Un numero sempre maggiore di aziende si sta allineando con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (UNSDGs) contenuti nell’Agenda 2030. Il concetto che sta alla base di questo processo è chiaro: le aziende, in primis le multinazionali e via via anche le realtà di dimensione minore, hanno non solo la capacità, ma anche la responsabilità di agire in modo sostenibile, a livello ambientale come a livello sociale. Non stupisce quindi che nel 2021, in cima all’agenda dei manager, non ci sia stato il tema del Covid, quanto invece il tema della sostenibilità: ad affermarlo è stato il Resilience Report 2021 di Deloitte, presentato al pubblico in occasione del World Economic Forum di Davos. In un periodo dominato dall’emergenza sanitaria, il tema della sostenibilità è riuscito comunque a conquistare il primato, a livello internazionale come a livello italiano. Il 52% dei leader d’azienda italiani, infatti, ha posto come priorità il tema ambientale tra le questioni sociali per le imprese nell’immediato futuro. Può essere utile sottolineare un altro interessante dato tra quelli presentati dagli analisti di Deloitte: interrogato sulla portata del cambiamento climatico, il 38% dei manager ha risposto che si aspetta che le conseguenze del climate change possano essere ancora più severe rispetto a quelle della pandemia. Il 35% ha invece risposto che la portata potrà essere simile, mentre il 24% è convinto che l’impatto sarà minore rispetto a quello del Covid-19. Appare comunque chiaro che il tema è centrale per la maggior parte delle aziende, e per questo è ormai cruciale poter assicurare una particolare attenzione a tale aspetto anche nel campo del recruiting del personale: per questo motivo Adami & Associati mette a disposizione delle aziende dei cacciatori di teste formati ed esperti anche nella ricerca e selezione di candidati green. In questa pagina vi vogliamo quindi presentare il lavoro dei nostri head hunter della sostenibilità.

L’importanza della sostenibilità per le aziende

Oggi giorno la sostenibilità costituisce un asset fondamentale per le aziende, per il semplice fatto che ormai il pubblico in larga parte pretende un maggiore rispetto per l’ambiente. Nelle scelte di acquisto il consumatore prende quindi in considerazione anche la sostenibilità dei materiali e dei processi, rendendo rischioso per un’azienda non prestare l’attenzione necessaria a questi aspetti (tanto più che, stando a una ricerca Ipsos, solamente il 15-18% delle persone risulta poco interessato al tema della sostenibilità).

Le aziende devono quindi impegnarsi per migliorare il proprio livello di sostenibilità, nei più diversi modi. Si parla della scelta dei materiali, dell’approvvigionamento energetico, della gestione dei propri asset, della selezione dei fornitori, della gestione della flotta aziendale via dicendo. Il secondo passo sta poi nel veicolare verso il proprio pubblico il proprio impegno verso i temi della sostenibilità, attraverso una comunicazione efficace, trasparente e onesta, senza alcun processo di greenwashing.

Va peraltro sottolineato che migliorare la propria reputazione dal punto di vista ambientale non è solamente una mossa necessaria dal punto di vista del branding del servizio e del prodotto; diventa sempre più importante infatti anche per quanto riguarda l’immagine come datore di lavoro, e quindi per quanto riguarda l’employer branding. In un mercato del lavoro in cui l’attenzione per la sostenibilità cresce anche tra i migliori talenti, è cruciale potersi presentare come un luogo di lavoro impegnato nella preservazione del pianeta.

La sostenibilità aziendale è anche una questione di risorse umane

Non ci sono dubbi, la sostenibilità aziendale non è influenzata solamente dai materiali utilizzati e dalle fonti energetiche selezionate. L’impronta ambientale di un’azienda è tanto minore quanto saranno maggiori le capacità delle sue risorse umane di agire in modo sostenibile, a livello quotidiano e su vari livelli. Pensiamo quindi ai professionisti che vengono assunti appositamente per migliorare la gestione energetica dell’impresa, o alle altre figure che presentano nei proprio principali obiettivi proprio la riduzione delle emissioni nocive e dei rifiuti prodotti in azienda; ma pensiamo più in generale alla selezione di professionisti che, a prescindere dalla propria posizione in azienda, condividano la missione dell’impresa, a livello di intenti, di esperienze e di competenze.

