colloquio.

Lo stesso documento non vale per tutti

Il curriculum di un direttore di stabilimento e quello di un key account non si scrivono nello stesso modo, e non perché cambia la grafica: cambia cosa viene cercato, e quindi cosa deve stare in evidenza.

Ruoli manageriali

Contano perimetro e responsabilità: quante persone, quale budget, quali funzioni riportano. Il rischio tipico è un documento che elenca attività invece di dichiarare governo, e che quindi colloca il profilo un gradino sotto quello reale.

Ruoli commerciali

Contano i numeri e il tipo di vendita: portafoglio, margine, canale, clienti gestiti, mercati aperti. Il rischio tipico è dichiarare fatturato senza contesto, che senza il termine di paragone non dice nulla.

Ruoli tecnici e di produzione

Contano processi, impianti, normative e certificazioni, con il vocabolario preciso del comparto. Il rischio tipico è restare troppo generici, con il risultato di non essere riconosciuti né dai sistemi né dagli specialisti.

Chi rientra o cambia settore

Conta la traduzione: le competenze vanno riscritte con le parole del contesto di arrivo, non con quelle del contesto di partenza. È il caso in cui il lavoro di riscrittura pesa di più, ed è anche quello in cui farlo da soli è più difficile.

Il curriculum per l’estero

Un curriculum italiano tradotto in inglese resta un curriculum italiano: cambia la lingua, non la struttura né le convenzioni. E le convenzioni contano, perché chi legge si aspetta di trovare le informazioni dove è abituato a cercarle.

Cambiano la lunghezza attesa, il modo di presentare la formazione, le informazioni personali opportune e il peso relativo tra esperienze e competenze. E cambia il vocabolario: la traduzione letterale di un titolo italiano spesso non corrisponde ad alcun ruolo riconosciuto altrove.

Se viene richiesta anche la versione inglese, il documento non viene semplicemente tradotto, ma adattato e riscritto secondo le convenzioni del mercato di destinazione. Il servizio viene indicato separatamente nel preventivo.

Le differenze non sono uniformi. Nei paesi anglosassoni la fotografia e i dati anagrafici estesi vengono generalmente evitati, mentre in alcuni paesi di lingua tedesca sono ancora diffusi documenti più formali e corredati di maggiori informazioni personali. In molti contesti aziendali internazionali il formato Europass risulta meno efficace di un curriculum costruito secondo le convenzioni del mercato di destinazione. Resta invece utilizzato in alcuni contesti istituzionali, accademici e pubblici europei.

Cosa non facciamo

  • Non siamo un servizio di scrittura: la forma conta, ma viene dopo
  • Non usiamo modelli uguali per tutti, il formato dipende dal ruolo
  • Non promettiamo colloqui, promettiamo un documento che regge la lettura
  • Non ci basiamo su un questionario: si parla
  • Non consegniamo un file chiuso, il documento resta tuo e modificabile

Cosa succede dopo la consegna

Il curriculum riscritto va usato, e usarlo bene significa adattarlo alle candidature che contano senza smontarlo: si aggiorna il ruolo obiettivo in apertura e si riordina la priorità delle esperienze, il resto resta.

Se ci dai il consenso, il profilo entra nel nostro database, oltre 500.000 candidati, il primo posto in cui cerchiamo quando un’azienda ci affida una ricerca. Un curriculum costruito con il vocabolario giusto è anche un curriculum che si fa trovare.

Chi lo desidera prosegue con la consulenza profilo LinkedIn, che si fa quasi sempre insieme perché il vocabolario è lo stesso e l’analisi si fa una volta sola, oppure con il percorso completo di carriera, che comprende entrambi.

Il curriculum non lavora da solo

Quando una candidatura interessa, spesso chi la sta valutando cerca il nome del candidato e confronta il curriculum con il profilo LinkedIn. Un’incoerenza tra i due documenti può generare dubbi e indebolire la candidatura, spesso senza che nessuno lo dica.

