Cosa fare dopo tanti colloqui andati male? Ci sono persone preparate e sì, anche fortunate, che dopo un singolo colloquio di lavoro vengono assunte, pochi giorni dopo aver effettivamente iniziato la ricerca di un nuovo lavoro. Ma per la maggior parte delle persone le cose non vanno così: spesso è infatti necessario affrontare due, tre, quattro, cinque o più job interview. I fattori in gioco del resto sono tanti. Di certo ci sono tutti gli elementi direttamente collegati al candidato stesso, e quindi la sua preparazione, il suo approccio, la sua esperienza e via dicendo. Ma non sono gli unici. Vanno considerati anche la presenza di altri candidati più preparati, le esigenze dell’azienda e via dicendo.

Ci sono ruoli per i quali le aziende hanno difficoltà a individuare dei candidati sul mercato, e altri ruoli per i quali invece si ricevono sempre decine e decine di candidature. In tutti i casi, nel momento in cui ci si trova ad aver accumulato diversi colloqui andati male, è sicuramente necessario analizzare la situazione e capire quali sono i propri sbagli, quali sono le proprie mancanze: vediamo come fare.

Riconoscere un colloquio andato male

Prima di tutto, chi si mette alla ricerca di un nuovo lavoro deve essere in grado di capire se e perché si stanno collezionando dei colloqui andati male. Non è detto automaticamente che chi non viene scelto abbia affrontato la job interview in modo sbagliato: potrebbe semplicemente accadere che un altro candidato dimostri di essere più esperto, o maggiormente in linea con la cultura aziendale. Dopo diversi colloqui andati male, però, è probabile che ci siano problemi anche nel proprio modo di affrontare questi incontri.

Ci sono peraltro dei segnali espliciti per capire quando un colloquoi è andato davvero male. Pensiamo per esempio al recruiter che termina in modo frettoloso il colloquio, o che sembra non prestare grande attenzione alle tue parole. È probabile che in questi casi la decisione sia già stata presa, forse proprio per via di qualche tuo errore nella prima parte dell’intervista.

La base di partenza: chiedere un feedback

Come anticipato, certe volte si finisce per essere scartati pur avendo affrontato in modo tutto sommato corretto il proprio colloquio di lavoro: talvolta, molto semplicemente, si viene scartati solo per la presenza di un candidato più adatto, o per la mancanza di una competenza tecnica che nulla ha a che fare con l’effettivo svolgimento del colloquio.

Diventa quindi ancora più chiaro che la prima cosa da fare per trasformare dei colloqui andati male in altrettante lezioni è quella di chiedere un feedback da parte del recruiter. In molti casi, da parte dall’ufficio risorse umane dell’azienda o da parte dell’agenzia di ricerca e selezione del personale si riceve solamente l’esito dell’incontro, con un’email o con una telefonata volte a spiegare che l’azienda ha scelto un altro candidato.

Certo, in alcuni casi è lo stesso recruiter – come accade spesso con i migliori cacciatori di teste – a fornire spontaneamente un feedback più completo, spiegando brevemente cosa è andato bene e cosa è andato meno bene durante il colloquio, e motivando la scelta finale. Nella maggior parte dei casi però, per avere un feedback su colloquio, è necessario agire in prima persona, contattando il selezionatore per avere qualche informazione in più. Ecco quelle che sono le più frequenti motivazioni dietro ai responsi “negativi” di chi si occupa di selezione del personale.

