Come selezionare l’amministratore delegato perfetto? Non ci sono dubbi: per selezionare un candidato che avrà compiti così delicati e importanti per l’azienda, ogni passaggio deve essere fatto nel modo più attento possibile. Abbiamo già visto in passato chi è l’amministratore delegato: vediamo ora come selezionare l’ad per avere la certezza di mettere al comando un professionista capace di proteggere e far crescere il business.
Il Ceo e l’amministratore delegato (le differenze)
Prima di vedere come selezionare l’amministratore delegato ideale per l’azienda, vale la pena cancellare eventuali dubbi di carattere lessicale. Molto spesso infatti il ruolo dell’amministratore delegato viene confuso con quello del Chief Executive Office. I ruoli di Ad e di Ceo, però, non sono del tutto uguali. Le funzioni sono simili, certo, e si parla in entrambi i casi del manager che sta a capo di una società, e quindi di un’azienda strutturata. Ma va detto che vi sono delle differenze di base, dipendenti in primo luogo dalla cultura – e dal Paese – in cui quella società è nata e si è sviluppata.
Il Ceo è il capo dei consiglieri di amministrazione, e presenta tendenzialmente una serie di compiti e di responsabilità più ampia rispetto a quella dell’amministratore delegato. Come suggerisce il termine stesso, infatti, l’Ad è il professionista al quale il consiglio delega i compiti di rappresentanza, pur mantenendo in sostanza il potere decisivo. Se nel mondo anglosassone il Ceo è nella maggior parte dei casi anche il presidente della società, in Italia l’amministratore delegato non ricopre anche quel ruolo.
Si capisce quindi che, pur essendo vero che in molti casi gli amministratori delegati si comportano come Ceo, è altrettanto vero che i due termini indicano dei ruoli distinti. Va peraltro detto che non di rado, nelle PMI italiane, a diventare amministratore delegato è il fondatore e imprenditore stesso. Detto questo, vediamo come selezionare l’amministratore delegato, a partire da una veloce analisi delle sue responsabilità.
Le responsabilità dell’Ad

Il Codice Civile ricorda anche che l’Ad è chiamato a redigere il bilancio e successivamente a sottoporlo all’approvazione dell’assemblea dei soci. Più in generale, l’amministratore delegato deve vigilare continuamente sull’andamento della società, prevenendo atti pregiudizievoli, eventualmente attraverso la delega a un numero variabile di manager.
Come selezionare l’amministratore delegato: le doti
La capacità di guardare lontano
Un presupposto cruciale per selezionare l’amministratore delegato è quello di prendere in considerazione solo persone in grado di guardare lontano, e che abbiano la capacità di individuare una direzione chiara da seguire per raggiungere gli obiettivi predefiniti. Questo significa sia essere in grado di capire dove il business può e deve arrivare, grazie a una buona dose di ambizione e di ottimismo, sia essere in grado di ispirare gli altri in modo di condividere in modo convincente la propria visione.
L’ascolto attivo
L’amministratore delegato, ancora più del CEO, deve essere inteso come una persona che si muove all’unisono con il resto del consiglio e dei manager. Ecco che allora che il candidato ideale per diventare Ad deve essere in grado di ascoltare effettivamente le persone che lo circondano, dimostrando un genuino interesse per le opinioni altrui. Questo sarà peraltro necessario per capire davvero l’operatività del business nel day-to-day, portando così a decisioni più esatte.
La capacità di adattamento
I business si trasformano velocemente. I fattori che portano cambiamenti si susseguono e provengono da varie direzioni: ci sono i cambiamenti impressi dall’evoluzione del settore come quelli conseguenti alle nuove esigenze dei clienti, per arrivare a quelli calati dall’alto dal momento storico in cui ci si trova a guidare una società. Ecco allora che chi vuole imparare come selezionare l’amministratore delegato deve sapere che questo professionista deve essere in grado di adattarsi, seguendo i bisogni effettivi dell’azienda.
La necessaria motivazione
Nella ricerca e selezione del personale, la motivazione è da sempre un fattore che i recruiter devono tenere in alta considerazione, anche per i ruoli più lontani dai vertici. E di certo la motivazione deve essere individuata anche nei processi per la selezione di manager e sì, anche per quelli per la selezione degli amministratori delegati. Solamente potendo contare su una buona dose di entusiasmo per l’attività da intraprendere infatti l’Ad sarà in grado di avere il meglio dai colleghi e dai subordinati, per portarli a lavorare di più e meglio.
La capacità di ispirare fiducia
Un amministratore delegato che non riesce a costruire un solido rapporto di fiducia è come il capitano di una nave che che non riesce a farsi ascoltare dall’equipaggio. I colleghi, i dipendenti, tutti gli stakeholder devono avere fiducia nell’abilità, nella visione e nelle competenze dell’amministratore delegato: questo aspetto non può essere sottovalutato per capire come selezionare l’amministratore delegato più efficace.
