Colloquio di gruppo: Le dieci regole per affrontarlo

colloquio di gruppo

Se non avete mai sentito parlare di un colloquio di gruppo, è perché non tutte le aziende lo pongono come step necessario di selezione. Invece per molte altre aziende, soprattutto le medio-grandi, un colloquio di gruppo è fondamentale e anzi più importante e rivelatore di un colloquio singolo per la scelta del candidato giusto.

Potreste pensare che sarà più rilassante, perché in un certo qual modo vi sentirete meno soli nell’affrontare la prova. Ma in realtà, la sfida da affrontare non è semplice, anche perché sarete affiancati ad altri candidati competitivi che concorrono per il vostro stesso posto di lavoro desiderato. Non sarà un ring di combattimento, ma sicuramente una situazione in cui sarete valutati sotto molteplici aspetti.

Cos’è un colloquio di gruppo

Il colloquio di gruppo, chiamato anche Assessment Center, è un’occasione ghiotta per l’azienda per comprendere vari aspetti sulla personalità e la competenza del candidato. I candidati in genere non sono più di quindici ma anche non meno di dieci, eccezioni a parte.

I selezionatori sono tre, il capo dell’azienda – o qualche suo socio – e del personale delle risorse umane. All’inizio tutto si svolge come in un colloquio classico: i selezionatori presentano l’azienda, spiegano la sua storia e la sua filosofia e approfondiscono la posizione per cui i candidati concorrono. Compiti, mansioni, remunerazione, competenze richieste e quanto possa servire a chiarire cosa stanno cercando. Dopodiché ognuno, seduto al tavolo con gli altri, in modo che tutti possano guardarlo e ascoltarlo, si presenta pubblicamente. Lo può fare in una lingua straniera, se richiesto, o gli si può chiedere di soffermarsi sulle sue esperienze lavorative o magari sulla sua personalità. O magari di mettere in luce le motivazioni che lo spingono ad ambire a quella posizione lavorativa. Lo svolgimento dipende dalla politica dell’azienda e dalle sue esigenze.

La dinamica del colloquio di gruppo

Sicuramente l’obiettivo è mettere alla prova il candidato di fronte a un “pubblico”, per cui vorranno vedere motivazione, leadership, determinazione. Si passa infatti poi alla presentazione di un problema da risolvere, così da verificare come il candidato ragioni in caso di difficoltà e anche la sua capacità di team working.
Quindi la situazione è per i selezionatori ottimale per testare il grado di comunicazione con gli altri, la capacità di adattamento e di collaborazione. Ma soprattutto la capacità del candidato di agire sotto pressione e sotto stress, quindi la sua reattività nel momento in cui deve gestire una difficoltà con poco tempo a disposizione. Per questo il colloquio di gruppo testa il candidato sotto moltissimi punti di vista, non ultima la sua capacità di interagire con gli altri.
Molto spesso, la prova consiste nella simulazione di una tipica situazione aziendale attraverso lo studio di un caso. Si potrebbe anche richiedere che ciascuno rivesta un ruolo specifico. In sintesi, si possono verificare due situazioni:

 

• Una dinamica destrutturata: la discussione di un tema assegnato o scelto dal gruppo. Questo permette di valutare la creatività dei candidati e anche di valutare la loro propositività e proattività.

• Una dinamica strutturata: lo studio in gruppo di un case history, o un caso immaginario che va analizzato e affrontato. Tutto dipende dal ruolo che andrete a ricoprire nell’azienda.
Ricordate che i selezionatori prenderanno nota di tutto, vigili e attenti a valutare le vostre reazioni e parole.

 

Le 10 regole per affrontare un colloquio di gruppo

Per affrontare un colloquio di gruppo senza farsi prendere dall’ansia, è bene seguire queste 10 regole che vi aiuteranno a dimostrare sicurezza e competenza.

 

1. Siate voi stessi. Provare a interpretare un ruolo, che sia di leader o di esperto di problem solving, alla lunga e sotto pressione porta a conseguenze negative. Potreste avere un crollo se non siete psicologicamente rilassati, e quindi voi stessi. Essere sinceri, soprattutto in un contesto di gruppo, ripaga sempre. Evitate quindi atteggiamenti finti e forzati.

2. Siate chiari e diretti. I sotterfugi e un’inutile problematizzazione conducono a pessime valutazioni. Bisogna sempre esporre la propria idea nel rispetto degli altri, ma con estrema chiarezza. Potreste aver torto, ma l’importante è che veniate capiti.

3. Sappiate ascoltare. Spesso per la voglia di mettersi in mostra e compiacere i selezionatori, alcuni candidati eccedono con la saccenza e finiscono per straparlare. Invece una qualità importante è l’ascolto, anche prendendo appunti.

4. Non perdete di vista l’obiettivo. Vi è stato dato un compito, e dovete concentrarvi su quello piuttosto che su fare colpo. Pensatela come una giornata di lavoro: come vi comportereste?

5. Non isolatevi. Se anche vi trovaste in mezzo a uno scontro tra leoni, risultereste senza personalità se vi isolaste senza dire una parola. Non va bene mostrare eccessivo imbarazzo o timidezza, anche se l’educazione è gradita ancor di più se accompagnata da fermezza.

6. Fate interventi incisivi: non avete la possibilità di essere al centro dell’attenzione come avviene in un colloquio singolo. Quindi, quando avrete la possibilità di parlare (e non prendete parola alzando la voce su quella degli altri o con la forza!) dovrete essere sintetici e incisivi. Non è utile soffermarsi a fare grandi discorsi con divagazioni che dimostrino le vostre conoscenze: un commento efficace è più risolutivo di un monologo esibizionista.

7. Mostratevi positivi. Va bene l’umiltà, ma la sfiducia porterebbe i selezionatori a pensare che non siete sicuri di voi. Ammettere le proprie lacune e mancanze è segno di grande saggezza, ma bisogna anche trovare il modo per porvi rimedio, senza abbattersi.

8. Comportatevi bene. In che senso? Non alzate la voce, non gesticolate, non interrompete gli altri. Non fate domande fuori luogo, non deridete le proposte altrui. Affrontare il colloquio a testa alta è fondamentale.

9. Siate concreti. Tra le tante teorie e discussioni, ai selezionatori interesserà la capacità del candidato di applicare alla pratica i suggerimenti e le idee. Non mancate di proporre soluzioni concrete ed esempi reali che vi daranno manforte.

10. Trasmettete serenità senza trascurare il tempo. La troppa competitività non è ben vista e potrebbe trasformarsi in aggressività. Inoltre, in un team work, gli altri colleghi, in questo caso candidati, sarebbero degli alleati e non dei nemici. Tutti si sentono rassicurati dalla serenità altrui, per cui è un requisito fondamentale, così come la gestione del tempo a disposizione. Non avete tutta la giornata!

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