Un ruolo che in Italia è rimasto a lungo trascurato e poco conosciuto, e che solamente negli ultimi anni, dopo un’attenta analisi degli esempi esteri, si sta facendo spazio tra le società più strutturate: il Non-executive director, tipicamente abbreviato in NED, è un professionista che può fare tanto per la salute e la crescita aziendale. Tradotto di caso in caso come direttore non esecutivo o amministratore non esecutivo, il NED ha fatto fatica a conquistare la fiducia degli stakeholder italiani: di certo l’esistenza della particella “non” all’interno del proprio nome non aiuta affatto.

L’impressione iniziale è infatti quella di avere a che fare con un dirigente che non fa il dirigente, con una figura professionale definita in difetto rispetto a un vero executive. Ma attenzione: è proprio in quel “non” che sta la reale potenza di questo professionista, ed è proprio per approfittare del suo punto di vista privilegiato che stanno crescendo i processi di head hunting per selezionare più efficaci Non-executive director.

Ma chi è e cosa fa nel concreto un NED? E quali sono i vantaggi per l’impresa che può contare su un Non-executive director? Ecco una guida per scoprire di più su questo ruolo in forte crescita.

Chi è il Non-executive director (NED) e cosa fa

Iniziamo con il definire il Non-executive director. Premettiamo una spiegazione, per rendere più agevole la descrizione che seguirà a chi non ha mai sentito parlare di NED: in un board è possibile trovare sia un dirigente esecutivo, sia un dirigente non esecutivo. Le due figure quindi non si escludono, e sono anzi chiamate a collaborare. Chiarito questo punto preliminare, possiamo descrivere il ruolo del NED: si tratta di un direttore che, a differenza della controparte esecutiva, non è coinvolto nell’attuazione quotidiana delle operazioni aziendali. Ed è in questo per l’appunto che si parla di non-executive.

Si tratta infatti di un professionista altamente qualificato, con un’esperienza eccellente alle proprie spalle, che non fa parte del gruppo dirigente dell’azienda; ciononostante, è parte integrante e preziosa del suo Consiglio di amministrazione. È un dirigente, ma il suo non è un ruolo decisionale. Si potrebbe paragonare il NED a qualcuno che monitora l’operato dell’azienda e del gruppo dirigente dal suo esterno, ma si rischierebbe di assimilare il Non-executive director a un controllore. Il suo ruolo è però nettamente diverso: sarebbe infatti più corretto sottolineare il ruolo consulenziale del NED, chiamato a ottimizzare l’organizzazione, il ciclo produttivo e le performance dell’azienda.

Sintetizzando, dunque, il NED è un membro d’alto profilo del Consiglio di amministrazione di una società, il quale nonostante la qualifica dirigenziale non è coinvolto nella gestione quotidiana dell’azienda; riveste invece un ruolo di primo piano nella formulazione delle strategie e delle politiche della società.

Le differenze tra un direttore classico e un direttore non esecutivo

Per meglio definire la figura del NED può essere utile a questo punto indicare in modo più preciso le differenze che intercorrono tra il Non-executive director e l’executive director. Quest’ultimo è ovviamente una figura interna, che segue il day by day del business, così come accade in generale per il senior management dell’azienda; nella maggior parte dei casi i ned  dell’azienda.

Il tipico NED, essendo una figura che deve restare sostanzialmente esterna, non intreccia un rapporto di lavoro subordinato, mantenendo cioè una certa autonomia attraverso una collaborazione esterna. Il suo lavoro non è quindi quello di lavorare al fianco degli altri membri del board, quanto invece quello di monitorare le performance dell’azienda e quelle del management, analizzare il rischio e la situazione finanziaria.

Facciamo ora un altro passo: vediamo cosa fa nel concreto un Non-executive director.

Cosa fa un Non-executive director

A questo punto dovrebbe essere molto chiaro cosa non va un Non-executive director. Non lavora insieme al management, non è un lavoratore dipendente, non partecipa alla gestione regolare dell’azienda, non può vedere il normale svolgimento delle attività, e no, non produce.

