Quando e come chiedere un aumento di stipendio

11/05/2020 | News

Chiedere un aumento di stipendio non è quasi mai un passaggio semplice. Si tratta tuttavia di una richiesta estremamente comune, attorno alla quale però si tende a pensare per molto tempo, prima di trovare il coraggio di rivolgersi al proprio capo. Non di rado, la richiesta di un aumento dello stipendio è un passo fondamentale all’interno della propria carriera lavorativa, e sarà proprio l’esito di questo passaggio a determinare i successivi step. Se il datore di lavoro accetterà, concedendo l’agognato aumento, probabilmente si continuerà a lavorare nella medesima azienda per un discreto periodo di tempo. In caso di rifiuto, al contrario, si tende spesso a valutare delle alternative, avviando pian piano la ricerca di un nuovo lavoro, gettando sempre più spesso un occhio agli annunci di lavoro, inviando dei cv per delle autocandidature e mettendosi in contatto con degli head hunter.

Chiedere un aumento di stipendio, dunque, è un momento cruciale. Per questo, è importante capire quando e come effettuare questa richiesta, così da aumentare le possibilità di avere una risposta affermativa. Iniziamo, quindi, dalla scelta delle tempistiche: quando chiedere un aumento di stipendio?

Quando chiedere un aumento di stipendio?

Partiamo da un presupposto fondamentale: il momento perfetto per chiedere un aumento di stipendio non esiste. Esistono piuttosto dei momenti da evitare e altri, invece, in cui è possibile avanzare la richiesta con la certezza di non darsi la tipica zappa sui piedi.

Se l’azienda sta vivendo un momento buio, se di recente ci sono stati dei tagli del personale, se il responsabile delle risorse umane è appena stato cambiato, molto probabilmente è meglio aspettare un momento migliore. Diventa fondamentale, dunque, assicurarsi di raccogliere le informazioni giuste per interpretare in modo quanto più corretto il periodo in cui si decide di richiedere una modifica a livello salariale.

Le tempistiche non sono però relative unicamente alla situazione dell’azienda. È necessario guardare infatti anche a sé stessi, per individuare il momento giusto. L’aumento di stipendio va chiesto dopo un periodo di tempo congruo dall’assunzione e dall’ultimo aumento ricevuto, e soprattutto in un periodo in cui le proprie performance risultano buone o particolarmente buone. Difficilmente un responsabile per le vendite potrebbe ottenere un aumento di stipendio in un periodo in cui le vendite dell’azienda mostrano una chiara flessione.

Non è tutto qui: oltre al periodo giusto, è bene pensare anche all’istante giusto. Una richiesta di questo genere, va detto, non si improvvisa. Molto meglio chiedere un appuntamento con un certo anticipo, senza forzare la mano in tal senso. Diversamente, ci si troverebbe a parlare con un superiore mal disposto verso il dipendente, la quale non è ovviamente la migliore delle situazioni per una simile richiesta.

La richiesta di aumento in busta paga: come prepararsi

Questa domanda va preparata con calma e pazienza: per porgere la richiesta al proprio capo basteranno pochi minuti, certo, ma è bene prepararsi in modo adeguato e in anticipo, per aumentare le probabilità di venire soddisfatti. Prima di tutto, è consigliabile informarsi sui salari delle posizioni simili all’interno dell’azienda e a livello nazionale, in modo da poter eventualmente motivare in modo concreto e preciso la propria richiesta, portando dei dati oggettivi a supporto.

Sempre per supportare al meglio la propria domanda, è bene fare una breve autoanalisi, così da poter esibire al datore di lavoro i motivi per i quali si merita un aumento. É bene dunque raccogliere i propri punti di forza nonché i dati relativi ai propri successi in azienda: il fatto di poter riportare casi concreti al momento della richiesta è sicuramente un vantaggio notevole.

Non bisogna, inoltre, essere vaghi: è possibile richiedere un aumento senza specificare una cifra, certo, ma è d’obbligo essere pronti a rispondere nel momento in cui il datore di lavoro dovesse chiedere l’ammontare dell’aumento richiesto. Per dare un’idea, in genere, si richiede un aumento compreso tra il 7% e il 10%, anche se in certi casi eccezionali è possibile aumentare ulteriormente la percentuale. L’importante è avere in mente il proprio obiettivo, nonché i margini di trattativa: molto meglio, quindi, presentarsi sapendo già in modo piuttosto chiaro il limite al di sotto del quale non si sarà disposti ad andare.

Un ultimo aspetto da non trascurare per prepararsi alla richiesta dell’aumento di stipendio è, per l’appunto, il proprio aspetto: così come non ci si presenta a un colloquio di lavoro vestiti in modo trasandato, allo stesso modo è bene non richiedere un colloquio con il datore di lavoro senza curare in modo particolare il proprio aspetto, per rafforzare la propria posizione attraverso un aspetto curato.

Come chiedere un aumento di stipendio

Quando un datore di lavoro è disposto a concedere un aumento di stipendio? Questa richiesta può essere soddisfatta nel momento in cui l’incremento si trasforma in un vantaggio anche per l’azienda. Lo stipendio è infatti la controparte al valore del lavoro effettuato: il professionista che assicura un certo livello di valore a un’azienda merita di venir corrisposto in modo proporzionale. Va dunque ricordato il fatto che un aumento di stipendio non deve essere una supplica, né una richiesta infondata: l’obiettivo del dipendente deve quindi essere quello di provare al datore di lavoro che l’aumento di stipendio si può tradurre in un vantaggio per l’azienda stessa. A partire da queste basi, la negoziazione va portata avanti in modo pacato ed educato, mettendo da parte le emozioni e limitandosi ai fatti. Non bisogna in nessun caso arrivare alle minacce o agli out-out: il datore di lavoro sa già molto bene qual è il rischio di rifiutare un aumento di stipendio senza avere dalla propria parte delle buone giustificazioni.

Al termine del colloquio, a prescindere dall’esito – positivo, negativo o in attesa di risposta – è bene ringraziare il datore di lavoro per il tempo concesso ed evitare di parlare di quanto discusso con i colleghi, per non dare adito a malcontenti o frustrazioni.

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