L’ingegnere robotico fa parte di quella categoria di professioni maggiormente richieste in quest’ultimo periodo.

Il mondo del lavoro sta iniziando il suo lento processo di ripresa dalla pandemia. Quando tutto, finalmente, sarà tornato alla normalità, quello che ci troveremo di fronte sarà un mercato del lavoro completamente inedito. L’emergenza sanitaria ha dato la spinta decisiva al processo di digitalizzazione anche nel nostro paese, storicamente restio a modernizzare la propria infrastruttura tecnologica.

Qualche mese fa le aziende si sono trovate di fronte a un bivio. Innovare, trasformando i problemi in opportunità e cavalcando le sfide del futuro, o rimanere al palo, consapevoli, presto o tardi, di fallire? Oggi, le parole chiave sono programmazione, automazione e intelligenza artificiale.

Questi, più di altri, sono i termini che stanno ridefinendo le nuove tendenze e le competenze occupazionali del terzo millennio. A confermarlo sono i dati.

I numeri parlano chiaro, negli ultimi anni la ricerca di Artificial Intelligence Specialist, Data Scientist e Robotics Engineer, è cresciuta più di qualunque altra. Abbiamo ampiamente descritto le prime due figure professionali, qui vogliamo concentrarci sulla terza, dedicandogli l’approfondimento che merita.

Intelligenza Artificiale e Rivoluzione Industriale 4.0

L’intelligenza artificiale (AI) è una tecnologia informatica che ha rivoluzionato il modo di interagire tra uomo e macchina. Fino a qualche anno fa era impensabile che i computer riuscissero ad avere le capacità di calcolo e di ragionamento alle quali si è arrivati oggi.

I robot programmati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale sono in grado di sostituire l’uomo nel compiere azioni faticose e ripetitive o calcoli e ragionamenti laboriosi. Ma soprattutto di apprendere dalle varie situazioni che avvengono all’interno dei processi produttivi. Il tutto in tempi, e a costi, drasticamente inferiori a quelli umani. È l’Industria 4.0.

Anche grazie all’AI siamo entrati nell’era dell’automazione industriale smart, che ha imposto nuovi modelli di business per aumentare produttività, migliorando la qualità produttiva. 

Inutile sottolineare quanto all’AI siano legate opportunità di sviluppo e possibilità di lavoro inedite. Come vedremo tra poco infatti, i suoi ambiti di applicazione sono svariati. E in futuro sono destinati ad aumentare man mano che l’intelligenza artificiale troverà sempre più spazio nel sistema produttivo globale.

È all’interno di questo quadro,che si inserisce la figura del robotics engineer. Una professione che ormai non è più definibile come “del futuro”, ma che anzi, è tra le più ricercate oggi, come confermano i dati del LinkedIn’s 2020 Emerging Jobs Report.

In cosa consiste il lavoro di ingegnere robotico

Un robotics engineer o ingegnere robotico è una figura poliedrica. Sebbene abbia un background principalmente ingegneristico, possiede competenze multidisciplinari che spaziano dalla psicologia, alla filosofia, alla biochimica. 

Un ingegnere robotico è colui che progetta, costruisce e collauda macchine, programmandole per svolgere una pressoché illimitata serie di compiti ripetitivi in totale autonomia. Detto con parole più semplici: insegna alle macchine come svolgere un’attività ripetitiva, spesso faticosa e stressante per l’uomo.

Per farlo, oggi si serve dell’Intelligenza Artificiale (AI), sebbene la sua figura professionale esista anche prima della cosiddetta Rivoluzione Industriale 4.0. L’evoluzione della robotica e lo sviluppo dell’AI l’hanno resa una figura chiave per qualunque azienda che desideri innovare.

Profilo professionale e competenze di un ingegnere robotico

Le competenze di un robotics engineer variano a seconda della parte di processo a cui è assegnato e dell’area in cui svolge il proprio lavoro. In generale, il lavoro di un ingegnere robotico consiste nel saper:

  • utilizzare software CAD 3D per la creazione di progetti e l’implementazione degli schemi dei sistemi robotici;
  • sviluppare software e processi complessi per il corretto funzionamento dei sistemi robotici;
  • progettare le macchine e i sistemi di produzione che costruiranno i robot;
  • costruire e collaudare le singole parti del sistema robotico o il sistema nel suo complesso;
  • costruire un prototipo e analizzare le sue funzioni, evidenziandone e risolvendone i difetti di progettazione;
  • fornire supporto tecnico ai venditori e/o agli utenti finali;
  • in quale direzione muovere la ricerca e lo sviluppo per andare incontro alla prossima generazione di robot;
  • applicare eccezionali e trasversali capacità di problem solving; 
  • lavorare di squadra e avere elevate capacità di comunicazione;
  • applicare la conoscenza dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico per migliorare le prestazioni dei sistemi robotici.

Robotics Engineering: gli sbocchi occupazionali 

Come detto, visti i numerosi ambiti di applicazione della della robotica, una disciplina assai versatile, la figura del robotics engineer è molto richiesta sul mercato, sia in ambito industriale, sia di ricerca. 

Si va dai sistemi di automazione delle macchine industriali, alla biomedica, dalla domotica alla progettazione e realizzazione di veri e propri robot utilizzabili a scopo scientifico, militare, industriale o ludico. 

I principali sbocchi occupazionali di un Robotics Engineering sono: 

  • industrie per la robotica e l’automazione
  • aziende elettroniche ed elettromeccaniche 
  • industrie manifatturiere ad elevata automazione 
  • industrie dei trasporti: automobilistiche, ferroviarie, navali, aerospaziali 
  • aziende operanti nel settore dell’automazione e dei controlli automatici
  • aziende operanti nei settori domotici, medicali e della sanità 
  • aziende operanti nei settori della sicurezza e della protezione civile  
  • libera professione nei diversi ambiti applicativi

Stipendio da robotics engineer: quanto guadagna un ingegnere robotico al mese

Negli Stati Uniti un ingegnere robotico guadagna intorno ai 100.000 $ annui. Lo stipendio di un robotics engineer in Italia varia a seconda del livello di esperienza e della grandezza dell’azienda in cui è impiegato. Mediamente possiamo distinguere tre fasce retributive:

  • Entry-level: 25.000 € 
  • Mid-level, 40.000 €
  • Senior > 50.000 €

Come si diventa Robotics Engineer in Italia

L’ingegneria robotica è una branca dell’ingegneria meccatronica. Fino a pochi anni fa, nel nostro paese, non esisteva un percorso di studi preciso per diventare ingegneri robotici. Vista la natura multidisciplinare di questo insegnamento, i laureati in ingegneria meccanica, informatica o elettronica, potevano seguire corsi di specializzazione in robotica e Intelligenza Artificiale.

Attualmente, diversi atenei hanno attivato corsi di laurea specifici per formare gli ingegneri robotici di domani. Ne sono un esempio il corso di laurea magistrale in Ingegneria Robotica e dell’Automazione dell’Università di Pisa. O anche il corso di laurea magistrale in Robotics Engineering dell’Università di Genova.

Anche l’Università di Bologna con il suo Master’s degree in Artificial Intelligence, tuttavia, offre un percorso di studi a numero chiuso e tutto in inglese, che abbraccia l’intero mondo dell’Intelligenza Artificiale, compresa la robotica avanzata.

 

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