Quali saranno le attività da affrontare quotidianamente? Qual è il clima in ufficio? Quali saranno le responsabilità? Sarà possibile lavorare anche in smart working? Quali saranno le opportunità di formazione e di crescita? Di certo, nel momento in cui si entra nella rosa di selezionati di un’azienda in vista di un’assunzione, le domande del candidato si moltiplicano, soprattutto nel caso di professionisti che sanno di avere la possibilità, eventualmente, di rifiutare la proposta di lavoro. Ecco quindi che, se da una parte l’azienda valuta hard skills, soft skills, esperienza e via dicendo, il potenziale assunto dall’altra parte ha tutta un’altra serie di fattori ai quali pensare. Tra questi vi è, inevitabilmente, il fattore stipendio, anche se va detto che via via l’importanza di questo elemento nella scelta del lavoro ideale sta venendo meno: sempre più giovani, infatti, riconoscono maggiore importanza alla possibilità di formazione, alle modalità di lavoro, agli orari e via dicendo. In ogni caso la voce retribuzione non può essere trascurata: ecco quando e come parlare di stipendio prima dell’assunzione.

Quando parlare di stipendio prima di essere assunti

Le fasi del processo di ricerca e selezione del personale, anche dal punto di vista del potenziale collaboratore, sono tante. Si inizia dall’invio del curriculum vitae dopo la lettura dell’annuncio di lavoro, si prosegue con la chiamata del selezionatore, e quindi con il primo colloquio di lavoro, il quale può essere seguito da un secondo o da un terzo incontro. Nel momento in cui tutto fila liscio e da uno step si passa all’altro, le probabilità di essere selezionati e quindi di ricevere una proposta di assunzione sono sempre maggiori. Molto spesso, però, l’elemento retribuzione resta trascurato, non toccato, fino agli ultimi passaggi. Di certo introdurre l’argomento dello stipendio durante il processo di selezione non è mai facile per il candidato: il rischio è quello di apparire avventati, poco motivati e via dicendo. Insomma, la paura, del tutto comprensibile, è quella di commettere una leggerezza tirando in campo la voce dello stipendio prima del tempo. É quindi bene aspettare che siano il selezionatore o l’azienda a introdurre questo tema; solo nel momento in cui l’assunzione sarà probabile, in assenza di una discussione introdotta dall’azienda, sarà possibile mettere sul piatto questo tema senza rischiare gaffe: sarebbe al contrario discutibile arrivare a ridosso della firma del contratto senza conoscere la propria futura retribuzione.

Come parlare di stipendio prima di essere assunti

Una cosa è assolutamente certa: prima di parlare del proprio futuro stipendio è prima di tutto necessario avere la certezza di poter affrontare questo delicato argomento in modo serio e informato. Il peggiore degli scenari possibili è quello di un candidato che non solo tira in campo il tema con troppo anticipo, ma che oltre a questo affronta l’argomento in modo leggero e vago, mostrando di non avere in realtà le idee chiare sulla retribuzione desiderata o su quello che potrebbe essere uno stipendio equo per la posizione che si potrebbe finire per ricoprire. Oltre a capire quando parlare di stipendio, dunque, è fondamentale anche sapere come parlare di stipendio prima di essere assunti. Spiegare al recruiter che “più o meno negli ultimi anni la mia retribuzione è stata di [..]” non vuol dire discutere in modo serio e professionale del proprio futuro stipendio. Prepararsi a discutere e persino a negoziare lo stipendio significa essere pronti a lasciare fuori dalla sede del colloquio tutti i fattori personali (dal mutuo della casa alla presenza di figli) per concentrarsi unicamente su competenze, esperienze, traguardi raggiunti in passato e via dicendo. Vediamo più nel dettaglio le basi essenziali per capire come parlare di stipendio prima di essere assunti.

Prepararsi per discutere e negoziare lo stipendio: i salari medi in Italia

Prima di tutto, per discutere lo stipendio che si andrà a ricevere, è necessario avere la certezza di conoscere l’effettivo contesto salariale per quel preciso settore e per quel tipo di mansione. In Italia ci sono tanti strumenti per capire quali sono le effettive retribuzioni: si parte ovviamente dalle cifre riportate nei vari CCNL per arrivare alle indagini statistiche portate avanti da realtà come Job Princing. Si potrà così scoprire qual è la RAL media – ovvero la retribuzione annua lorda –  che nel 2021 è stata di circa 29.500 euro, corrispondenti a uno stipendio netto di circa 1.700 euro. La RAL media cambia in base ai settori: in quello finanziario si arriva a una media di quasi 43.000 euro, mentre in quello agricolo ci si ferma poco oltre i 24.000 euro. I settori in linea con la media nazionale sono invece per esempio quello dei servizi (dove la RAL è di 28.000 euro) e del commercio (28.000 euro). Conoscere questi dati di ordine generale è fondamentale per non fare brutte figure di fronte al potenziale datore di lavoro.

Calcolare lo stipendio netto a partire dalla RAL

Per avere la certezza di comprendere le cifre di cui si potrebbe discutere in fase di colloquio di lavoro può essere utile sapere che online ci sono degli strumenti che permettono di calcolare in modo abbastanza affidabile lo stipendio mensile a partire dalla RAL. Saranno infatti necessari lo stipendio annuale lordo, la regione di residenza (per verificare l’Irpef), il numero di mensilità, i giorni di lavoro nell’anno solare e l’eventuale numero di familiari a carico per avere una stima verosimile del proprio stipendio netto mensile.

Benefit e bonus

Al momento della discussione e della negoziazione del futuro stipendio è bene quindi conoscere la situazione generale e avere un’idea abbastanza chiara su quella che è la retribuzione desiderata. Ma sarebbe sbagliato soffermarsi sulla mera cifra dello stipendio mensile, senza calcolare altri elementi . Si pensi ai rimborsi carburante, alla presenza di un’auto aziendale, ai tickets, ai fringe benefit, e via dicendo. Uno stipendio netto leggermente più basso rispetto alla soglia minima prestabilita dal candidato potrebbe in realtà potrebbe essere comunque preso in seria considerazione in presenza di benefit concreti, il cui valore in denaro potrebbe permettere di superare generosamente il minimo fissato in precedenza.

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