Non ci sono dubbi: a partire dalla descrizione di cosa un NED non è – e il suo termine di certo spinge ad adottare questo rischioso approccio – la tentazione di farne a meno può essere alta. Tra poco metteremo in luce i vantaggi di avere un Non-executive director in azienda: ora vediamo invece i suoi compiti, ovvero ciò che una società può aspettarsi di ricevere nel momento in cui inserisce nel proprio board un NED.

Il suo compito principale è quello di assicurare – alla società stessa – che le decisioni del Consiglio di amministrazione siano sempre prese nell’interesse superiore della società, senza dunque che il percorso di crescita del business risulti deviato, rallentato o compromesso da delle politiche personali o da accordi che non abbiano a cuore il bene dell’azienda.

Ne consegue dunque che il Non-executive director agisce in modo da tutelare la società, e di conseguenza gli interessi degli stakeholder (da qui l’interesse diffuso che dovrebbe esserci nel dotarsi di un NED da parte degli azionisti non esecutivi, che avrebbero così la certezza di far risuonare una voce neutrale e quanto più oggettiva possibile per la difesa degli obiettivi a lungo termine). E ancora, le attività del NED sono sempre tese a garantire una piena aderenza alle leggi e ai regolamenti aziendali.

Questo a livello generale. Nel concreto il Non-executive director collabora nello sviluppo e nell’implementazione di strategie aziendali sostenibili, stabili e sicure, volte a garantire il raggiungimento degli obiettivi per il medio e per il lungo termine; essendo parte integrante del Consiglio si assicura che ogni attività risponda ai più alti valori di trasparenza e segua le più attente pratiche di governance, ergendosi come rappresentante degli azionisti.

I vantaggi di avere un NED in azienda

Veniamo al sodo: come può una persona esterna, che non collabora quotidianamente con l’azienda, risultare preziosa nel consigliare e persino dirigere chi invece conosce quella stessa impresa molto meglio, essendone parte integrante? Semplice: non essendo coinvolto quotidianamente nel business il Non-executive director riesce ad avere una visione non solo più distaccata, ma anche più lucida e più oggettiva, nonché più – pensando alla sua prospettiva – più completa. Questo è il lusso di guardare un business dall’esterno, o meglio, dall’alto.

selezionare NED in ItaliaQuesto è il grande e principale vantaggio di poter contare su un NED in azienda. Ma non è l’unico, in quanto ci sono altri benefici più specifici. Si è detto sopra che non è corretto assimilare il Non-executive director a un controllore, e lo confermiamo: si tratta infatti di un professionista che gioca nella medesima squadra del management; ciononostante, tra le sue responsabilità c’è anche quella di garantire il pieno rispetto di norme e regolamenti interni.

Gli azionisti saranno inoltre felici di sapere che nel momento in cui viene inserito un NED all’interno di un consiglio di amministrazione aumenteranno report e momenti di sintesi e di controllo: se in molte aziende i Consigli di amministrazione sono eventi rari, con la presenza di un Non-executive director consapevole del proprio ruolo i Cda diventano frequenti e regolari, così da poter avere sempre il punto della situazione, e da impostare una regolarità nella presentazione di report da parte dei diversi manager.

Se dapprima questo cambio di passo potrebbe apparire controproducente – per il tempo rubato ai diversi dirigenti – il fatto di dover presentare regolarmente dei report e poter analizzare insieme il quadro complessivo si mostrerà rapidamente in tutta la sua efficacia.

Non guasta poi il fatto di poter contare all’interno del board un direttore che ha una lunga esperienza nella gestione delle aziende ma che, in quanto figura esterna, presenta un percorso precedente diverso da quello di altri professionisti del board, così da presentare un punto di vista “doppiamente” esterno e diverso, ma pur sempre esperto. Chi si rivolge a un NED che ha già ricoperto questo ruolo presso altre aziende, inoltre, ha il vantaggio di avere al proprio fianco un professionista che ha già conosciuto nel tempo errori, criticità e rallentamenti frutto di decisioni poco accorte da parte del management, così da avere un ulteriore difesa preventiva a disposizione.