Il curriculum

È il documento che decide se ci sarà una conversazione. Deve reggere una lettura veloce, una lettura automatica e una lettura attenta, tre cose diverse che convivono nello stesso file.

Il profilo LinkedIn

Viene spesso consultato dopo la lettura del curriculum, per verificare la coerenza delle informazioni e approfondire il percorso. Va costruito con lo stesso vocabolario del curriculum ma con una logica diversa, perché lì non ti candidi: vieni cercato. Ne parliamo nella pagina dedicata alla consulenza per il profilo LinkedIn.

La lettera di presentazione

Serve quando il passaggio non è ovvio: un cambio di settore, un rientro, una candidatura fuori dal percorso lineare. In quei casi spiega in poche righe quello che il curriculum da solo lascia aperto. È compresa nella revisione.

Il colloquio

Il documento apre la porta, poi bisogna sostenere quello che è scritto. Chi vuole prepararsi può farlo con la simulazione di colloquio, condotta da chi i colloqui li fa per lavoro.

Questi quattro elementi devono mantenere lo stesso posizionamento e raccontare il percorso professionale in modo coerente. Costruirli in momenti diversi, con interlocutori diversi, produce quasi sempre racconti leggermente sfasati, ed è lo sfasamento che chi seleziona nota per primo.

Cosa dicono le persone che abbiamo seguito

4,7
★★★★★
154 recensioni su Google
★★★★★

Esperienza molto positiva. Ho ricevuto consigli concreti e personalizzati per migliorare il mio CV e tutte le mie domande hanno trovato risposta.

Natalia ZadorozhnyayaRecensione Google
★★★★★

Mi sono affidato a loro per migliorare il mio CV. Ero molto scettico all’inizio, ma dopo la consulenza ho ricevuto molte più risposte alle mie candidature. Ho trovato lavoro nell’azienda in cui desideravo lavorare.

Lorenzo M.Recensione Google
★★★★★

Hanno analizzato il mio curriculum e cercato di comprendere le mie attitudini. Mi hanno anche fornito indicazioni utili per affrontare al meglio il colloquio, prima dell’incontro con l’azienda.

Nicolò Tommaso C.Recensione Google
★★★★★

Il servizio di revisione del CV è stato utile per rendere il mio profilo più competitivo. Indicazioni pratiche e team molto competente.

Pierpaolo T.Recensione Google
★★★★★

Servizio molto preciso e puntuale. Mi hanno aiutata a migliorare il mio CV e a presentarmi meglio nel mercato del lavoro.

Genoveffa B.Recensione Google
★★★★★

Seri e organizzati sin dal primo contatto. La rielaborazione del mio CV è stata un successo, e il risultato mi soddisfa appieno.

HunterRecensione Google
★★★★★

Collaboro con Adami & Associati da anni per la selezione di profili tecnici e manageriali. Apprezzo il loro approccio concreto e la capacità di comprendere davvero il contesto aziendale prima di proporre candidati. Le ricerche sono sempre state gestite con professionalità e disponibilità al confronto. Consigliatissimi!!!

robertoRecensione Google
★★★★★

Abbiamo collaborato con la società per la ricerca di un profilo altamente qualificato e siamo rimasti molto soddisfatti del servizio ricevuto. Esperienza assolutamente positiva, società seria, strutturata che consigliamo vivamente.

Marco ForasassiRecensione Google
★★★★★

Collaboriamo da molti anni: supporto sempre professionale, puntuale e prezioso. Per noi sono un vero punto di riferimento nella selezione del personale.

Assistenza PcBuster MilanoRecensione Google
★★★★★

Consiglio questa realtà a chi cerca un partner serio e competente nella ricerca e selezione del personale, soprattutto per ruoli specialistici o strategici. In un mercato dove spesso manca il lato umano, qui ho trovato equilibrio tra competenza, empatia e concretezza.

