Il Country Manager è una figura molto importante nelle aziende che lavorano con l’estero. I suoi compiti sono di grande responsabilità in quanto assume il ruolo di executive per un determinato paese straniero. I suoi poteri decisionali riguardo al suo mercato di competenza sono davvero ampi.

Quali sono i compiti e le responsabilità di questo professionista? Qual’è il percorso formativo più indicato per chi vuole ricoprire questa figura in un’azienda? Quanto percepisce di stipendio il Country Manager?

Le mansioni

Le mansioni principali di un Country Manager riguardano innanzitutto lo studio di analisi di mercato. Ma anche la realizzazione di strategie di marketing e di comunicazione specifiche per il paese di sua competenza. Non solo. Tra i suoi compiti c’è anche quello di intraprendere delle partnership commerciali con potenziali acquirenti e fornitori.

Tra i suoi impegni professionali si possono trovare anche la partecipazione ad eventi aziendali e a fiere di settore, appuntamenti con clienti e distributori. E, ovviamente, anche riunioni con i vertici aziendali e con altri manager della società.

L’obiettivo primario di questo professionista è quello di definire delle strategie utili per lo sviluppo commerciale dell’azienda nel paese di assegnazione. Per raggiungere questo scopo è indispensabile, quindi, adattare il business al contesto socio-culturale di riferimento.

Creare un business ad hoc

Realizzare una strategia di business ad hoc è fondamentale per ottenere lo sviluppo commerciale di un’azienda in un mercato straniero. Per raggiungere questo fine è indispensabile effettuare un’analisi approfondita sia della lingua locale che delle abitudini di acquisto della popolazione. Ma anche studiare i competitor e il panorama normativo e burocratico.

Redazione del Business Plan

Il Business plan è lo strumento più efficace di cui dispone il Country Manager per lo sviluppo commerciale dell’azienda nel suo paese di riferimento. Grazie ad esso, infatti, è possibile definire i punti di forza e di debolezza, le opportunità che offre il mercato e gli investimenti più efficaci da intraprendere. Attraverso lo studio di tutti questi dati, si riesce a delineare in maniera più veritiera sia gli obiettivi di vendita che quelli di fatturato nel breve e nel lungo periodo.

Creazione del team

Questo professionista ha come compito anche quello di organizzare un team di lavoro che si occuperà di svolgere tutte le operazioni necessarie allo sviluppo commerciale del paese di riferimento. Sarà di sua responsabilità sia la selezione dei collaboratori, che la gestione delle risorse umane. Così come la supervisione delle attività a loro assegnate.

Rapporti con la stampa

Tra le responsabilità del Country Manager c’è anche quella di avviare una serie di contatti con la stampa e con i media locali. Attraverso una rete stretta di rapporti con i giornalisti, infatti, potrà rilasciare dichiarazioni sulla società riguardo, ad esempio, al lancio di nuovi servizi o prodotti. Ma anche riguardo a successi ottenuti o a scandali che possono in qualche modo riguardare l’azienda.

Controllo e reporting

Gran parte del tempo il Country Manager si deve occupare di attività di controllo e reporting. Di sua responsabilità, infatti, ci sono innanzitutto la supervisione delle attività e delle strategie messe in atto per lo sviluppo commerciale dell’azienda nel mercato di riferimento. E, nel caso si dovesse accorgere che i piani non stiano ottenendo i risultati sperati, prendere delle contromisure al riguardo.

A fronte delle attività intraprese, poi, questo professionista si deve occupare della realizzazione di report periodici in cui presentare nero su bianco i risultati ottenuti. Queste relazioni, poi, saranno motivo di confronto con i vertici aziendali e con gli altri manager della società. 

Sbocchi professionali

Dove lavora un Country Manager? Le società che richiedono maggiormente l’implementazione di questa figura nel loro organico sono quelle che lavorano a livello internazionale. I settori che richiedono l’operato di questo professionista possono essere i più disparati: dall’arredamento alla moda, dal lusso alle automotive, dall’IT alla logistica, dall’industria al food. 

Le aziende che si affidano a questo esperto non sono necessariamente multinazionali. Sono sempre più le piccole e medie imprese che assumono dipendenti in questa posizione con il preciso obiettivo di lanciare i propri prodotti o servizi in nuovi mercati (sia in Europa, che nel resto del mondo).

La formazione

Attualmente in Italia non esiste un percorso di studi specifico per chi vuole intraprendere una carriera come Country Manager. Tuttavia, chi ambisce a questa posizione dovrebbe approfondire la sua preparazione teorica sia in ambito economico che commerciale. A tal proposito, quindi, è preferibile acquisire una Laurea in Ingegneria Gestionale, Marketing o Economia. E, in seguito, approfondire le competenze acquisite con un master in Business Administration o in Management.

La carriera di questo professionista inizia in azienda in posizioni che fanno parte dell’area commerciale. Come, ad esempio, Agente, Venditore o Addetto al Marketing. Una volta acquisito un bel bagaglio di esperienza, si possono ottenere maggiori responsabilità diventando prima Team Leader e poi Area Manager.

Da non dimenticare, infine, che per ottenere questo ruolo molto ambito, è necessario conoscere in modo approfondito il mercato di riferimento, dalla lingua locale alle abitudini della popolazione, dalle normative burocratiche alle tradizioni culturali.

Quanto guadagna un Country Manager?

Quanto guadagna un Country Manager? Nel nostro paese questo professionista percepisce uno stipendio medio annuo di 85.000 euro lordi. Il guadagno può oscillare tra i 60.000 annui per le posizioni entry level, fino a superare i 100.000 per chi ha acquisito grande esperienza nel proprio ruolo.

L’oscillazione di stipendio in questo specifico caso può essere dipesa sia dalle dimensioni dell’azienda, che dalla mole di lavoro. Ma anche dalla presenza o meno di un team di collaboratori e dal tentativo di inserimento in un mercato nuovo o in uno in cui il business è già avviato. E, ovviamente, anche dalle precedenti esperienze che il professionista ha ottenuto nel corso della propria carriera. 

Accade molto spesso che la società per cui lavora questo professionista gli destini dei benefits molto interessanti, come le trasferte pagate, lo smartphone, il tablet, il pc e l’auto aziendale. Al raggiungimento degli obiettivi di fatturato pattuiti con la Proprietà, spesso l’azienda mette a disposizione dei premi produzione in denaro, al fine di incentivare il lavoro di questo professionista.

 

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