Per avere la certezza di effettuare la scelta giusta, e di non pentirsi dopo alcuni mesi se non già dopo poche settimane, è fondamentale capire un lavoro prima di accettarlo. Il problema, però, è che capire cosa comporta un’occupazione nel concreto prima di affrontarla è molto difficile. Quali saranno i compiti specifici? Come sarà l’atmosfera sul luogo di lavoro? Quell’attività potrà garantirti delle giornate serene, o della soddisfazione reale? Capirlo non è facile, perché lo stesso ruolo può essere differente tra un’azienda e l’altra: fare il responsabile delle vendite per una determinata PMI può essere molto diverso dal farlo per un’altra, così come un maitre può avere delle esperienze completamente differenti in ristoranti diversi, pur con il medesimo inquadramento. É però possibile guadagnare qualche certezza in più, analizzando la situazione per capire un lavoro prima di accettarlo: vediamo come fare, per avere più chance di prendere la decisione giusta!

Accettare il lavoro sbagliato: qualche esempio

Non è per nulla raro imbattersi in professionisti che, qualche tempo dopo l’assunzione, capiscono di aver fatto la scelta sbagliata. Questo è un problema notevole, che comporta delle conseguenze negative sia per il neo-assunto che per l’azienda. Il primo infatti si troverà a lavorare in un contesto che non lo soddisfa, e quindi sarà tentato di riprendere a breve la ricerca di un nuovo lavoro, sopportando nel frattempo di giorno in giorno un’occupazione inadatta, che non lo rende felice; l’azienda, da parte sua, dovrà probabilmente sostenere a breve i costi di un nuovo processo di ricerca e selezione del personale, per non parlare del tempo buttato per l’inserimento di una nuova risorsa. Si capisce quindi che è compito degli head hunter o dei recruiter verificare non solo le capacità dei candidati, ma anche andare oltre, per capire se quel determinato candidato può essere realmente felice in quell’azienda, in modo da ridurre al minimo il turn over a breve termine.

Pur aumentando le attenzioni in tal senso, però, di tanto in tanto si hanno comunque dei lavoratori che capiscono in ritardo di avere scelto il posto di lavoro errato, o in ogni caso poco adatto. Pensiamo per esempio a un account che si trova a lavorare in una realtà piccola, con clienti e progetti altrettanto piccoli, e con pochissime possibilità di crescita, laddove invece il suo obiettivo reale è quello di lavorare per realtà molto strutturate, con clienti importanti e via dicendo. O pensiamo a chi viene assunto con un determinato ruolo, il quale però viene leggermente riaggiustato in breve tempo per esigenze interne, e che si trova così ad affrontare un’attività significativamente diversa da quella cercata.

Questi scenari non sono rari: meglio quindi impegnarsi fin dall’inizio dei contatti con una nuova azienda per capire un lavoro prima di accettarlo, per risparmiare delusioni, tempo e spese a sé stessi come all’azienda.

Cosa fare per capire un lavoro prima di accettarlo

  • Studiare l’annuncio di lavoro: si parte ovviamente da qui, dall’annuncio di lavoro creato dall’azienda che sta cercando un nuovo talento. In questo testo si potranno trovare informazioni importanti su quello che l’azienda sta cercando, ma è vero anche che la job description potrebbe non essere completa, affidabile o aggiornata quanto si vorrebbe: ci sono infatti aziende che prestano poca attenzione alla creazione degli annunci di lavoro, e che dunque possono finire per attirare candidati diversi da quelli che effettivamente servirebbero al team.
  • Fare delle domande precise sui propri compiti: durante il primo colloquio di lavoro sarà fondamentale fare delle domande precise su quelli che saranno i propri compiti principali, sfruttando lo spazio a disposizione lasciato dal recruiter. Il nostro consiglio è quello di domandare una sintesi delle proprie attività quotidiane una volta assunti, chi saranno i propri collaboratori, quali responsabilità si avranno, e via dicendo.
  • Capire se il lavoro in questione può dare quello che si cerca: ognuno cerca qualcosa di differente nella propria carriera lavorativa. C’è chi cerca un trampolino di lancio per le prossime occupazioni, c’è chi cerca tranquillità, c’è chi cerca un luogo in cui fare carriera interna, e via dicendo. A partire dalle informazioni raccolte è quindi necessario cercare di capire se quel preciso lavoro potrà soddisfare queste esigenze: chi sarà il superiore di riferimento? Si tratta di una persona che potrà aiutarci a conseguire i nostri obiettivi?
  • Assicurarsi di avere le competenze giuste: talvolta, trascinati dall’entusiasmo, si finisce per candidarsi per dei ruoli per i quali, in realtà, non si possiedono le necessarie competenze o capacità. Ed è possibile che un selezionatore poco attento, o con poche conoscenze in quel preciso settore, non si accorga di queste lacune. Certo, va bene avere delle sfide lavorative; essere assunti per un lavoro che non si è in grado di fare è però nella maggior parte dei casi sinonimo di fallimento.

Cosa fare nelle prime settimane dall’assunzione

Una volta valutati tutti gli elementi riassunti qui sopra sarà possibile prendere la propria decisione con maggiore sicurezza: capire un lavoro prima di accettarlo permette di ridurre al minimo le possibilità di errore. Una volta accettato il lavoro e iniziata la nuova attività sarà ovviamente necessario impegnarsi in modo particolare durante il primo periodo, per entrare il prima possibile nel pieno del lavoro e nel team di riferimento. É quindi fondamentale fare tante domande ai colleghi e ai superiori (per comprendere l’azienda e per mostrare la propria volontà di imparare), e cercare di capire fin da subito quali sono le aspettative nei propri confronti. Può inoltre risultare molto utile individuare le metriche che verranno utilizzate per valutare il proprio lavoro come quello del team nelle realtà strutturate risulta poi fondamentale capire in fretta imparare e memorizzare la struttura dell’azienda, archiviando nomi, ruoli e gerarchie. Potrebbe poi essere prezioso preparare un brevissimo discorso di presentazione, una sorta di elevator pitch con cui presentarsi alle tantissime persone – colleghi, fornitori, superiori, sottoposti, clienti e via dicendo – che si incontreranno in queste delicate settimane.

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