Abbiamo già visto, dal lato del collaboratore, quando e come chiedere un aumento di stipendio. Non sono però solamente i dipendenti ad avere domande intorno a questo tema. Anche le aziende sono chiamata a decidere quando dare un aumento di stipendio ai dipendenti, nonché a capire come gestire questo aspetto delicato. Esistono infatti diversi metodi per gestire questo passaggio ricorrente, e va detto che ogni strada percorribile presenta vantaggi e svantaggi che non possono essere trascurati. I fattori da prendere in considerazione sono quindi tanti, con differenze importanti di azienda in azienda. In certi ambienti lavorativi, nel bene o nel male, l’aumento di stipendio viene utilizzato come il più importante modo di gratificare i dipendenti; in altre aziende questa arma viene usata in modo molto meno esplicito, ma non si può certo trascurare il fatto che l’aumento di stipendio è molto spesso dovuto per non rischiare di perdere i talenti di cui l’azienda ha bisogno. Oggi vedremo quindi quando dare un aumento di stipendio ai dipendenti e soprattutto come farlo.

La differenza tra aumento di stipendio e scatto di anzianità

Prima di vedere quando e come dare un aumento di stipendio ai dipendenti, per i neo imprenditori, vale la pena dedicare alcune righe alla differenza tra aumento di stipendio e scatto di anzianità. Se il primo viene deciso dall’azienda, il secondo è invece determinato dal Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato, non essendo quindi a discrezione del datore di lavoro. Se l’aumento di stipendio è quindi di per sé regolato dal merito, gli scatti di anzianità non hanno nulla a che vedere con l’effettiva performance del lavoratore, essendo stabiliti a propri.

Quando dare un aumento di stipendio ai dipendenti?

La risposta alla domanda “quando dare un aumento di stipendio ai dipendenti?” è la stessa che si dà alla domanda dei lavoratori “quando chiedere un aumento?”: non esiste un momento perfetto. Di certo, però, l’azienda che vuole trattenere i talenti e fidelizzare i dipendenti, così da non dover affrontare i problemi e i costi di un alto tasso di turnover, è chiamata a proporre l’aumento di stipendio prima che questa lacuna possa minare il rapporto tra collaboratore e azienda. In caso di mancata proposta diretta, l’azienda è invece chiamata a valutare seriamente le richieste provenienti dai dipendenti, mirando sempre a gestire questo tema delicato con equità e coerenza, nella consapevolezza che l’elemento più importante dell’impresa sono i suoi collaboratori.

Come dare un aumento di stipendio?

Ogni azienda dovrebbe decidere a priori in che modo gestire gli aumenti di stipendio, per agire poi in modo coerente nel tempo. Di fatto, le strade da seguire – generalizzando un po’ – sono due: da una parte, c’è l’opzione che prevede di dare a tutti i dipendenti lo stesso aumento di stipendio; dall’altra, al lato opposto, c’è l’opzione di concedere e calcolare gli aumenti di stipendio in base ai meriti effettivi di ogni singolo collaboratore. Vediamo quali sono i pro e quali sono i contro.

Lo stesso aumento di stipendio per tutto il team

Ci sono aziende che potrebbero optare per il medesimo aumento di stipendio, per tutti i dipendenti. Questo potrebbe per esempio essere il caso di aziende piccole, con un numero ridotto di collaboratori. Di fatto, dare a tutti lo stesso aumento – in percentuale o in entrate nette – potrebbe essere visto come il modo più semplice di risolvere la questione, per non causare malumori o disuguaglianze. Ma attenzione: di trattare tutti nello stesso modo vuol dire anche non premiare nessuno per gli sforzi fatti al di sopra della media, né riconoscere il fatto che, magari, qualche dipendente non ha fatto tutto il necessario per far crescere l’azienda. Se quindi un datore di lavoro potrebbe optare per questo metodo al fine di non urtare nessuno, potrebbe alla fine avere il risultato di far calare il livello di morale dei lavoratori che si sono impegnati maggiormente, premiando invece lo sforzo ridotto di altri dipendenti.

Il riferimento delle paghe di base

Va poi detto che in molti casi gli aumenti di stipendio vengono calcolati a partire dal riferimento delle paghe di base, e quindi degli stipendi d’entrata. Ma attenzione: rifarsi a questi canoni “fissi” potrebbe causare qualche problema. Non è infatti sconosciuto il problema della “pay compression”: si parla di quel fenomeno per cui i nuovi dipendenti, entrati in azienda con la paga base, finiscono comunque per avere entrate maggiori rispetto ai dipendenti in azienda già da alcuni anni nello stesso ruolo. In uno scenario di inflazione, per esempio, questo potrebbe accadere. E certo se una figura senior scopre che il nuovo arrivato percepisce una paga più alta, che rischia di diventare ancora più alta di fronte a degli aumenti di stipendio “spalmati” su tutto il team, potrebbe avere seri problemi a livello di morale e di motivazione. È quindi importante strutturare le proprie politiche retributive e calcolare gli aumenti di stipendio facendo sempre attenzione a confrontare gli stipendi di base attuali con gli stipendi dei dipendenti assunti da più anni.

L’aumento di stipendio in base alle performance

Una buona pratica è quella di fissare regolarmente, ogni 6 mesi o ogni anno, un incontro tra datore di lavoro (o manager) e i singoli dipendenti, per discutere le loro performance. Questa potrebbe senz’altro essere l’occasione per impostare nuovi obiettivi, nuove sfide, nonché per prendere eventualmente in considerazione l’aumento di stipendio. Ma se calcolare l’aumento di stipendio in base alle performance può sembrare del tutto coerente in un sistema meritocratico e sano, va anche detto che molti esperti suggeriscono che lo stipendio non dovrebbe essere usato per motivare i collaboratori. Il rischio è quello di spostare la loro attenzione dagli obiettivi e dalla qualità del lavoro verso lo stipendio stesso; non va poi trascurato il rischio, così facendo, di innescare una competizione eccessiva tra i diversi dipendenti.

Come visto, però anche la distribuzione di uguali aumenti di stipendi a pioggia comporta degli svantaggi. Sta a ogni azienda, conoscendo i pro e i contro, e soprattutto conoscendo il proprio tema di lavoro, scegliere quale sia il metodo migliore per capire come e quando dare un aumento di stipendio ai dipendenti.

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