La necessaria esperienza strategica
Prima di poter essere preso in considerazione per il ruolo di amministratore delegato, un candidato deve aver già dato prova di essere in grado di affrontare situazioni difficili con grande intelligenza. Sarebbe per esempio rischioso selezionare una figura che non abbia già preso parte in precedenza, in diversi modi, a delle acquisizioni o a delle fusioni, per avere quindi l’esperienza necessaria per portare avanti nel modo giusto le ineliminabili negoziazioni. Questi sono peraltro requisiti essenziali anche per un semplice membro di un consiglio di amministrazione.
Il coraggio di essere amministratore delegato
Non è possibile ricoprire in modo efficace ruoli come quelli di amministratore delegato e Ceo senza avere una buona dose di audacia e di coraggio, necessarie per affrontare la realtà quotidiana, per poter prendere le decisioni migliori per la società e per essere in grado di dire “no” anche nelle occasioni in cui sarebbe più facile e più comodo dire “sì”.
Come selezionare l’amministratore delegato: nessun paraocchi

Come selezionare l’amministratore delegato: le FAQ
Ecco le risposte sintetiche alle più comuni domande che vengono fatte intorno al tema della ricerca e selezione dei amministratori delegati:
Ricerca amministratore delegato: quale stipendio per un AD?
L’azienda interessata capire come selezionare un amministratore delegato è probabilmente interessata anche a individuare quelli che sono normalmente gli stipendi questi preziosi professionisti: in Italia lo stipendio medio di un dirigente – come rilevato da uno studio Mediobanca – è di circa 220 mila euro. Va però detto che l’amministratore delegato di un’impresa di dimensioni medio o piccole potrebbe andare incontro a stipendi annui compresi tra i 60 mila e gli 80 mila euro. Tutto questo sapendo peraltro che gli amministratori delegati delle più grandi società conoscono cifre che superano il milione di euro all’anno.
Che differenza c’è tra CEO e AD?
Nel concreto, non esiste nessuna differenza tra il termine CEO (abbreviazione di chief executive officer) e il termine AD (abbreviazione di amministratore delegato) si tratta unicamente di termini diversi per indicare sempre la medesima figura, sapendo peraltro che in Gran Bretagna si usa a questo proposito il termine Maging Director (MD) e che in Francia il termine più corretto è Directeur Général (DG). In tutti i casi si indica il più alto ruolo esecutivo presente all’interno di una compagnia.
Quale corso di laurea per fare l’amministratore delegato?
Non esiste un unico corso di laurea per chi desidera diventare amministratore delegato: è però possibile dire che per cercare candidati per questa invidiata posizione vengono solitamente presi in considerazione professionisti che alle proprie spalle hanno titolo di laurea in Economia e Management, in Ingegneria Gestionale, in Finanza oppure Giurisprudenza, ovvero percorsi accademici che offrono solide basi teoriche per comprendere il funzionamento delle aziende. Va peraltro detto che ci sono delle eccezioni: in realtà particolarmente votate all’internazionalizzazione la ricerca di un AD potrebbe puntare a dei professionisti con una laurea in Relazioni internazionali. A fare la differenza è però successivamente l’esperienza professionale, a partire dai primi stage per arrivare ai primi ruoli di responsabilità.
Amministratore delegato cercasi: a chi rivolgersi per la ricerca?
Come selezionare l’amministratore delegato? Non esiste un processo di selezione del personale che può essere trascurato, in quanto ogni collaboratore costituisce un elemento fondamentale per il successo di un’azienda; è però altrettanto vero che ci sono posizioni particolarmente delicate. Tra queste, il professionista che più di qualsiasi altro può fare la differenza all’interno di un’impresa è l’amministratore delegato: si parla infatti di un dirigente che, come spiegato nella nostra guida dedicata, deve essere in grado di “prendersi sulle spalle l’azienda o la società, di gestire le operazioni fondamentali, di portare al successo l’intero gruppo, di amministrare le risorse a disposizione e di interfacciarsi in modo adeguato con i clienti e le società partner”.
Chi è più importante, l’amministratore delegato o il presidente?
Non ci sono dubbi: le responsabilità e i compiti del CEO sono maggiori rispetto a quelli riconosciuti al Presidente del Consiglio di amministrazione, il quale rispetto all’amministratore delegato vanta solamente una funzione di rappresentanza. Il riferimento da tenere a mente a questo proposito è l’art. 2381 del Codice civile, nel quale si può leggere che “il Presidente convoca il consiglio di amministrazione, ne fissa l’ordine del giorno, ne coordina i lavori”.
Cercasi AD: cosa rischia l’amministratore delegato?
Chi sta imparando come selezionare un amministratore delegato per una società deve sapere che, nel momento in cui non dovesse agire in modo adeguato, con conseguenti danni concreti, l’amministratore delegato è chiamato a rispondere in sede civile nei confronti della società (per danni relativi all’inosservanza delle leggi o dell’atto costitutivo) dei soci e di terzi (per atti dolosi o colposi) e confronti dei creditori; non va inoltre trascurato il fatto che gli amministratori possono essere chiamati a rispondere anche in sede penale, in caso di reati come il falso in bilancio, il mancato pagamento di oneri fiscali, e via dicendo.

