Il ruolo dell’Amministratore Delegato: chi è, cosa fa e quanto guadagna

27/06/2019 | Management
amministratore delegato

In Italia si parla di Amministratore Delegato (abbreviato AD), ma questa importante figura risponde a numerosi appellativi e sigle a seconda della zona del mondo in cui ci si trova. Dall’inglese britannico Managing Director (MD) al francese Directeur Général (DG), passando per il noto Chief Executive Officer (CEO), l’amministratore delegato è un membro essenziale del Consiglio di Amministrazione e lo si può trovare all’interno di un’azienda o di una società, indifferentemente. Il suo ruolo risulta essere centrale e fondamentale, poiché detiene in ultima analisi i poteri del consiglio e costituisce il più alto ruolo esecutivo presente all’interno di una compagnia.
Chi viene chiamato a svolgere tale delicato compito dev’essere capace di gestire situazioni tanto importanti quanto stressanti, inerenti ai vari settori aziendali, in ambito logistico, finanziario e amministrativo, nonché di guidare in modo opportuno il team di professionisti che compongono l’intero consiglio e che lavorano con lui o sotto di lui.
Le responsabilità che un amministratore delegato si trova a gestire dipendono poi naturalmente dalla tipologia di società che si trova a coordinare, la quale può essere privata, pubblica o statale, a seconda dei casi. Ovviamente esistono una serie di elementi comuni che legano tutte queste varianti di organizzazione.

Chi è l’amministratore delegato? Di cosa si occupa?

Coloro che ambiscano a ricoprire una carica così prestigiosa devono mostrare specifiche peculiarità, tra le quali la più importante è senza dubbio l’alta preparazione. Seguono ambizione, voglia di sacrificarsi, attitudine al comando, grinta, determinazione e voglia di sfondare. Da quanto emerge dalle statistiche provenienti da Google Trends, sono tantissime le ricerche giornaliere che vedono come soggetto il posto di lavoro da amministratore delegato. È la Lombardia, in tal senso fucina di grandi personaggi, la regione in cui si digita maggiormente tale espressione sui motori di ricerca, seguita a ruota da Piemonte, Lazio, Emilia Romagna e Veneto. Abruzzo, Calabria e Sicilia, occupano invece, in questa speciale classifica, le ultime posizioni.
L’amministratore delegato deve essere in grado di prendersi sulle spalle l’azienda o la società, di gestire le operazioni fondamentali, di portare al successo l’intero gruppo, di amministrare le risorse a disposizione e di interfacciarsi in modo adeguato con i clienti e le società partner. Deve inoltre avere sempre un quadro completo di quella che è la situazione del mercato attuale, sia a livello nazionale che internazionale, con un occhio di riguardo a ciò che progetta la concorrenza, in modo da escogitare subitaneamente le giuste contromosse.
Nelle piccole realtà imprenditoriali spesso è lo stesso proprietario o il direttore di filiale a svolgere anche il ruolo di amministratore delegato, mentre nelle grandi aziende questa figura è svolta da un soggetto differente, in genere affiancato da una serie di dipartimenti specializzati. Questi ultimi gestiscono autonomamente alcuni aspetti della strategia societaria ma devono rispondere sempre all’AD.
Il successo di un’azienda dipende in larga parte dalle capacità e dall’influenza che un amministratore delegato è in grado di garantire. Costui dà una forte impronta alla società, ne plasma il “letimotiv aziendale”, la filosofia. Non di rado è proprio il CEO di un gruppo a diventare l’esponente più conosciuto tra tutti, un vero e proprio personaggio pubblico.
Il ruolo di amministratore delegato può naturalmente essere ricoperto sia da un uomo che da una donna, il suo lavoro è ciò che può far schizzare in alto i titoli dell’azienda in borsa, che può attirare nuovi prestigiosi clienti o far concludere importanti affari. L’esperienza maturata può aiutare un amministratore delegato a barcamenarsi al meglio tra impegni e responsabilità, ma anche l’intraprendenza e il coraggio sono utili, specialmente quando la figura di AD viene selezionata tra gli aspiranti più giovani. Ci sono naturalmente dei pro e dei contro. Gli amministratori delegati di lungo corso sono tra i preferiti dagli investitori, che vedono in loro delle figure di riferimento su cui poter sempre contare, tuttavia le nuove leve in questo settore sanno destreggiarsi al meglio tra gli strumenti offerti dal WEB e dalle nuove tecnologie e riescono a comprendere in toto la nuova visione smart del lavoro.

Quanto guadagna un amministratore delegato al giorno d’oggi?

Il quantitativo di tempo che un amministratore delegato dedica alla propria azienda è elevatissimo, per non parlare dell’impegno, dei numerosi viaggi, del suo essere sempre presente e delle molteplici responsabilità. È necessario perciò dare il giusto valore a tutto questo, riconoscendo all’AD uno stipendio congruo alle energie spese, sia fisiche che mentali.
In riferimento allo stipendio medio di un CEO si parla di cifre che si aggirano attorno al milione di euro l’anno, ma esistono ovviamente casi in cui questa somma viene superata o risulta essere più bassa.
La tendenza generale è quella che spinge verso un rialzo dei compensi degli amministratori delegati, che nel caso di aziende particolarmente importanti può raggiungere cifre assolutamente impensabili. Un esempio è quello che riguarda il noto sito di viaggi Expedia, che nel 2015 corrispose ben 94 milioni di dollari al proprio amministratore delegato Dara Khosrowshahi. Attualmente il professionista di origini iraniano-americane svolge il medesimo ruolo presso la famosissima società di trasporto automobilistico privato Uber. Tim Cook, amministratore delegato di Apple dal 2011, ha uno stipendio che si aggira invece attorno 16 milioni di dollari, secondo il dato aggiornato all’anno 2018.
Questi salari folli sono in parte giustificati dalla suddetta importanza attribuita alla figura dell’AD, il quale deve anche supervisionare il lavoro di figure di spicco come direttori e vicedirettori, deve convocare il Consiglio di Amministrazione nel caso si verifichino dei problemi e deve mettere a punto un piano strategico convincente e soprattutto efficiente.
Va da sé che se i risultati dovessero discostarsi troppo da quelli attesi, naturalmente in senso negativo, sarà proprio l’amministratore delegato a risponderne in prima persona, seguito a ruota dai suoi sottoposti. A tal proposito, durante l’anno produttivo, è suo compito anche concepire uno strumento che possa monitorare ogni settore in modo minuzioso. Così facendo si pongono le basi per l’assegnazione, ai vari componenti del team, di premi produzione o provvedimenti disciplinari, in base agli obbiettivi raggiunti.

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