Nando Parrado, un’ispirazione per chi ha perso la motivazione al lavoro

16/03/2017 | News
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 La crisi economica globale ha tolto le speranze a molti professionisti. Un gran numero di persone ha perso il proprio ruolo e altrettante aziende sono state costrette a chiudere.  

L’esempio di Nando Parrado, uno dei sopravvissuti al disastro aereo delle Ande del 1972, può ispirare coloro che non hanno più motivazione al lavoro e fiducia in se stessi.

Reinventarsi è una soluzione per rilanciarsi sul mercato, ma come trovare la giusta motivazione al lavoro?

Un aiuto in tal senso può arrivare dall’esempio di persone che nonostante le avversità sono riuscite a superare i propri limiti e ad uscirne vincitori come l’uruguayano Nando Parrado.

Nando Parrado: quando la volontà permette di superare ogni avversità

Nando Parrado è stato protagonista di un evento tragico che avrebbe messo alla prova anche lo spirito più forte e risoluto. Il 13 ottobre del 1972 si trovava a bordo di un aereo diretto a Santiago del Cile insieme ai compagni della squadra di rugby Old Christians Club e ai rispettivi amici e parenti. Sfortunatamente il velivolo si schiantò sulle vette delle Ande. Nell’incidente morirono 29 delle 45 persone a bordo, tra cui sua madre, la sorella e il migliore amico. Nando Parrado e i sopravvissuti all’impatto trascorsero 2 mesi isolati su quelle montagne, dovendo sopportare temperature rigidissime e la fame. Per poter sopravvivere lui e i suoi compagni di sventura furono persino costretti a cibarsi dei cadaveri.

Quando ormai sembrava tutto perduto, Nando Parrado e l’amico Roberto Canessa decisero di intraprendere un viaggio per cercare aiuto. Dopo 10 giorni di cammino, scalando la montagna senza nessun tipo di attrezzatura, furono trovati da un pastore. Il 23 dicembre tutti e 16 i sopravvissuti alla sciagura furono tratti in salvo. La tragedia ispirò il film “Alive” di Frank Marshall del 1993. Nel 2006 Nando Parrado raccontò il suo punto di vista sulla vicenda nel libro “72 giorni: la vera storia dei sopravvissuti delle Ande”.

Nando Parrado e la self motivation

Sebbene si tratti di un caso estremo, la storia di Nando Parrado è l’esempio che nulla è impossibile se si hanno le giuste motivazioni. “La decisione (di cercare i soccorsi) è stata presa in meno di trenta secondi.” – si legge sul suo sito ufficiale (http://www.parrado.com/) – Altre scelte fatte successivamente nella mia vita non sembravano più difficili che decidere sulla mia stessa morte. Ho guadagnato fiducia in me stesso, una certa tranquillità che mi ha donato una migliore percezione del mondo intorno a me. Prendere decisioni è diventato più facile perché so che la cosa peggiore che mi può capitare è essermi sbagliato. Paragonato a quello che ho passato, questo è niente”.

 

E’ meglio decidere

Nando Parrado ora utilizza quello che ha imparato durante la sua traumatica vicenda per aiutare le persone a trovare la motivazione al lavoro di cui hanno bisogno. In qualità di esperto di self motivation supporta le aziende in ambiti come la leadership, il lavoro di squadra, la gestione dei momenti di crisi e dei conflitti, il cambiamento, la pianificazione e la scelta di una strategia. Le sue teorie gli sono inoltre valse la nomination di “Best Speaker in the World” dal World Business Forum. Ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione per poter raggiungere i propri obiettivi una volta che questi sono stati fissati e sono state valutate le risorse esterne ed interne adatte allo scopo:

  • Mantenere un’attitudine positiva

  • Trovare qualcosa di semplice che ci dia una spinta iniziale

  • Continuare ad imparare

  • Essere propositivi

  • Agire e non pensare

  • Imparare a conoscersi

  • Registrare i propri progressi

  • Condividere le proprie idee

Per tutti coloro che hanno perso la speranza di trovare lavoro o non sanno come migliorarsi, è bene tenere a mente una celebre frase di Nando Parrado: “E’ meglio decidere e sbagliare che non decidere. C’è sempre tempo per tornare indietro”.

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