da chi cerca profili su LinkedIn
La nostra consulenza profilo LinkedIn non è gestione di social e non pubblichiamo post per conto tuo. Usiamo LinkedIn ogni giorno per trovare candidati da presentare alle aziende: il tuo profilo lo riscriviamo con gli stessi criteri con cui lo cercheremmo.
Costruzionesemantica del profilo
Consegnatesti pronti da incollare
Serviziointeramente online
Interamente online, disponibile ovunque, in Italia e dall’estero
Una call individuale su Zoom di circa 30 minuti
Prima stesura in 3 o 4 giorni lavorativi dalla call
Due cicli di revisione compresi, fino alla versione definitiva
Testi pronti da incollare, sezione per sezione, in un documento
Comunicato prima di iniziare, dopo aver visto il profilo
Chi riscrive il tuo profilo, e perché cambia il risultato
Molti servizi dedicati a LinkedIn si concentrano sulla comunicazione e sulla produzione di contenuti. La nostra consulenza profilo LinkedIn parte invece dalla ricerca e selezione: analizziamo il profilo in base al modo in cui recruiter e head hunter individuano, confrontano e valutano i candidati.
Adami & Associati opera nella ricerca e selezione dal 2007. Utilizziamo LinkedIn ogni giorno per cercare professionisti da presentare alle aziende clienti, verificandone ruolo, competenze, seniority e coerenza del percorso. Per questo il profilo viene riscritto da chi seleziona per mestiere, con l’obiettivo di renderlo più chiaro, credibile e coerente con le posizioni per cui vuoi essere trovato.
| Servizio di comunicazione o social | Metodo Adami & Associati | |
|---|---|---|
| Obiettivo | Presenza e pubblicazioni | Essere trovato e reggere la lettura di chi seleziona |
| Punto di partenza | Il profilo esistente | Il ruolo obiettivo e le ricerche in cui vuoi comparire |
| Sulle parole | Tono di voce e stile | Vocabolario con cui il ruolo viene effettivamente cercato |
| Riferimenti | Buone pratiche generali | Le ricerche che conduciamo, e lo studio su 385 ruoli |
| Dopo la consegna | Il lavoro si conclude | Il profilo può entrare nel database da cui partono le nostre ricerche |
Pubblicare può aumentare la visibilità. Ma per entrare nelle ricerche degli head hunter bisogna essere trovabili.
Come ti cerca chi seleziona
Quando cerca un profilo preciso, un recruiter non procede casualmente: interroga la piattaforma. Combina termini professionali e applica filtri relativi al settore, all’area geografica, all’esperienza e alle aziende di provenienza, poi legge una lista di risultati. Il tuo profilo può comparire tra quei risultati oppure restare fuori da quella specifica ricerca.
Cerca parole, non persone
La ricerca parte dai termini del ruolo, con i loro sinonimi e le varianti in inglese. Se il tuo profilo chiama la funzione con il nome interno della tua azienda, in quella lista non c’è.
Guarda prima due righe
Nei risultati si vedono nome, titolo del profilo e azienda. La decisione se aprire o passare oltre si prende su quelle due righe, prima di leggere qualsiasi altra cosa.
Poi cerca conferme
Quando apre il profilo, chi seleziona verifica coerenza tra ruolo dichiarato, esperienze e dimensione di quello che hai gestito. Un profilo generico rende più difficile riconoscere l’aderenza al ruolo e spesso perde priorità durante la lettura.
- Un titolo che ripete la qualifica interna e non il ruolo di mercato
- Il riassunto lasciato vuoto, o riempito di frasi motivazionali
- Esperienze senza contesto: né dimensione, né perimetro, né esito
- Competenze accumulate a caso, senza priorità
- Un profilo che dice una cosa e un curriculum che ne dice un’altra
- Impostazioni che rendono il profilo poco raggiungibile senza che il diretto interessato lo sappia
Quanto pesa ogni parte del profilo
Non tutte le sezioni contano allo stesso modo nella ricerca di un selezionatore. Queste sono quelle su cui lavoriamo per prime.
Il titolo
È la riga che decide se vieni aperto. Deve contenere il ruolo con cui il mercato ti cerca, non la qualifica contrattuale, e reggere anche quando compare accanto a venti profili simili.
Il riassunto
È la parte che conferma o smonta l’impressione del titolo. Serve a dire in poche righe che cosa governi, in quale contesto e con quale dimensione, non a raccontare una vocazione.
Le esperienze
Contano le prime righe di ciascuna e il modo in cui indicano perimetro e risultati. Sono anche la parte che alimenta la corrispondenza con le ricerche, quando sono scritte con il vocabolario giusto.
Competenze e conferme
La scelta e l’ordine delle competenze aiutano a rendere immediatamente riconoscibili le aree più coerenti con il ruolo. Le conferme ricevute hanno un peso secondario, ma contribuiscono alla completezza del profilo.
