Le tecniche delle agenzie di selezione del personale nel mondo del recruiting 4.0

agenzie di selezione del personale

Le agenzie di selezione del personale non sono più quelle di una volta. E questo perché né le aziende, né i talenti, né tanto meno le tecnologie, sono quelli di una volta. Per accontentare le esigenze dell’industria 4.0, infatti, è necessario un recruiting 4.0, capace cioè di ottimizzare e velocizzare la ricerca, garantendo alle imprese il giusto capitale umano, in tempi brevi e con spese ridotte. Ma in che modo è cambiato il mondo delle agenzie di selezione del personale ? Come si muovono i recruiter moderni? E cosa possono imparare le singole aziende dall’operato dei più innovativi cacciatori di teste? Vediamo in questo post quelli che sono i principali trend che stanno scuotendo nel profondo le agenzie di selezione del personale di Milano e delle principali città italiane, così da capire anche come deve cambiare il recruiting in azienda.

Le agenzie di selezione del personale e l’analisi predittiva dei dati

I big data non se ne stanno di certo a guardare all’esterno delle agenzie di selezione del personale. Nossignore: i dati sono entrati anche nel mondo del recruiting, offrendo precisione e affidabilità per ogni singolo passaggio del processo. Si pensi che, all’interno delle aziende, i manager HR possono ormai affidarsi all’analisi predittiva per capire con 6, 8, 12 mesi di anticipo quali saranno le figure da inserire in azienda, in basa ai pensionamenti, alle dimissioni previste e fisiologiche e ai bisogni dell’azienda. E non è tutto qui: grazie ai più moderni applicativi di analisi predittiva è possibile effettuare una prima scrematura automatica dei profili ideali da sottoporre a colloquio conoscitivo. In questo modo, insomma, la tecnologia interviene per efficientare il lavoro delle agenzie di selezione del personale, in uno scenario in cui il recruiting – almeno quello preliminare – si avvicina sempre di più ad una questione di matching tra un candidato e l’altro, in base ad algoritmi ferrei che eliminano alla base ogni possibile pregiudizio da parte del selezionatore.

Non perdere di vista il fattore umano

Gli algoritmi e i software per l’analisi dei dati e dei candidati, insomma, sono sempre più presenti nelle agenzie di selezione del personale: si pensi che nel Stati Uniti, secondo una stima del Guardian, più di 7 curricula su 10 vengono esaminati da software, e non da recruiter umani. Non deve certo stupire, dunque, che Ikea abbia annunciato ufficialmente che il robot Vera entrerà di peso nel processo di selezione dei nuovi lavoratori (con la sua capacità di intervistare fino a 1.500 possibili candidati in un solo giorno). Tutto questo, però, non deve portare chi si occupa di recruiting a perdere di vista il fattore umano, in nessun senso. Quello fornito dalle nuove tecnologie deve essere solo un aiuto in fase preliminare per delineare la figura da ricercare, e quindi un supporto per la scrematura dei candidati. Per selezionare del talenti umani, insomma, serve e servirà sempre l’intervento dell’altrettanto umano cacciatore di teste che, attraverso incontri formali e informali, potrà valutare il comportamento, il modo di pensare e le soft skills dei candidati.

La reputazione delle aziende

Chi lavora nelle agenzie di selezione del personale se ne è già accorto da tempo, mentre alcune PMI non hanno ancora messo del tutto a fuoco la situazione, ed è soprattutto per questo motivo che faticano a trovare nuovi talenti: i lavoratori talentuosi selezionano in modo sempre più preciso le aziende alle quali inviare la propria candidatura. E lo fanno attraverso le nuove tecnologie, che permettono loro di carpire la reputazione online dell’azienda in tempo reale, con pochi click e il minimo sforzo. Di più: in alcuni Paesi sono già attivi dei portali in cui il possibile candidato, prima di inviare il proprio curriculum vitae, ha la possibilità concreta e finora inaudita di interagire con i manager dell’azienda e con quelli che potrebbero essere i suoi futuri colleghi, così da avere in anteprima anche una visione ‘dall’interno’ dell’azienda.

Come cambia il lavoro

Non cambiano solo le aziende, ma cambia anche il modo stesso di lavorare. Prima di mettersi alla ricerca di nuovi talenti è necessario rendersi conto che molti giovani e promettenti professionisti – principalmente Millennials – hanno una visione innovativa del lavoro, una visione che forse in azienda è ancora lontana e di là da venire. Eppure le avvisaglie ci sono tutte, ad anticiparci che il lavoro sarà sempre più staccato dagli uffici e dagli orari fissi, spostandosi da una parte verso lo smart working e dall’altra verso gli uffici on demand. Questo, tra l’altro, permetterà alle agenzie di selezione del personale di basarsi ancora di più sulle reali competenze e capacità dei candidati, attivando delle collaborazioni benefiche per le aziende a prescindere dall’esigenza di spostamenti e di postazioni fisse.

Fare recruiting online

Di certo non si può parlare delle nuove tecniche delle agenzie di selezione del personale senza guardare al social recruiting, e quindi all’importanza assunta da una piattaforma come Linkedin di fronte al mercato del lavoro. Parliamo infatti di un social media che, pur essendo dedicato proprio al mondo del lavoro, ha sorpassato abbondantemente i 500 milioni di iscritti a livello mondiale, dei quali ben 10 milioni e più in Italia. Le aziende che sono alla ricerca di personale qualificato, dunque, non possono certo fare finta che questa piattaforma non esista: essa dà infatti alle imprese la possibilità di acquisire nuova visibilità, di fare networking e di instaurare relazioni non solo con possibili nuovi clienti, ma anche con potenziali futuri dipendenti.

Dai social media ai software per l’analisi predittiva dei dati, passando per i chatbot per la scrematura iniziale dei candidati, le nuove tecnologie sono destinate a cambiare il modo in cui le aziende e le agenzie di selezione del personale rintracciano nuovi talenti. E si sa, anche in questo caso, chi resta ancorato al passato non può che venire travolto dai concorrenti – questo è il mantra dell’industria 4.0, ed è anche quello del recruiting 4.0.

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