Le motivazioni del rifiuto

  • La presenza di un altro candidato ritenuto migliore: nella maggior parte dei casi, la risposta che si avrà richiedendo un feedback sul colloquio di lavoro andato male sarà proprio questa, legata alla presenza di un candidato migliore. Talvolta la differenza a livello di competenze è effettivamente minima, ma bastano una maggiore esperienza con un determinato software o un aggiornamento in più per poter prevalere su un altro candidato. Ecco che allora in questo caso non si tratta di un colloquio andato male, quanto invece, semplicemente, della presenza di una persona che è stata in grado di offrire qualcosa in più all’azienda.
  • L’assunzione è stata cancellata: purtroppo in taluni casi i colloqui andati male non sono il frutto di una scelta del selezionatore, quanto invece il risultato di una decisione presa dai vertici aziendali, che dopo aver aperto una posizione decide di bloccare nuove assunzioni. In quel caso le performance durante il colloquio di lavoro non fanno testo.
  • Una cultura aziendale diversa: certe volte i selezionatori finiscono per optare per un altro candidato non tanto per una differenza relativa alle competenze tecniche, quanto invece per via di un analisi delle soft skills, delle attitudini e dell’approccio al lavoro. Ecco che allora il miglior candidato per un’azienda potrebbe passare al secondo, al terzo o al quarto posto per un’altra. Per lo stesso identico ruolo, un’azienda potrebbe scegliere una persona abituata a prendere decisioni da sola, mentre un’altra potrebbe preferire una persona che coinvolge la squadra anche nelle decisioni più delicate.
  • Il colloquio è andato male: poi ci sono casi in cui effettivamente il colloquio non è stato tale da convincere l’azienda. Un candidato preparato ma troppo nervoso può essere velocemente superato dagli altri candidati, così come una persona che non riesce a collegare le proprie competenze al ruolo proposto può essere messo in secondo piano. E poi ci sono tanti altri errori che possono fare la differenza: l’arrivo all’incontro in ritardo, la scelta di un abbigliamento errato, lo scarso interesse mostrato verso l’azienda e via dicendo. In questi casi è possibile parlare a tutti gli effetti di colloqui andati male per delle effettive mancanze del candidato.

Tanti colloqui andati male: ci sono bugie nel CV?

Un dato è certo: nel momento in cui si viene convocati per un colloquio di lavoro, il proprio curriculum vitae ha fatto il suo lavoro. Il suo ruolo è infatti precisamente quello di indurre dei recruiter ha includere il tuo nome nella ristretta lista di candidati che verranno invitati a una job interview. Chi viene convocato per diversi colloqui può quindi affermare di avere un curriculum vitae sufficientemente buono: i problemi sarebbero quindi da cercare nelle proprie performance durante l’intervista vera e propria.

In realtà, però, le cose non stanno sempre così. Il principale colpevole di un colloquio di lavoro andato male potrebbe essere sempre e comunque il curriculum vitae. Ovviamente stiamo pensando al cv gonfiato, che contiene quindi delle esagerazioni o delle bugie. In questi casi, durante il colloquio di lavoro, il recruiter potrebbe rendersi conto – in modo diretto o indiretto – di trovarsi di fronte a un candidato che non è stato del tutto onesto nel proprio curriculum vitae, decidendo seduta stante di escluderlo dalla corsa verso l’assunzione.

Imparare dai propri errori

Una volta ricevuto il feedback da parte del selezionatore è bene ripercorrere mentalmente il colloquio – o i colloqui di lavoro – che hanno portato al rifiuto, comparando il tutto al responso ricevuto. Indubbiamente ci si potrebbe anche trovare in disaccordo con le affermazioni fatte dal selezionatore: è però utile partire dal presupposto che almeno buona parte delle affermazioni presentate dal recruiter al momento del feedback corrispondano alla realtà, e che quindi si siano effettivamente fatti determinati errori o specifiche leggerezze.

L’importante è fare tesoro di queste informazioni in vista del prossimo incontro, per riuscire a presentare al meglio la propria figura: ci sarà sempre la possibilità di essere superati da un candidato tecnicamente migliore, o di avere a che fare con un’azienda con una cultura troppo diversa dalla propria. Ma si avrà la certezza di poter giocare al meglio le proprie carte, sapendo che, quando arriverà il datore di lavoro più adatto, si riuscirà effettivamente a fare centro.

Errori durante il colloquio di lavoro

Colloquio di lavoro andato male: le lezioni da imparareNella maggior parte dei casi a determinare dei colloqui andati male è proprio l’approccio stesso del candidato. E di errori durante il colloquio di lavoro ne possono esistere davvero tanti, soprattutto per chi non guarda a questo incontro come a un vero e proprio esame, che in quanto tale necessita di una preparazione specifica.

Pensiamo per esempio al candidato che non si presenta in perfetto orario, e che magari tardi di 5 minuti, dando la colpa al traffico, ai trasporti pubblici o alla difficoltà di trovare l’indirizzo giusto; perché, a parità di competenze, un selezionatore dovrebbe decidere di preferire quella persona rispetto a un altro candidato che non ha avuto problemi di orario? E ancora, altri errori di questo tipo potrebbero essere relativi all’abbigliamento sbagliato: quando ci sono diversi candidati con il livello equivalente di skills, infatti, anche i dettagli possono fare la differenza. Un candidato che si presenta a un colloquio in ambienti come banche o studi legali in T-shirt e non in camicia, di fatto, ha già commesso un errore.

