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Candidate relationship management

Oggi parleremo di un concetto relativamente nuovo, che ha fatto la sua comparsa nel mondo delle Risorse Umane qualche anno fa: ci riferiamo al Candidate relationship management un metodo di lavoro volto a migliorare il processo di ricerca e  selezione del personale.

Molto spesso quando si pensa a come ottimizzare il reclutamento di nuove risorse ci si concentra sulle tecniche di soluzione. Non è assolutamente sbagliato ma per essere certi di individuare i migliori talenti in mezzo ai tanti candidati è necessario affinare il modo in cui si scremano i curricula, per poi rendere via via più precise ed efficaci le domande rivolte ai candidati durante i colloqui di lavoro.

Per rendere più efficiente l’iter di selezione è bene partire da un annuncio di lavoro realizzato a regola d’arte che sia in grado di elencare tutte le caratteristiche chiave e i requisiti minimi della figura ricercata, così da ridurre al minimo il numero di cv non idonei.

Tutto questo, però, potrebbe non bastare: non è raro che, all’interno di un processo di ricerca e selezione del personale ben gestito, le aziende non trovino il candidato ideale. Molto spesso il problema non sta nelle tecniche vere e proprie usate durante la selezione, quanto  nell’approccio utilizzato che potrebbe finire per allontanare i migliori talenti. Ed è proprio qui che si inserisce il Candidate relationship management un metodo teso ad incoraggiare l’engagement dei candidati, nonché a migliorare la loro esperienza in quanto candidati.

Candidate relationship management: un metodo mutuato dal mondo delle vendite

Cosa succede in un processo di ricerca e selezione del personale gestito male?

Da una parte al recruiter sembra di dover “correre” dietro ai candidati; questi ultimi, d’altra parte, si sentono nervosi dall’inizio alla fine del processo e temono il momento in cui non avranno più notizie da parte del recruiter.

Il problema è che in questo modo l’immagine dell’azienda viene fortemente deteriorata. Una persona che si trova a vivere un’esperienza negativa o di basso livello durante una selezione del personale, infatti, non potrà che riflettere questa brutta impressione sull’azienda.

Stando a delle indagini recenti, circa la metà delle persone che vivono delle esperienze negative durante un processo di selezione del personale si rifiuteranno, in futuro, di candidarsi nuovamente presso la medesima azienda. E non è tutto qui, una parte di queste persone non si limiterà ad evitare di candidarsi ma spargerà la voce anche tra amici e colleghi.

Questo significa che un’impresa che gestisce in modo distratto il processo di selezione, con il tempo vedrà via via restringersi il numero di talenti su cui poter fare affidamento per il recruiting.

Tutto questo avviene quando circa il 75%-85% dei professionisti si dichiara sempre pronto a considerare nuove opportunità di lavoro. I talenti, insomma, esistono, sono presenti sul mercato. La prima cosa che l’azienda è tenuta a fare è dunque quella di non allontanarli, riuscendo a catturare il loro interesse, persino quello dei cosiddetti candidati passivi.

Da un certo punto di vista le aziende devono iniziare a porsi nei confronti dei candidati come si pongono nei confronti dei clienti presentando un’immagine aziendale,  una brand image, positiva ed intrigante.

Ecco dunque che, se nel mondo delle vendite si parla di CRM (Customer relationship management), nel mondo delle risorse umane e della selezione del personale si è iniziato a parlare di CRM (Candidate relationship management).

Candidate relationship management: che cos’è?

Ma cos’è nel concreto il Candidate relationship management?

É un metodo che mira a rendere più positiva l’esperienza del candidato, nonché a rendere più efficace la selezione del personale. A livello operativo, il Candidate relationship management si traduce nell’utilizzo di specifici tool informatici, ovvero di particolari software Applicant Tracking System (ATS) pensati per coltivare e migliorare delle relazioni sul lungo termine con i candidati.

Ecco quindi che i recruiter possono utilizzare dei tool di Candidate relationship management per costruire delle comunità di talenti, strutturate ed organizzate, con la possibilità di avviare delle campagne di reclutamento più veloci, più mirate e più efficaci. Gli obiettivi, come anticipato, sono da una parte rendere il singolo processo di recruiting più efficace e dall’altra migliorare l’acquisizione di talenti sul lungo tempo. Questo secondo traguardo è raggiungibile in virtù di un netto miglioramento dell’esperienza del candidato.

Candidate Experience

Si è quindi detto che il metodo del Candidate relationship management è in buona parte volto a migliorare la candidate experience.
Ma di cosa si tratta, nello specifico? Ci si riferisce alla qualità e al tipo di esperienza che le persone che si candidano presso l’azienda si trovano a vivere, dal momento dell’invio del curriculum vitae fino all’ultimo contatto con il recruiter. Anche questo concetto è preso in prestito  dal mondo del marketing e delle vendite: se lì infatti si parla di customer journey e di funnel di vendita, qui si parla di candidate journey e di recruiting funnel.

Un tempo la candidate experience non era tenuta in particolare considerazione dalle aziende. Oggi, con il moltiplicarsi  dei canali di comunicazione determinato dalla crescita dei social network, l’esperienza dei candidati è diventata importantissima per le aziende: una persona che si trova a vivere un’esperienza di basso livello durante un processo di selezione del personale, con dei colloqui di lavoro gestiti male e senza alcun responso da parte dei recruiter, può infatti testimoniare la propria esperienza online, andando così a danneggiare l’immagine dell’azienda..

Bastano pochi candidati scontenti per rovinare una buona strategia di employer branding, e proprio per questo è essenziale fare propri i principi del Candidate relationship management.

Affidando la ricerca del personale a dei professionisti del settore come i cacciatori di teste, si potrà avere la certezza di offrire un’esperienza di alto livello ai candidati, i quali si confronteranno con degli head hunter pronti ad offrire il migliore dei servizi sia all’azienda che ai professionisti.

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