Cosa cambia, riga per riga
La consulenza LinkedIn non ritocca il profilo: lo riscrive. Ogni sezione viene rifatta partendo dal ruolo verso cui vuoi essere cercato.
Il ruolo obiettivo
Prima di scrivere si decide per quali ricerche il profilo deve comparire. È la scelta che orienta titolo, riassunto e ordine delle esperienze.
Il vocabolario
Individuiamo i termini con cui quel ruolo viene cercato nel tuo settore, sinonimi e varianti in inglese comprese, e li distribuiamo dove pesano davvero.
Il racconto delle esperienze
Le voci diventano leggibili in pochi secondi: cosa governavi, con quale dimensione, con quale esito. Senza elenchi di mansioni.
La coerenza con il curriculum
I due documenti vengono allineati, perché chi valuta li confronta. Non identici: coerenti.
Le impostazioni che contano
Verifichiamo le voci che incidono sulla raggiungibilità del profilo e su come appari nelle ricerche, e ti diciamo cosa conviene cambiare.
Quando conviene farlo rivedere
Non serve essere in cerca di lavoro. Chi ci scrive si trova quasi sempre in una di queste situazioni.
Non ricevi contatti da head hunter
Il profilo c’è, l’esperienza pure, ma le proposte non arrivano e non sai se il problema è il mercato o come sei scritto.
Il profilo è fermo a due ruoli fa
Nel frattempo sono cambiati il tuo perimetro e il modo in cui quel ruolo viene cercato.
Vuoi cambiare settore
Le stesse competenze vanno raccontate con il vocabolario del settore in cui vuoi entrare, altrimenti non vieni trovato da chi cerca lì.
Sei molto visibile ma poco cercato
Molti contatti e poche proposte pertinenti: di solito significa che il profilo comunica una cosa diversa da quella che vorresti.
Lavori in un contesto riservato
Serve un profilo che si faccia trovare senza esporre quello che non può essere esposto. Si può fare, ma va costruito.
Ti candidi all’estero
Il profilo deve funzionare in inglese e con il vocabolario del mercato di destinazione, non tradotto parola per parola.
Hai appena rifatto il curriculum
È il momento migliore: l’analisi è già fatta, e i due documenti vanno allineati.
Vuoi essere trovato, non candidarti
È il caso più frequente tra quadri e dirigenti: non si cerca lavoro, si vuole essere raggiungibili quando arriva la ricerca giusta.
Cosa comprende la consulenza profilo LinkedIn
Ricevi i testi pronti da incollare, sezione per sezione, con le indicazioni su cosa modificare nelle impostazioni.
Lo apriamo come lo apriremmo durante una ricerca e ti diciamo dove si ferma, con riferimenti al tuo testo.
Si stabilisce per quali ricerche il profilo deve comparire, prima di scrivere qualsiasi riga.
Le due parti che decidono se vieni aperto e se vieni preso sul serio, riscritte per intero.
Riscritte con perimetro, dimensione e risultati, nel vocabolario con cui il ruolo viene cercato.
Selezione e priorità, per mettere in evidenza le competenze più coerenti con il ruolo obiettivo.
Verifica delle voci che incidono sulla raggiungibilità, con le modifiche consigliate.
Un documento con tutti i testi pronti da incollare e due cicli di modifiche compresi.
Cosa non facciamo
- Non gestiamo la pubblicazione dei post
- Non compriamo né promettiamo contatti o visibilità
- Non usiamo modelli uguali per tutti
- Non entriamo nel tuo account: i testi li incolli tu
- Non promettiamo proposte di lavoro, promettiamo un profilo che regge la ricerca
Dipende dal profilo e dal lavoro necessario. La cifra te la diciamo dopo aver visto il profilo, prima di iniziare.
Usiamo lo studio di retribuzione su 385 ruoli per capire se il ruolo obiettivo e la seniority che il profilo comunica sono coerenti con il tuo posizionamento reale.
LinkedIn e curriculum non sono lo stesso documento
Il curriculum viene inviato in relazione a una posizione o a un obiettivo preciso. Il profilo LinkedIn, invece, deve essere trovato e compreso da chi ancora non ti conosce. Il primo deve reggere una lettura attenta, il secondo deve prima farsi trovare.
Risponde a una ricerca
È tarato su una posizione precisa, si adatta a ogni candidatura importante e viene letto da chi sa già per quale ruolo lo hai mandato.
Intercetta la ricerca
Deve comparire tra decine di risultati, convincere in due righe e reggere una lettura veloce fatta da chi non ti stava cercando per nome.
Per questo conviene farli insieme: l’analisi si fa una volta sola, il vocabolario è lo stesso e i due documenti restano coerenti. Chi valuta li confronta quasi sempre, e le differenze si notano.