AnnaRecensione Google
★★★★★

Società di selezione molto professionale e ben organizzata. Comunicazione chiara, feedback puntuali e ottima capacità di individuare i profili adatti alla nostra realtà.

Celeste TrevenzoliRecensione Google
★★★★★

Ringrazio sentitamente lo staff di Adami&Associati, per avermi dato la possibilità di una vera crescita professionale, accompagnandomi nella selezione del mio nuovo lavoro, con professionalità ed attenzione.

MaviRecensione Google

Le domande che ci fanno più spesso

Sono le domande che ci arrivano più spesso, raccolte per argomento. Il primo gruppo riguarda la costruzione del documento e il vocabolario del ruolo, la parte che incide di più.

Semantica, sistemi e parole chiave

Basta inserire le parole chiave dell’annuncio?

Inserire le parole chiave dell’annuncio è utile, ma da solo non basta. Molti sistemi considerano anche sinonimi, sigle, contesto e coerenza complessiva del profilo. Ripetere gli stessi termini in modo artificiale può peggiorare la qualità del documento e la sua leggibilità.

Cosa vuol dire costruire il campo semantico di un ruolo?

Significa individuare il vocabolario che quel ruolo porta con sé in quel preciso settore, funzione e sinonimi reali, strumenti, processi, grandezze con cui viene misurato, e farlo emergere dal racconto di quello che hai fatto. Non è un elenco da aggiungere in fondo, è il modo in cui il documento viene scritto dall’inizio.

Posso farlo da solo con un modello trovato online?

Il vocabolario del proprio mestiere sembra ovvio a chi lo esercita, e per questo resta implicito. È la ragione per cui i curriculum scritti da sé somigliano tutti tra loro, anche quando i percorsi sono molto diversi.

Che differenza c’è tra un’agenzia che scrive curriculum e un head hunter?

Un servizio specializzato nella scrittura del curriculum interviene principalmente sul documento. Un head hunter aggiunge l’esperienza diretta nella valutazione dei profili e nella selezione per conto delle aziende.

Il mio settore è di nicchia, cambia qualcosa?

Sì. Nei settori di nicchia il vocabolario è spesso più preciso, e le denominazioni utilizzate all’interno di una singola azienda possono non essere riconosciute all’esterno.

Le sigle vanno scritte per esteso o abbreviate?

Dipende da come le cerca il mercato, e spesso la risposta è entrambe, ma non nello stesso punto e non nello stesso modo. È una delle scelte che sembrano di dettaglio e incidono sul fatto che il profilo compaia o no.

Un curriculum in PDF viene letto correttamente?

Un PDF costruito come documento di testo di solito sì. Un PDF esportato da un programma di grafica, con caselle, colonne e icone, può arrivare incompleto: sullo schermo sembra perfetto, ma una parte del contenuto rischia di non essere letta.

Se cambio ruolo obiettivo devo rifare tutto?

No, se il documento è stato costruito bene si adatta cambiando l’apertura e l’ordine delle esperienze. Ti consegniamo il file modificabile proprio per questo, e ti spieghiamo cosa toccare e cosa lasciare fermo.

Serve anche se non mi sto candidando?

Sì, ed è il caso di chi vuole essere trovato. Quando la ricerca parte da un head hunter, il curriculum viene cercato dentro un database per significato: senza un vocabolario coerente con il ruolo il profilo ha meno possibilità di emergere nelle ricerche.

Come faccio a sapere se il mio curriculum ha questo problema?

Il numero di risposte è l’unico segnale che ricevi, e non dice dove il documento si ferma. Scrivici indicando il ruolo verso cui vuoi orientarti: ti rispondiamo con l’intervento adatto, i tempi e il preventivo.

Il servizio e come funziona

Come funziona il servizio di revisione del curriculum vitae?

Partiamo dal curriculum esistente e da una call di circa 30 minuti per capire percorso, responsabilità e obiettivi. Poi riscriviamo il documento dal punto di vista di chi lo dovrà valutare: struttura, linguaggio, keyword e posizionamento.

