Accettare un lavoro: ecco a cosa pensare prima del grande passo

27/12/2019 | Per i Candidati
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Un numero imprecisato di cv accompagnati da altrettante lettere di presentazione, una decina di colloqui di selezione, qualche incontro incoraggiante, alcuni ‘le faremo sapere’ e infine – finalmente – un’offerta di lavoro. Il curriculum ha fatto colpo, il primo colloquio è andato bene, il secondo ancora meglio: il recruiter ti ha contatto nuovamente, per dirti che – se lo desideri – il lavoro è tuo. Dopo tanto tempo a cercare un nuovo lavoro, la prima reazione è quasi sempre positiva. Sulla scia dell’entusiasmo, in molti sono propensi ad accettare il nuovo lavoro al volo, senza pensarci troppo. Ma è un errore: certo, accettare un nuovo lavoro non significa firmare un contratto a vita ma non significa che sia una decisione da prendere a cuor leggero e senza riflettere. Molto meglio, quindi, prendersi del tempo per considerare questo passo da diversi punti di vista.

Quanto tempo prendersi per pensare?

Nella maggior parte dei casi, l’azienda che offre un posto di lavoro a un candidato ha fretta di inserirlo nel team di lavoro per vederlo operativo e produttivo il prima possibile. D’altra parte, però, abbiamo visto che è importante prendersi del tempo per valutare l’offerta, soppesando i pro e i contro. Qual è il giusto compromesso tra le esigenze dell’azienda e quelle del potenziale nuovo lavoratore? Ebbene, in questi casi non si può far altro che affidarsi alla consuetudine. In genere, a prescindere dall’urgenza, l’azienda concede almeno 48 ore per pensare all’offerta di lavoro; nel caso in cui non ci sia particolare urgenza, è possibile chiedere anche una settimana o 10 giorni per riflettere.

I fattori da considerare prima di accettare un lavoro

Quando si acquista un’automobile o una nuova casa, oppure quando si decide di accettare un’offerta di lavoro è importante non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo, influenzati magari da un aspetto di poco conto. Si potrebbe per esempio essere spinti ad acquistare un’automobile dalla potenza del suo motore, trascurando i alti costi di gestione, l’anno di immatricolazione e lo stato degli ammortizzatori, come si potrebbe restare affascinati dall’ampia cucina di un appartamento senza prendere in considerazione la distanza dal centro o magari la rumorosità degli inquilini del piano superiore. Allo stesso modo, quando si deve decidere se accettare o meno un lavoro non bisogna lasciarsi influenzare da fattori tutto sommato marginali, come la grandezza dell’ufficio, la vicinanza alle stazioni della metropolitana e via dicendo.

1- Si tratta di un lavoro stimolante?
Non tutte le persone sono in grado di lavorare senza ricevere i giusti stimoli. Il problema, però, è che spesso ci si rende conto tardi di quanto può essere ripetitivo e noioso un preciso posto di lavoro, finendo quindi per annoiarsi giorno dopo giorno, svolgendo sempre le medesime attività, senza avere degli obiettivi lavorativi sfidanti. Il sopraggiungere della noia, va detto, non dipende solamente dal tipo di lavoro. Ci sono infatti persone che riescono a trovare nuovi stimoli anche facendo dei lavori ripetitivi. Tu che tipo di persona sei? E il posto che ti hanno proposto, che tipo di lavoro è?

2- Qual è lo stato di salute dell’azienda?
Chi cerca un nuovo lavoro non vuole certo ritrovarsi dopo alcuni mesi nuovamente sul mercato a mandare il proprio curriculum vitae a destra e a manca. È quindi fondamentale, prima di accettare un lavoro, fare tutto il possibile per informarsi sullo stato di salute dell’azienda e, in generale, del settore in cui questa opera. Facendo le ricerche opportune è possibile sapere se quell’azienda sta vivendo un momento di crescita o di decrescita, nonché, con difficoltà ancora minore, se il settore di riferimento offre buone potenzialità per il futuro. Hai scoperto che l’azienda sta passando un brutto periodo? Ebbene, se covavi qualche dubbio sull’accettare o meno il lavoro, questo dovrebbe convincerti a cercare fortuna altrove!

3- Si tratta di un lavoro del quale si può essere orgogliosi?
La maggior parte delle persone, per poter lavorare con il sorriso e quindi per poter lavorare bene giorno dopo giorno, deve sentirsi orgogliosa del proprio lavoro. É quindi necessario, prima di accettare un lavoro, domandarsi se quel posto ci renderà mai orgogliosi. In alcuni casi non ci sono dubbi, altre volte, invece, ci sono delle ragionevoli incertezze che è meglio affrontare prima di firmare un contratto.