Altri errori che possono togliere punti preziosi al candidato sono il fatto di non aver approfondito per nulla le caratteristiche del potenziale datore di lavoro, oppure di essersi preparato nel modo sbagliato, cercando per esempio di imparare delle risposte a memoria alle domande più “classiche”. A nessun selezionatore piace sentirsi rispondere in modo meccanico con delle filastrocche o con delle frasi fatte!

Ci sono poi dei dettagli più sottili su cui lavorare. Pensiamo alla capacità di sostenere lo sguardo del recruiter, all’entusiasmo da mostrare in vista del nuovo lavoro, alle domande che verranno poste al recruiter per dimostrare curiosità e interesse, al linguaggio del corpo e via dicendo. Sono tanti gli elementi che vengono sommati uno dopo l’altro dal recruiter, in maniera consapevole e meno consapevole, per arrivare alla sua decisione finale: per questo motivo è necessario arrivare ben preparati alle job interview, come se fossero esami o eventi sportivi.

Per questo la nostra società di head hunting offre un servizio di preparazione al colloquio di lavoro, ovvero un servizio di simulazione di job interview. I candidati che hanno passato tanti colloqui andati male o che magari sono un po’ arrugginiti, o che vogliono essere certi di fare colpo al prossimo colloquio di lavoro, possono così contare su un colloquio vero e proprio, al termine del quale si avranno feedback precisi e consigli su misura.

Quei colloqui andati male… per errori del recruiter

Fin qui abbiamo parlato di colloqui andati male per effettivi errori del candidato, per delle decisioni calate dall’alto e totalmente indipendenti dalle performance durante la job interview, dell’esistenza di differenze oggettive tra filosofia dell’azienda e approccio del candidato, e via dicendo. Vale però la pena aggiungere che talvolta a collezionare colloqui andati male sono le aziende, che si trovano cioè ad affrontare nel modo sbagliato il processo di selezione del personale. Le conseguenze possono essere le più diverse, in base agli effettivi errori commessi: si spazia dall’assenza totale di candidature fino alle costosissime assunzioni errate.

Una cosa è certa: i colloqui andati male per delle oggettive colpe del recruiter possono lasciare un profondo senso di frustrazione, soprattutto nei casi in cui il candidato sente di aver dato il meglio. In questa prospettiva si possono avere colloqui andati male per via della scarsa conoscenza – da parte del recruiter – del CV dei candidati, o della stessa posizione aperta (per questo motivo per la ricerca di personale qualificato sarebbe sempre bene affidarsi a head hunter specializzati nel settore dell’azienda).

Quando le job interview vengono gestite da persone senza una reale formazione HR o nel campo del recruiting è inoltre frequente ritrovarsi ad avere a che fare con una comunicazione vaga, con quesiti superflui o poco pertinenti, nonché con delle valutazioni affrettate o superficiali, tali da danneggiare dei candidati effettivamente preparati.

Quindi sì, talvolta chi è alla ricerca di un lavoro deve contare dei colloqui andati male per errori altrui; per fortuna, però, questo non accade molto spesso, con le migliori aziende che si affidano a delle agenzie di ricerca e selezione di personale di lunga esperienza.

Rimettersi sempre in gioco, anche dopo tanti colloqui andati male

L’importante, anche dopo molti colloqui di lavoro andati male, è non arrendersi. È possibile migliorare il proprio modo di affrontare le job interview, e abbattersi sarebbe assolutamente sbagliato e controproducente: è bene pensare che talvolta, molto semplicemente, i recuiter non stavano cercando te. Perfeziona sempre di più il tuo cv, candidati per i posti di lavoro che più degli altri sono in linea con le tue skills, allenati in vista dei colloqui di lavoro: arriverà di certo anche la tua occasione.

Vuoi avere la certezza di dare il meglio alla prossima job interview? I nostri esperti mettono a tua disposizione il servizio di simulazione di colloquio di lavoro, così da migliorare il tuo approccio, le tue risposte e la tua strategia in vista della prossima opportunità professionale.

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