Chi si occupa della revisione del curriculum?

Chi lavora ogni giorno nella ricerca e selezione, non solo chi scrive bene. Conosciamo i criteri con cui recruiter e head hunter valutano davvero un profilo.

Il curriculum viene soltanto corretto oppure completamente riscritto?

Riscritto. Non correggiamo refusi o impaginazione: interveniamo su struttura, contenuti e coerenza con l’obiettivo professionale.

È necessario avere già un curriculum?

No, basta anche un curriculum vecchio o incompleto: è il punto di partenza, poi approfondiamo tutto durante la call.

ATS e parole chiave

Cosa sono i sistemi ATS?

I software con cui molte aziende ordinano le candidature prima che arrivino a un recruiter. Conoscerli fa parte del nostro lavoro quando costruiamo il documento.

Basta seguire le regole base per essere compatibili con gli ATS?

No. Aiutano, ma un documento tecnicamente corretto può comunque non essere riconosciuto se il vocabolario del ruolo non è quello giusto. È la parte che richiede esperienza, non una checklist.

Situazioni particolari

Un periodo di inattività nel curriculum è un problema?

Non di per sé: conta come viene collocato nel racconto del percorso, e va valutato caso per caso.

Molti cambi di lavoro in poco tempo sono un problema?

Il numero da solo non dice molto: conta se c’è un filo logico, ed è quello che ricostruiamo insieme.

Il servizio è adatto anche a manager e dirigenti?

Sì, per i profili senior lavoriamo soprattutto su posizionamento, progressione e impatto sul business.

Il servizio è adatto anche a neolaureati e profili junior?

Sì, anche senza una lunga esperienza si può costruire una presentazione coerente con le prime opportunità cercate.

Aggiornamento e personalizzazione

Il curriculum deve essere personalizzato per ogni candidatura?

Il documento di base resta lo stesso, ma per le candidature più importanti mettiamo in evidenza le esperienze e le competenze più coerenti con quella posizione.

Lettera di presentazione

A cosa serve la lettera di presentazione?

Spiega in poche righe le motivazioni della candidatura e la coerenza con il ruolo, senza ripetere il curriculum.

Il servizio comprende anche la lettera di presentazione?

Sì, sempre inclusa nella revisione.

Consegna, tempi e riservatezza

In quanto tempo viene consegnato il curriculum?

Generalmente 3-4 giorni lavorativi dopo la call.

In quale formato viene consegnato il curriculum?

Word, per aggiornarlo nel tempo, e PDF pronto per l’invio.

È possibile chiedere modifiche dopo la consegna?

Sì, compresi due cicli di revisione.

Il servizio è disponibile anche per chi vive fuori Milano?

Sì, è interamente online, in Italia e dall’estero.

I miei dati e il mio curriculum vengono trattati in modo riservato?

Sì, nel rispetto della normativa privacy. Il curriculum entra nel database solo con un consenso specifico.

Costi

Quanto costa la revisione del curriculum vitae?

Dipende dal profilo e dal lavoro necessario. Leggiamo il curriculum prima e comunichiamo il preventivo senza impegno.

Quanto costa il servizio Curriculum Vitae e LinkedIn?

Si definisce dopo una prima valutazione del profilo: la lettera di presentazione è già inclusa nella revisione del cv.

Differenze e casi particolari

Fate anche solo la correzione del curriculum?

Sì, ma è un intervento diverso dalla riscrittura completa: dopo aver letto il documento ti diciamo cosa serve davvero.

Va indicata la retribuzione nel curriculum?

No. Se ne parla nelle fasi successive della selezione. Usiamo il nostro studio di retribuzione per capire dove ti colloca il documento.

Il curriculum rivisto entra nel vostro database?

Solo con il tuo consenso. È il primo posto dove cerchiamo quando un’azienda ci affida una ricerca.

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Adami & Associati · Head hunter · Milano

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