Cosa succede dopo la consegna
I testi li incolli tu, e restano tuoi: nessuno entra nel tuo account. Ti diciamo in che ordine pubblicare le modifiche e cosa evitare di toccare nei giorni successivi.
Se ci dai il consenso, il profilo entra nel nostro database, oltre 500.000 candidati, il primo posto in cui cerchiamo quando un’azienda ci affida una ricerca. Un profilo scritto con il vocabolario giusto è anche un profilo che si fa trovare.
Chi lo desidera prosegue con la revisione del curriculum, che si fa quasi sempre insieme, oppure con il percorso completo di carriera.
Posizionamento e visibilità professionale: cosa cambia con la consulenza profilo LinkedIn
La consulenza profilo LinkedIn non riguarda soltanto i testi. Un profilo dice a chi seleziona come ti collochi sul mercato: a quale livello, in quale funzione, con quale perimetro di responsabilità. Quando questo posizionamento è chiaro, il profilo compare nelle ricerche giuste e chi lo apre capisce in poche righe se sei la persona che sta cercando.
Visibilità verso recruiter e decision maker
La visibilità che conta non è il numero di visualizzazioni, ma comparire quando un recruiter o un decision maker cerca il tuo ruolo. Lavoriamo sulle parole chiave con cui la posizione viene cercata e sul modo in cui titolo e riepilogo le presentano, così che la ricerca dei candidati porti anche al tuo profilo.
Personal branding e reputazione digitale
Il personal branding su LinkedIn, per un quadro o un dirigente, consiste nel far coincidere ciò che il profilo racconta con la reputazione costruita in azienda. Rivediamo il racconto del percorso, lo storytelling delle esperienze e i risultati che lo sostengono, perché la reputazione digitale sia coerente con quella reale.
Rete professionale e contenuti
Una rete di relazioni professionali curata rende il profilo più raggiungibile. Ti indichiamo quali collegamenti e quali contenuti possono sostenere il tuo posizionamento, senza chiederti di pubblicare con regolarità se non rientra nelle tue abitudini.
Strumenti premium, statistiche e LinkedIn Ads
Gli strumenti premium e le statistiche del profilo aiutano a leggere chi ti cerca, ma non sostituiscono un profilo scritto bene. Le campagne pubblicitarie con LinkedIn Ads e il social selling sono attività di marketing aziendale e non rientrano in questa consulenza, che riguarda il profilo personale.
Aggiornamento e revisione nel tempo
Un profilo va aggiornato quando cambia il ruolo o l’obiettivo. Dopo la revisione del profilo ricevi una strategia di aggiornamento semplice: quali sezioni rivedere a ogni passaggio di carriera e come mantenere il posizionamento senza riscrivere tutto.
Cosa dicono le persone che abbiamo seguito
154 recensioni su Google.
Profilo e curriculum si fanno quasi sempre insieme, e queste sono le voci di chi ci ha lavorato.
«Esperienza molto positiva. Ho ricevuto consigli concreti e personalizzati per migliorare il mio CV e tutte le mie domande hanno trovato risposta. Ho apprezzato la competenza, la professionalità e la disponibilità dimostrate durante tutto il percorso.»
«Mi sono affidato a loro per migliorare il mio CV. Ero molto scettico all’inizio, ma dopo la consulenza ho ricevuto molte più risposte alle mie candidature. Ho trovato lavoro nell’azienda in cui desideravo lavorare.»
«Servizio molto preciso e puntuale. Mi hanno aiutata a migliorare il mio CV e a presentarmi meglio nel mercato del lavoro. Un supporto utile per chi cerca nuove opportunità.»
«Ho avuto numerose esperienze con diverse agenzie di selezione del personale, ma Adami & Associati si distingue per la professionalità, la comunicazione chiara e l’accoglienza cordiale.»
Domande frequenti sull’ottimizzazione del profilo LinkedIn
Come fanno i recruiter a trovare i candidati su LinkedIn?
Quando cercano una figura precisa, i recruiter utilizzano parole chiave e filtri relativi a ruoli, competenze, settori, aree geografiche e livelli di esperienza, quindi esaminano la lista dei risultati.
Per comparire in quella lista il tuo profilo deve essere strutturato bene, usare i termini con cui il ruolo viene cercato davvero e mettere in evidenza le competenze che le aziende chiedono.
Perché un profilo LinkedIn può non comparire nelle ricerche dei recruiter?
Le cause sono diverse. Un titolo poco descrittivo, esperienze incomplete, competenze non aggiornate, oppure parole che non sono quelle usate da chi cerca. Anche una struttura confusa o impostazioni di visibilità sbagliate riducono molto le probabilità di essere trovato.
Nella revisione guardiamo tutti questi punti sul tuo profilo e ti diciamo dove si ferma.