Head hunter della sostenibilità: le principali figure ricercate

Negli ultimi anni la nostra agenzia di ricerca e selezione del personale ha visto crescere in modo iperbolico la richiesta di figure strettamente correlate con i temi della sostenibilità: si parla dei cosiddetti green jobs, ma anche di profili professionali con una lunga tradizione alle spalle, e che ora sono tenuti a essere formati anche a livello di sostenibilità ambientale. Per rispondere alle esigenze abbiamo a nostra volta approfondito i temi della gestione sostenibile, diventando così un punto di riferimento nel mercato di lavoro per al ricerca delle principali figure green. Parliamo per esempio dei progettisti di impianti fotovoltaici, degli ingegneri ambientali, degli energy manager, dei mobility manager, dei consulenti ambientali, degli esperti in chimica verde, degli esperti i digitalizzazione e in dematerializzazione documentale. E ancora, si parla di figure manageriali dotate di certificati in sostenibilità, di professional green coach, di green supply manager, di risk manager, e di Health, Safetyand Environment Manager (Hse manager).

Molte aziende, inoltre, richiedono al cacciatore di teste di selezionare, a prescindere dal ruolo specifico, solamente candidati che possano garantire – anche a livello attitudinale – una gestione ottimale di energie e risorse.

L’analisi dei cv per trovare candidati attenti alla sostenibile ambientale

Compito degli head hunter della sostenibilità è dunque quello di presentare alle aziende dei candidati capaci di lavorare in sintonia con il team presente nonché di aiutare l’organizzazione a ottimizzare l’uso di risorse e di energie. In certi casi, come quelli visti sopra e relativi ai green job veri e propri, sono richiesti hard skills e titoli precisi; in altri casi è invece necessario, a livello di colloquio, esaminare i candidati per avere la certezza che possano agire in modo coerente con al filosofia aziendale. Alcune aziende temono il fenomeno del greenwashing dei curricula, e quindi il tentativo dei candidati di comunicare un ambientalismo che in realtà è solamente di facciata. In realtà questo è però un fenomeno ad oggi ancora poco diffuso; peraltro, un buon head hunter della sostenibilità riesce a scoprire facilmente eventuali esagerazioni, andando ad analizzare ed eventualmente a contattare le aziende in cui il candidato ha lavorato in precedenza.

Cresce il numero di candidati che desiderano lavorare in aziende green

Come si è accennato sopra, migliorare il livello di attenzione per la sostenibilità ambientale aiuta l’azienda a guadagnare punti anche quanto a employer branding. Va sottolineato che abbiamo notato negli ultimi anni un sensibile ma progressivo aumento dell’interesse da parte dei candidati da questo punto di vista, con professionisti che, prima di prendere in considerazione un’offerta di lavoro, desiderano delle informazioni sul livello di sostenibilità dell’azienda. Ci sono persino talenti che chiedono di passare un’ora in azienda prima di accettare la proposta di lavoro, così da avere un’idea concreta del modo di lavorare dell’impresa.

Head hunter della sostenibilità

Per le aziende e per i professionisti interessati ai temi della sostenibilità a livello di ricerca e dei selezione del personale, alleghiamo qui sotto un interessante articolo pubblicato sulla rivista ESG Business Review, il magazine cartaceo di approfondimento e studio, dedicato specificatamente alle tematiche ESG (Environmental, Social and Governance). Questo articolo è stato creato in base alle informazioni raccolte dalla rivista online EticaNews nel corso di 15 interviste a professionisti di altrettante società di selezione e ricerca di personale, specializzate sia nel middle management sia nell’executive search. Tra i professionisti intervistati c’è anche Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati.

ESG Business Review: Head Hunter della Sostenibilità

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