Arrivati fin qui, si potrebbe pensare che il Non-executive director possa essere particolarmente prezioso nel caso di un management giovane, come accade spesso nel caso delle startup. E sì, non c’è dubbio, il NED in scenari come questi può essere altamente prezioso. Ciononostante, è bene sottolineare che il Non-executive director può essere estremamente utile anche in scenari opposti, quando cioè si ha che fare con manager, dirigenti e imprenditori più che maturi, e quindi tipicamente poco propensi al cambiamento, all’innovazione, pericolosamente irrigiditi su posizioni talvolta obsolete e inefficaci.

In estrema sintesi, il vantaggio di inserire un NED è quello di avere a disposizione un alleato esperto, indipendente e oggettivo, per ottimizzare al massimo la gestione dell’azienda.

Ma come selezionare un Non-executive director per la propria società?

Come selezionare un NED per la tua azienda: le qualità cruciali

Quali qualità è bene ricercare per selezionare un Non-executive director per la propria società? Come si è visto, questo professionista d’alto profilo può risultare prezioso per garantire la stabilità e la crescita del business; non ci sono però dubbi nell’affermare che è difficile individuare il professionista ideale. Fin troppo spesso la selezione del NED viene effettuata in modo distratto o persino trascurato, con società che compromettono totalmente l’efficacia di questo ruolo con delle assegnazioni “politiche”, in seguito a selezioni fatte per soddisfare un gruppo di azionisti, e non invece dei requisiti chiari. Così facendo il NED diventa un mero controllore, senza nessuna reale capacità di portare dei benefici all’azienda.

Prima di tutto, come detto, il NED deve avere una comprovata esperienza nella gestione aziendale, meglio ancora se all’interno del medesimo settore. Ma non basta avere competenze in campo economico e fiscale, né avere un passato da manager e da dirigente. Un buon Non-executive director è quello che si definisce un “big picture thinker”, ovvero una persona con un approccio strategico. In quanto figura esterna, deve essere in grado di porre le domande giuste per arrivare subito al cuore del problema, di evitare i dettagli superflui per costruire velocemente il quadro della situazione, dal quale partire per individuare i prossimi passi.

Visto quanto detto sopra, il NED deve essere in grado di preservare la propria imparzialità, la propria estraneità, così come la propria indipendenza; e il mindset indipendente, come ben sanno gli head hunter che hanno già effettuato delle selezioni di NED, non è cosa facile da individuare.

Il percorso per selezionare un Non-executive director

Individuare le qualità sopra elencate non è l’unica accortezza per selezionare il NED perfetto per la propria società. È necessario, infatti, anche procedere con un’analisi dell’azienda, sapendo che ogni realtà può avere bisogno di Non-executive director leggermente diversi. Sarebbe bene per esempio partire da un’approfondita analisi del board attuale, dei suoi punti di forza e delle sue mancanze e delle vere e proprie debolezze, per poi domandarsi di cosa avrà bisogno in futuro il Consiglio di amministrazione, in relazione agli obiettivi a lungo termine della società.

Nel momento in cui verranno contattati i potenziali NED, sarà fondamentale descrivere in modo trasparente la società, presentando passato, presente e futuro desiderato, anticipando eventualmente alcuni numeri estratti dall’ultimo report, così da permettere ai candidati più promettenti di farsi un’idea realistica del grado di impegno richiesto.

Selezionare un Non-executive director non è un’attività che si affronta tutti i giorni, e va sottolineato che una scelta errata potrebbe compromettere seriamente la crescita dell’azienda, nonché creare conflitti del tutto inutili. Va inoltre considerato il fatto che ricercare e selezionare i migliori talenti non rappresenta l’unica criticità: è necessario, infatti, anche riuscire ad attirare i NED prescelti, presentando al meglio la società, il ruolo e le sfide.

Per tutti questo motivo è vantaggioso rivolgersi a una società di head hunting specializzata nell’executive recruitement come Adami & Associati, creando una partnership duratura nel tempo per la selezione di talenti d’alto livello, a partire dai vasti e approfonditi network dei nostri cacciatori di teste.

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