Come migliorare il work-life balance in azienda?

Come migliorare il work-life balance in azienda? Questa è una domanda che la maggior parte dei datori di lavoro e dei manager dovrebbe porsi. Da una parte perché, come sappiamo, è altissima la percentuale di dipendenti che dichiara di voler cambiare il proprio lavoro nei prossimi mesi, aumentando quindi il tasso di turnover all’interno delle singole aziende, con tutti i costi che questo può comportare. Dall’altra perché il work-life balance è un elemento fondamentale per una larghissima parte delle persone alla ricerca di una nuova occupazione. Ecco quindi che migliorare il work-life balance in azienda vuol dire sia ridurre il numero di dimissioni volontarie, sia rendere più facile, veloce e soprattutto efficace il processo di ricerca e di selezione del personale, andando ad attirare i migliori talenti presenti sul mercato. Ma per quale motivo migliorare il work-life balance è così importante per le aziende italiane?

Cos’è il work-life balance

Iniziamo con una definizione di work-life balance. Con questo termine si indica in modo molto semplice e diretto l’equilibrio tra vita privata e lavoro, e quindi tra sfera professionale e sfera privata. Raggiungere il work-life balance significa quindi riuscire a far convivere in modo pacifico e sereno lavoro e vita privata, senza attriti, senza che un elemento abbia il sopravvento sull’altro.
Si potrebbe pensare dapprima che questo sia un elemento di competenza dei singoli dipendenti, ma in realtà la situazione è diversa: l’equilibrio tra la vita privata e la vita professionale degli addetti è una conseguenza diretta, in larga parte, dell’organizzazione dell’azienda stessa.
Va detto che il concetto di work-life balance è nato in Gran Bretagna già negli anni Settanta. A portare in auge il tema è stato in primo luogo il forte sviluppo delle tecnologie negli ultimi anni. In seconda battuta, e più decisamente, il work-life balance è diventato centrale con la diffusione su larga scala dello smart working durante la pandemia.
L’introduzione del lavoro da remoto emergenziale, unitamente allo shock del lockdown, ha infatti mutato in modo importante il rapporto tra dipendente e azienda, o meglio, il modo attraverso i quali i primi interpretano il rapporto con la seconda. Vi è infatti un grande desiderio di poter adattare in modo migliore la vita professionale a quella personale e familiare.

L’importanza dell’equilibrio tra vita privata e professionale per i dipendenti

Il grado di soddisfazione a livello quotidiano, la possibilità di fare carriera, lo stipendio. Questi sono alcuni dei classici fattori che le persone prendono in considerazione per scegliere tra i diversi potenziali posti di lavoro. Negli ultimi anni sono diventati però via via sempre più importanti anche altri fattori, a partire per l’appunto dal work-life balance assicurato dall’azienda. Uno studio commissionato da Kaspersky dimostra per esempio che tra i dipendenti che desiderano cambiare lavoro nei prossimi 12 mesi (un terzo del campione preso in considerazione) il 36% dei rispondenti desidera farlo proprio per ottenere un maggiore equilibrio tra lavoro e sfera privata.
Va peraltro detto che a rendere evidente la necessità di un migliore work-life balance ci sono diversi studi scientifici nel campo della salute fisica e mentale. Già nel 2017 un lavoro pubblicato sulle pagine dell’European Heart Journal associava gli orari di lavoro troppo prolungati a un rischio più elevato di fibrillazione atriale; altri studi hanno poi collegato l’eccessivo lavoro alla maggiore probabilità di incorrere in ictus e in problemi cardiocircolatori. Non stupisce quindi che delle indagini recenti dimostrino che proprio il work-life balance sia l’elemento in assoluto più apprezzato da oltre il 60% dei lavoratori italiani. Si capisce dunque che l’impresa che desidera trattenere i propri talenti e che vuole aggiungerne di nuovi deve sicuramente impegnarsi nel migliorare il work-life balance dei propri collaboratori.

Come migliorare il work-life balance in azienda?

Le persone sono l’asset più importante per qualsiasi azienda. Per questo motivo ogni azienda dovrebbe investire tempi, risorse ed energie per mettere in moto la macchina necessaria per tutelare i bisogni dei propri dipendenti. Ecco come fare:

  • Approccio ibrido: tra i primi fattori che permettono di migliorare il work-life balance c’è probabilmente il lavoro agile. Questo non significa che tutti i dipendenti devono poter sempre lavorare da remoto. Le migliori aziende hanno infatti introdotto un valido approccio ibrido, con uno o due giorni alla settimana riservati allo smart working. Va detto anche che le aziende più grandi e più strutturate possono fare ancora di più, mettendo a disposizione degli spazi distaccati per i lavoratori che non desiderano lavorare da casa propria – non avendo magari un ambiente tranquillo o confortevole. È questo quello che ha fatto per esempio Terna, mettendo a disposizione delle posizioni lavorative in due smart hub a Roma.
  • Riconoscere la positività del work-life balance: in molti ambienti lavorativi la ricerca del work-life balance viene vista come qualcosa da stigmatizzare, come una debolezza del lavoratore. È importante quindi che l’azienda, attraverso i propri manager, introduca un nuovo mindset, sottolineando la positività dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata.
  • Aumentare la flessibilità: l’azienda deve riconoscere l’importanza della vita privata dei propri dipendenti, rendendo più facile per questi ultimi chiedere dei permessi o in caso di necessità lasciare l’ufficio in anticipo per delle necessità familiari. Azioni di questo tipo aumentano la fidelizzazione, la motivazione nonché le performance.
  • Alzare la soglia di ascolto: quali sono le esigenze dei dipendenti in fatto di work-life balance? L’azienda deve mettersi in ascolto nei confronti dei propri dipendenti, e deve rendere facile per questi ultimi entrare in contatto con i diretti superiori o con l’amministrazione.
  • Valutare il nido aziendale: questa è ovviamente una possibilità che solamente le aziende di una certa dimensione possono prendere i considerazione – anche se va detto che non è esclusa la possibilità di crearne uno tra più aziende di dimensioni ridotte. Di sicuro, per aiutare i genitori a conciliare al meglio la propria vita privata e quella lavorativa, la realizzazione di un asilo nido aziendale può essere importantissima.

Per migliorare il work-life balance in azienda, come si è visto, è fondamentale ascoltare i propri dipendenti, per poter individuare le loro necessità. Può senz’altro essere prezioso anche guardare all’operato delle aziende famose per essere apprezzate dai propri dipendenti: guardando alla lista di Forbes “World’s Best Employers 2021” in Italia gli esempi da seguire sarebbero quelli di Ferrari, De’Longhi, Terna, Armani, Pirelli e Prada.

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