Guardando alle ricerche del personale avviate dalle aziende dei più differenti settori negli ultimi anni, non ci sono dubbi: le competenze digitali sono le skill più richieste sul mercato del lavoro, nonché, molto spesso, le più difficili da trovare. Questo è uno degli aspetti principali della digital trasformation, ovvero la mancanza pressoché cronica di competenze IT, con un numero altissimo di aziende che si trova a creare degli annunci di lavoro per figure del mondo digital senza trovare effettivi riscontri.

E questo, per le aziende meno abili nel recruiting e con una strategia lacunosa di employer branding, è di certo uno svantaggio notevole: non poter contare sulle necessarie digital skills vuol dire infatti non poter mettere a frutto i benefici delle nuove tecnologie. Ma quali sono nello specifico le professioni più ricercate dalle aziende per quanto riguarda digital e ICT?

Si parla in primo luogo di Data Architect, di Data Manager, di IOT Manager, di Data Analyst e di Data Scientist. E proprio quest’ultimo profilo viene indicato da molti esperti come la principale figura emergente sul mercato del lavoro negli ultimi anni, con una forte richiesta da parte delle aziende e, per ora, una tiepida risposta. Non di rado, infatti, le ricerche di Data Scientist rimangono insoddisfatte. Ma chi è, e cosa fa il Data Scientist?

Cosa è la Data Science

Per capire cosa fa il Data Scientist è necessario prima di tutto capire qual è la sua materia di riferimento, ovvero la Data Science. Questa disciplina piuttosto recente, non è così facile da inquadrare né da definire dall’esterno, come si potrebbe pensare in un primo momento. Questo settore si compone di più materie, spaziando tra analisi dei dati, statistica, estrapolazione di dati e via dicendo. Già da questa prima affermazione si può capire che quella del Data Scientist è una figura complessa, contraddistinta per sua stessa natura da un’ampia gamma di competenze.

Ma a cosa ci si riferisce, nel concreto, quando si parla di Data Science? Sappiamo che oggi le aziende, perlomeno potenzialmente, hanno accesso a tantissimi dati, i quali sono disponibili – e non aspettano altro che d’essere colti e analizzati – sul web, sulle app, nei sistemi di sensoristica e via dicendo.

La digital trasformation ha infatti generato e continua a genere una mole impressionante di informazioni, le quali possono essere analizzate per migliorare i propri prodotti e i propri servizi, nonché per ottimizzare il proprio rapporto con i clienti e per attrarne di nuovi. Questi dati, allo stato grezzo, sono però del tutto inutili; a nulla servono i più grandi volumi di informazioni se nessuno è in grado di selezionare, di raggruppare, di analizzare e di interpretare i dati giusti. Ed è per l’appunto qui che entra in gioco il Data Scientist.

Cosa fa il Data Scientist?

Capito cosa è la Data Science, e a grandi linee come questa può essere cruciale per lo sviluppo delle aziende, cerchiamo di capire ora di cosa si occupa il Data Scientist. Questo professionista rappresenta una figura altamente specializzata, che ha fatto il suo ingresso sul mercato del lavoro una decina di anni fa: già nel 2012, del resto, l’Harvard Business Review parlava del Data Scientist come del “sexiest job of the 21st Century”.

La crescita dell’importanza del Data Scientist va ovviamente di pari passo a quella dei Big Data: maggiore è la mole di informazioni che possono aiutare le aziende, maggiore è il bisogno di esperti di Data Science in grado di estrapolare dei dati da trasformare in concreti vantaggi per il business.

Ma cosa, nel concreto, un Data Scientist può fare per un’azienda? Ebbene, le risposte possono essere potenzialmente infinite. Questo professionista può esaminare gli acquisti già fatti dai clienti per migliorare le vendite future; può ottimizzare la supply chain a partire da un controllo dello storico; può aumentare l’efficienza di un’azienda controllando e confrontando i dati passati, le condizioni meteorologiche e le situazioni socio-economiche; può studiare i sintomi di migliaia e migliaia di pazienti, per velocizzare le diagnosi da parte dei medici; e queste, va detto, sono solamente alcune delle tantissime operazioni che si possono fare con la Data Science.

Le competenze del Data Scientist

Quali sono le competenze necessarie per intraprendere questa carriera? Questa domanda può essere formulata sia da chi vuole indirizzare la propria carriera verso la Data Science, sia dall’azienda che vuole essere certa di selezionare il migliori Data Scientist da inserire nel proprio team, con il supporto di un head hunter specializzato nell’ICT.

A livello di formazione, il professionista che ambisce a questo ruolo deve vantare un curriculum vitae con laurea magistrale e, non di rado, un PhD. Quest’ultimo titolo non deve essere considerato come obbligatorio; in un processo di ricerca personale con due candidati giudicati come idonei, però, la preferenza del selezionatore propenderà probabilmente verso il candidato che ha dalla propria anche un dottorato.

I corsi di laurea più efficaci sono in ogni caso quelli in informatica o in ingegneria, ma non è da escludere il percorso in matematica o in statistica. Va peraltro sottolineato che la figura del Data Scientist, per essere completa, deve specializzarsi attraverso ulteriori corsi specialistici, così da arricchire il propri bagaglio di competenze, necessariamente eterogenee per poter esercitare questa professione.

Nel concreto, il Data Scientist deve avere avanzate skills digitali, e deve essere in grado di utilizzare con scioltezza uno o più linguaggi di programmazione. Sono date per scontate conoscenze matematiche e statistiche, così come è necessario essere in grado di comunicare in modo chiaro i risultati della propria attività, di modo da tradurre il proprio lavoro in vantaggi concreti immediati per l’azienda. Non di rado, inoltre, tra i prerequisiti indispensabili vi è la capacità di sviluppare algoritmi di Machine Learning, e quindi di avere ulteriori competenze in fatto di Intelligenza Artificiale.

Qual è lo stipendio del Data Scientist?

Vista la gamma di skills necessarie per intraprendere questa professione, e vista l’effettiva utilità che le competenze del Data Scientist possono avere per l’azienda, non stupisce che questa figura venga pagata lautamente a livello interazionale. Di più: una ricerca del 2016 aveva dimostrato che, in media, gli esperti di Data Science negli Usa potevano puntare mediamente a stipendi annuali di 110mila dollari. In Italia, per ora, siamo ancora lontani da questa soglia: un Data Scientist che inizia il proprio percorso in azienda può però contare su circa 38.000 euro lordi all’anno.

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