4- Condividi la filosofia dell’azienda?
Ogni singola azienda presenta una mission, una sua vision, una sua filosofia di fondo. Per poter pensare di lavorare in modo sereno e produttivo all’interno di quella realtà è necessario essere in grado di condividere e fare propria quella stessa filosofia: prima di accettare il lavoro è dunque consigliabile pensare ai propri valori e a quelli dichiarati dall’azienda. Non è detto che questi debbano combaciare esattamente, ma non ci sono dubbi: più i valori dell’impresa saranno in linea con i tuoi, più sarà facile lavorare per perseguire gli obiettivi aziendali.

5- Quale ruolo ha il precedente impiego nella scelta?
Ecco un fattore da considerare che, in realtà, ha ben poco a che fare con l’azienda che ti ha offerto un nuovo posto di lavoro. In certi casi è necessario chiedersi se si è propensi ad accettare un nuovo lavoro perché si desidera realmente entrare a fare parte di quell’azienda o se, magari, si è portati ad accettare la proposta solamente per ‘scappare’ dal vecchio lavoro. Il reale motivo è questo? Allora bisogna essere consapevoli che queste non sono certo delle basi che possono garantire un nuovo rapporto lavorativo soddisfacente.

6- Il nuovo lavoro è in linea con le esigenze personali e professionali?
Prima di proporti il nuovo lavoro, il recruiter dell’azienda ha valutato attentamente la tua figura professionale per accertarsi che questa possa soddisfare tutti i requisiti minimi elencati nell’annuncio di lavoro. Tu, prima di accettare il lavoro, dovresti di fatto fare lo stesso, pensando a quelle che sono le tue esigenze individuali e professionali non negoziabili. Potresti per esempio aver fissato come imprescindibile la possibilità di fare carriera, per poi magari, senza rendertene conto, essere a un passo dall’accettare un posto di lavoro che in realtà non ti offre questa opportunità. È dunque necessario prendere un foglio, fare un elenco di tutte le esigenze personali e professionali su cui non puoi transigere, e rapportarle al nuovo potenziale posto di lavoro.

7- Dove si trova il luogo di lavoro?
C’è chi non prende nemmeno in considerazione la possibilità di lavorare a più di 10 minuti da casa, e c’è chi, invece, è assolutamente abituato a passare complessivamente 2 ore in metropolitana o in auto per gli spostamenti tra casa e lavoro. E ancora, c’è chi deve avere un luogo di lavoro fisso, mentre altri amano del loro lavoro proprio le trasferte continue. Prima di accettare la proposta, in tutti i casi, è necessario valutare dove sarà il luogo di lavoro, quanto si impiegherà per raggiungerlo ogni giorno e quanto tempo sarà necessario la sera per tornare a casa.

8- Il lavoro è compatibile con le esigenze familiari?
Una moglie, un marito, dei figli, dei genitori di cui prendersi cura: molte persone, prima di accettare un lavoro, devono considerare approfonditamente anche le proprie esigenze familiari. Gli orari di lavoro ti permetteranno di veder crescere tuo figlio e di giocare con lui? Le trasferte continue ti terranno troppo distante dal tuo partner? Prima di accettare un lavoro è necessario pensare anche alle esigenze di chi ci sta attorno.

9- Lo stipendio è soddisfacente?
Forse era già esplicitato a livello di annuncio di lavoro, magari ti è stato comunicato – in seguito a una tua domanda – durante il colloquio, o forse ti è stato presentato in occasione dell’offerta di lavoro. In tutti i casi, prima di accettare o rifiutare una proposta lavorativa, devi sapere quale sarà la retribuzione, per capire se questa rientra o meno nei tuoi parametri. Attenzione: non è detto che la retribuzione proposta dall’azienda debba per forza andarti bene. É possibile domandare cortesemente all’azienda un ripensamento dello stipendio, senza però proporre una cifra precisa o una soglia da superare. Quando si avrà la risposta, si potrà decidere di accettare o – se si ritiene lo stipendio ancora troppo basso – di rifiutare l’offerta (con la possibilità, per quanto remota, che l’azienda di fronte a un rifiuto proponga un aumento più concreto).

10- Ci sono delle strategie da mettere in atto per rendere conveniente l’offerta?
Abbiamo deciso di mettere in ultima posizione questa domanda perché si rivolge solo a quelle persone che, dopo aver valutato tutti i punti precedenti, continuano a essere dubbiose. Qualcosa, evidentemente, continua a essere poco convincente: la mission aziendale, l’ambiente lavorativo, lo stipendio. Quando ci si rende conto che il lavoro che ci è stato offerto è effettivamente distante da quello che si era auspicato, è necessario cercare di capire se esistono delle strategie da mettere in atto per rendere comunque conveniente quell’offerta. Forse quel posto di lavoro, seppure imperfetto, ti può permettere di acquisire le competenze mancanti per puntare più in alto, o magari ti può dare la possibilità di creare un network prezioso per il futuro. Le possibilità, in tal senso, sono infinite: sta a te decidere se saranno sufficienti!

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