Quello di sostenibilità è un concetto piuttosto recente: fu infatti introdotto ufficialmente nel 1972, durante la prima conferenza Onu sull’ambiente. Fu poi soltanto nel 1987, però, che venne definito in modo chiaro qual era l’obiettivo dello sviluppo sostenibile, per poi arrivare al 1992, quando la sostenibilità divenne il paradigma dello sviluppo stesso. Da allora, di fatto, non si può più parlare di sviluppo e di crescita senza considerare il tema della sostenibilità. Ma cos’è di fatto la sostenibilità? Si tratta di una condizione di sviluppo che riesce a garantire il soddisfacimento dei bisogni della generazione attuale senza però compromettere in alcun modo il futuro delle generazioni che verranno. E questa condizione deve essere effettiva in ogni settore, in ogni area di interesse, in ogni attività: quanto incide per esempio la sostenibilità sul mercato del lavoro? Oggi che il tema della tutela dell’ambiente è assolutamente centrale, e soprattutto in questo periodo in cui l’attualità è incentrata su vertici internazionali come il G20 e la Cop26 di Glasgow, in che modo la sostenibilità influisce sulle scelte che vengono fatte sul mercato del lavoro, da parte delle aziende e da parte degli stessi candidati?

La sostenibilità vende

Che operare in modo sostenibile assicuri dei vantaggi certi alla salute del pianeta e delle persone è fuori di dubbio. Ma per capire quanto incide la sostenibilità sul mercato del lavoro è necessario comprendere che questo modo di agire ha delle ricadute immediate anche sulle entrate economiche delle aziende. Come abbiamo visto, questo è un tema sempre più importante, estremamente sentito dal pubblico, a partire dai consumatori più giovani. E i dati ci dicono che questo interesse è tale da guidare in modo concreto le scelte dei consumatori. Secondo uno studio condotto da McKinsey&Company in collaborazione con la Camera nazionale della moda italiana (Cnmi) e presentato durante la terza edizione della International Roundtable on Sustainability, per esempio, il 70% dei consumatori si dichiara disposto a scegliere un prodotto ecosostenibile in luogo di uno a maggiore impatto ambientale, pur spendendo fino al 10% in più. Non si tratta affatto di una fetta marginale del pubblico: la tendenza generale è quella di dare la propria preferenza alle aziende che garantiscono una maggiore tutela a livello ambientale e sociale.
Ma in che modo le aziende possono alzare il livello di sostenibilità? Ci sono tante diverse strade da scegliere: si pensi all’uso di materie prime riciclabili o riutilizzabili, e comunque a basso impatto ambientale; all’uso di energie da fonti rinnovabili; all’utilizzo di packaging senza materie plastiche; alla sensibilizzazione del proprio pubblico, e via dicendo. E sì, tutto questo passa anche, ovviamente, dalla creazione di team composti da professionisti con le capacità e le attitudini necessarie per garantire all’azienda un alto livello di sostenibilità.

Quanto incide la sostenibilità sul mercato del lavoro?

Se qualche anno fa fosse stata posta questa domanda – quanto incide la sostenibilità sul mercato del lavoro? – la risposta sarebbe stata, molto semplicemente, “poco”, per la maggior parte delle aziende. Tale sarebbe stata la risposta, perlomeno, per tutte quelle aziende che, nella propria mission, non riportassero in modo specifico dei temi correlati alla protezione dell’ambiente. Oggi le cose sono molto diverse. L’attenzione delle aziende sui temi ambientali e sociali è fortunatamente aumentata in modo importante – seppur non sufficiente in moltissimi casi – spesso al di là di quanto richiesto dalla pura compliance normativa. Questo significa che, nel processo di ricerca e di selezione del personale, sono stati inseriti dei nuovi criteri da rispettare per individuare i giusti talenti da inserire in azienda, criteri che hanno a che fare direttamente sul livello di sostenibilità che l’azienda potrà garantire anche grazie alle capacità e alle attitudini di quel nuovo dipendente.

Non solo green job

Quando si parla di sostenibilità sul mercato del lavoro l’attenzione non può che concentrarsi sui green job, e in ogni caso sulla lunga lista di profili professionali che hanno tra i propri obiettivi anche quello di rendere l’attività aziendale più rispettosa dell’ambiente. Pensiamo per esempio all’Energy manager, o ancora, al Mobility manager, o magari ai progettisti di impianti fotovoltaici e via dicendo. Ma sarebbe sbagliato pensare che la sostenibilità del mercato del lavoro si misuri unicamente prendendo in considerazione i green job. Le cose non stanno così: le aziende richiedono delle doti green anche a quei candidati che non dovranno ricoprire alcun ruolo legato specificatamente ai temi ambientali. Questo perché, per essere rispettosa dell’ambiente in ogni passaggio, un’azienda deve avere la sicurezza di poter contare un intero team di lavoratori attenti a questi temi, che non finiscano per compromettere gli impegni presi a livello di gestione dell’energia, della flotta aziendale, del riciclo, della scelta dei fornitori e via dicendo. Si capisce quindi che, nel momento in cui un’organizzazione decide di alzare l’asticella della sostenibilità aziendale, per fare del bene al pianeta, per migliorare la propria reputazione verso i consumatori e per migliorare anche il proprio employer branding, questo finisce per influenzare in modo concreto tutti i successivi processi di ricerca e di selezione del personale.

Il tema della sostenibilità incide sul mercato del lavoro anche dal punto di vista dei candidati

Va sottolineato che il tema della sostenibilità non incide sul mercato del lavoro unicamente dal punto di vista delle aziende. Come è noto, infatti, il mercato del lavoro non deve essere guardato come a un luogo in cui le organizzazione scelgono i propri dipendenti in modo unidirezionale: anche i dipendenti sono degli attori attivi in questa scena, decidendo di lasciare quell’azienda per unirsi a un’altra, rifiutando per quello o per quell’altro motivo le proposte di altre organizzazioni. E se i fattori che possono influenzare le scelte dei dipendenti sono tantissimi – la possibilità di carriera, i benefit, il salario, il tipo di ambiente e via dicendo – negli ultimi anni è aumentata esponenzialmente l’attenzione dei candidati verso il tema della sostenibilità. Non è affatto raro, per noi cacciatori di teste, sentire dei candidati che – in fase di colloquio – pongono delle domande dirette a scoprire il livello di attenzione per l’ambiente dell’azienda in questione.

Data l’attualità di questi temi e l’attenzione posta negli ultimi anni a questi aspetti, i nostri cacciatori di teste si presentano come head hunter della sostenibilità, a sottolineare le competenze e le esperienze collezionate in questa attività.

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