Come diventare un manager? Tantissime persone, quasi tutti i dipendenti, desiderano che il proprio percorso professionale continui in salita. Maggiori responsabilità, più soddisfazione, più libertà decisionale, stipendi e benefit più importanti. Nella maggior parte dei casi, l’obiettivo è la posizione manageriale. Ma chi è il manager, e quali sono i passaggi da seguire per poter arrivare ad avere tale posizione all’interno di un business? In questo articolo vedremo qual è il percorso che può portare a questa ambita posizione, e quali sono i manager più ricercati nel nostro Paese.

Chi è il manager?

Per capire come diventare manager è necessario comprendere chi è il professionista che può fregiarsi di questa qualifica. Il manager è quel dirigente, responsabile o amministratore che ha il compito di prendere delle decisioni all’interno di un’area aziendale e di dirigere un team di lavoro. Si capisce quindi che il manager è un lavoratore qualificato con un alto livello di responsabilità, e che è chiamato a fare delle scelte anche difficili per poter raggiungere gli obiettivi di business predefiniti. Non è peraltro tutto qui: il manager deve andare oltre il puro processo decisionale, lavorando in prima persona insieme al proprio tema per arrivare alla meta. È suo compito quindi definire il programma d’azione, ma anche controllare le attività in corso, proporre dei miglioramenti sul lavoro presente e futuro, nonché fare in modo che siano seguite le politiche aziendali.
Il manager, nella sua accezione più moderna, è il professionista che riassume in sé stesso lo spirito e gli obietti dell’azienda. Un buon manager deve saper veicolare le informazioni giuste verso i propri sottoposti, nonché verso l’azienda, a partire da una conoscenza profonda di entrambi questi soggetti. Deve essere in grado di operare in autonomia e allo stesso tempo di fare gioco di squadra, con il proprio team come con gli altri manager.
Sbaglia chi pensa al manager come a un generico leader: questo professionista non è colui che dice cosa fare, è colui che si assicura che le cose vengano fatte, e che vengano fatte bene.

Come diventare manager?

Non è facile descrivere il percorso da seguire per diventare manager. Come vedremo tra poco, esistono diverse tipologie di figure manageriali, ognuna delle quali richiede delle competenze e delle esperienze differenti. In linea di massima, però, i consigli per diventare manager possono essere riassunti in questo modo:

Raccogliere tutte le conoscenze necessarie

Il manager è un punto di riferimento all’interno di un’azienda in un determinato ventaglio di attività. Questo significa quindi che, prima di tutto, il manager è un esperto. Questa preparazione è il frutto di un percorso accademico coerente, in base al settore e alla posizione alla quale si ambisce, e di un’esperienza professionale ben spesa. Chi punta alla posizione di manager deve infatti impegnarsi per imparare ogni cosa possibile dai propri superiori, prendendo esempio e spunto dall’operato degli altri responsabili;

Essere bravi nel proprio lavoro

Per diventare manager è prima di tutto fondamentale essere bravi nel proprio lavoro. Certo, per diventare un sales manager non è sufficiente essere un bravo venditore; questo, però, è un punto di inizio per puntare a quella carriera. Prima di guardare a una posizione manageriale, quindi, è bene eccellere nel proprio ruolo di partenza.

Imparare a fare gruppo

Il manager, come si è visto, è il responsabile di un team di lavoro. Prima che l’azienda sia disposta ad affidare a una persona dei sottoposti è necessario che quest’ultima dimostri di sapere gestire in modo efficace altri dipendenti,

Va poi detto che, per diventare manager, è necessario poter contare su delle soft skills di base molto importanti. Il manager è un buon comunicatore, per poter gestire in modo efficace la comunicazione con il proprio team, con il capo, con i clienti e con i partner aziendali. Deve mostrare una marcata capacità di ascolto, deve essere proattivo, e deve spiccare quanto a leadership, e se possibile anche a livello di carisma.

Tipologie di manager

Nel mondo del business esistono tanti tipi di manager. Partendo dal presupposto che per diventare manager è necessario porsi degli obiettivi molto precisi, è essenziale sapere che ci sono prima di tutto delle “classi” differenti di manager: con questa etichetta si designano dunque professionisti con livelli di responsabilità molto diversi. Il primo livello è quello dei First Line manager, ovvero le persone che vengono chiamate a supervisionare l’operato di un piccolo gruppo, coordinando quindi dei dipendenti non manageriali. C’è poi il Middle manager, chiamato spesso Project manager, il quale è in caricato di gestire i First Line manager di una certa area. Infine c’è il Top manager, ovvero il CEO, che in quanto tale è responsabile del processo produttivo dell’intera azienda.

Detto questo, vediamo alcuni tra i più diffusi e ricercati tipi di manager:

  • Sales manager: anche detto responsabile delle vendite, il sales manager coordina la squadra dei venditori e lavora per garantire il raggiungimento degli obiettivi commerciali dell’azienda. Spetta a lui il compito di definire la pianificazione di vendita, nonché quello di supervisionare l’attività dei venditori.
  • Account manager: l’account manager è il professionista che, all’interno di un business, si occupa della gestione, dello sviluppo e del mantenimento dei clienti dell’azienda. Si tratta dunque di un manager che si situa a metà strada tra l’area vendita e l’area di assistenza.
  • Brand manager: il responsabile dell’immagine dell’intera azienda oppure, nel caso di realtà più grandi, dell’immagine di un singolo prodotto aziendale, da migliorare con strategie di marketing studiate ad hoc.
  • Social media manager: ecco un manager che può lavorare in autonomia, senza sottoposti; il suo compito è quello di gestire la presenza dell’azienda sui social media strategici (che variano di settore in settore) con il fine ultimo di aumentare le vendite.
  • Relationship manager: tipicamente impiegato all’interno di realtà del mondo finanziario o bancario, il Relationship manager ha il compito di collaborare attivamente con il client per guidarli verso le decisioni più corrette, spiegando per esempio la differenza tra i vari prodotti finanziari. L’obiettivo è quello di creare un rapporto di fiducia con i clienti, per aumentare le vendite e la fidelizzazione.

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