L’ottimizzazione delle parole chiave è davvero importante su LinkedIn?
Sì. LinkedIn usa quello che scrivi nel profilo per capire quali competenze e quali ruoli rappresenti.
Le parole chiave giuste nel titolo, nella sezione Informazioni, nelle esperienze e nelle competenze rendono il profilo più coerente con le ricerche di recruiter e aziende. Vanno però inserite in modo naturale, coerente con il tuo percorso: forzate si vedono, e il profilo perde credibilità.
Dove devono essere inserite le parole chiave su LinkedIn?
Le parole chiave non devono essere concentrate in una sola sezione.
Vanno distribuite nel titolo, nella sezione Informazioni, nelle esperienze, nelle competenze, nei titoli professionali e, quando ha senso, nelle certificazioni e nella formazione.
Distribuite bene rendono il profilo più leggibile sia per l’algoritmo di LinkedIn sia per chi seleziona.
È sufficiente inserire molte parole chiave per essere trovati dai recruiter?
No. Riempire il profilo di parole chiave è uno degli errori più comuni.
LinkedIn considera le informazioni presenti nell’intero profilo, mentre chi seleziona ne valuta coerenza, esperienze, progressione professionale e competenze.
Non serve accumulare termini, serve un profilo credibile e facile da individuare.
Perché affidare l’ottimizzazione del profilo LinkedIn a una società di Executive Search?
Perché conosciamo la selezione dall’altra parte della scrivania.
Usiamo LinkedIn ogni giorno per trovare candidati, apriamo migliaia di profili e sappiamo quali informazioni fermano l’attenzione di chi cerca.
La revisione non è solo scrittura: nasce da come le ricerche vengono fatte davvero e da come i profili vengono valutati.
Il vostro servizio migliora anche il posizionamento del profilo nei risultati di ricerca?
L’obiettivo è rendere il tuo profilo più coerente con i criteri di LinkedIn e con il modo in cui i recruiter cercano. Lavoriamo su struttura, parole chiave, completezza, competenze e impostazioni di visibilità, per aumentare le probabilità che tu venga individuato.
Garantire una posizione precisa nei risultati non è possibile: l’algoritmo considera molti fattori e cambia nel tempo.
Analizzate anche le impostazioni del profilo LinkedIn?
Sì. Oltre ai testi verifichiamo che le impostazioni siano coerenti con il tuo obiettivo, comprese le opzioni di visibilità verso recruiter, aziende e rete.
Sono dettagli che spesso incidono più di quanto sembri sulla visibilità e sulla reperibilità del profilo.
Perché due professionisti con esperienze simili ottengono risultati diversi su LinkedIn?
Perché non conta solo l’esperienza, conta come è presentata.
Un profilo con un titolo efficace, parole chiave pertinenti, esperienze valorizzate e competenze coerenti con il ruolo ha più probabilità di essere trovato di uno compilato in modo essenziale.
La revisione serve a rendere il tuo percorso leggibile sia da chi seleziona sia dagli strumenti di ricerca di LinkedIn.
Scrivete voi i contenuti del profilo o li scrivo io?
Li scriviamo noi e te li consegniamo pronti da incollare. Prima però ne parliamo, perché il profilo deve restare tuo e reggere al colloquio: se dice una cosa che non sai sostenere, il danno è peggiore del vantaggio.
Gestite anche i post e la presenza sul social?
No. Se per gestione del profilo LinkedIn intendi la pubblicazione di post e l’attività continuativa sull’account, non è il servizio che offriamo. La nostra consulenza riguarda analisi, posizionamento e riscrittura completa del profilo, perché venga trovato nelle ricerche dei recruiter e regga la lettura di chi seleziona. Sono due mestieri diversi ed è giusto dirlo prima.
Si può cercare lavoro senza farsi notare dall’azienda attuale?
Sì, e sono impostazioni precise che vediamo insieme. La modalità riservata verso i recruiter esiste, ma va attivata nel modo giusto: impostata male fa sparire il profilo anche da chi lo cerca legittimamente.
LinkedIn Premium serve per farsi trovare?
No. La visibilità nelle ricerche dei recruiter non dipende dall’abbonamento. Premium serve semmai a vedere chi ha guardato il profilo e a scrivere a chi non è in rete, ma non sposta la posizione nei risultati.
Meglio il profilo in italiano o in inglese?
Dipende da dove vuoi essere trovato. Per il mercato italiano l’italiano basta, per le multinazionali e per l’estero serve l’inglese, e in alcuni casi conviene tenere entrambe le versioni.
Si può fare insieme alla revisione del curriculum?
Sì, ed è la scelta più frequente: le parole chiave sono le stesse e l’analisi si fa una volta sola. Chi sceglie il percorso completo di consulenza di carriera li ha già compresi entrambi.

