A Milano non ci sono capre, ovvero: come scrivere una lettera di presentazione con i fiocchi

scrivere una lettera di presentazione

Metti un bambino di Milano davanti ad una pecora

A Milano non ci sono animali. Ci sono 1.368.590 abitanti più i pendolari, un’infinità di automobili, furgoni, autobus, tram, metropolitane. E sì, qualche cane, qualche gatto dietro alle finestre, magari qualche pesce pensieroso ma doverosamente muto in qualche boccia di vetro. Ma non ci sono capre, né pecore, né mucche. E proprio perché a Milano non ci sono questi animali, ogni bambino milanese che si rispetti– o romano, o torinese, o cittadino in generale – resta di stucco quelle rare volte in cui, durante una gita domenicale con i genitori, incontra sul proprio cammino una capretta dagli occhi vispi e le zampette velociStupore, meraviglia, curiosità: ecco quali sono i sentimenti del piccolo bambino davanti al bizzarro quadrupede. Pensi forse che i bambini cresciuti nelle sempre più rare zone rurali del nostro Paese provino la stessa cosa ogni volta che incontrano un pastore che porta al pascolo il proprio gregge? No, per nulla: per impressionare quei ragazzini bucolici ci vuole ben altro. Ma perché stiamo parlando di capre su un blog dedicato alle arti della ricerca e della selezione del personale? Beh, questa introduzione anomala ci servirà per il prossimo paragrafo: oggi discuteremo infatti di come si può scrivere una lettera di presentazione con i fiocchi.

Il mondo del recruiting visto con gli occhi di Heidi

Quanti curricula pensi possa leggere un recruiter in una giornata media di lavoro? Te lo dico io: tanti, tantissimi. E un curriculum vitae – per fortuna – non arriva quasi mai da solo: finalmente anche in Italia si è diffusa la buona abitudine di scrivere una lettera di presentazione da allegare ad ogni singola candidatura. Ma anche le lettere di presentazione, alla lunga, finiscono per essere tutte uguali. E noi recruiter, nostro malgrado, finiamo per essere un po’ come quei bambini di montagna davanti alle greggi di pecore e capre: le vediamo, le seguiamo attentamente con lo sguardo, ne conosciamo le caratteristiche meglio degli altri… ma viste 100, 1000 capre, beh, le hai viste praticamente tutte.

Per impressionare Peter (l’amico di Heidi nel celebre e ormai classico anime) ci vuole un ovino da primo premio. Ecco, allo stesso modo, per impressionare un selezionatore, bisogna scrivere una lettera di presentazione diversa da tutte le altre, capace di emergere dal mucchio. Pensi che sia un’impresa impossibile? Beh, di certo facile non è, ma nemmeno così difficile. Non stiamo mica cercando di fare colpo sul nonno di Heidi: quello che vogliamo fare, invece, è assicurarci un colloquio di lavoro con una lettera di presentazione a prova di cacciatore di teste.

Come scrivere una lettera di presentazione: al bando i cliché

Dunque, per imparare come scrivere una lettera di presentazione, partiamo dalle cose ovvie, anzi, iniziamo letteralmente da qui: zero ovvietà. Al bando, dunque, i soliti cliché che arrivano a frotte nelle caselle di posta elettronica delle agenzie di ricerca e di selezione del personale di tutta Italia, come l’onnipresente ‘sono un gran lavoratore’. I motivi sono due: la maggior parte dei cliché non sono dimostrabili su una lettera di presentazione, e quindi lasciano il tempo che trovano; i luoghi comuni servono nella maggior parte dei casi per riempire le righe di una lettera di presentazione standard, buona à tout faire e quindi in definitiva a nulla.

Per scrivere una lettera di presentazione vincente, invece, è necessario informarsi sull’azienda per cui si vuole proporre la propria candidatura, così da mostrare al meglio tutte le caratteristiche che meglio combaciano con essa. In questo, modo, si eviteranno i luoghi comuni, e si eliminerà d’un colpo l’impressione che la stessa cover letter sia stata inoltrata ad una decina di aziende diverse.

Dimostrare al recruiter di essere il candidato giusto

Fin qui, dunque, abbiamo elencato le basi più banali e abbastanza risapute per scrivere una lettera di presentazione a misura di head hunter. Ma per fare bella mostra di sé presso un’agenzia di ricerca e di selezione del personale serve ben altro. Invece di sprecare il tuo tempo e quello del recruiter elencando la tua carriera professionale – la quale del resto è già riportata nel tuo curriculum vitae – pensa invece a dimostrare di essere la persona giusta per quel determinato lavoro. Qui, e non altrove, sta il vero problema nello scrivere una lettera di presentazione davvero efficace: come spiegare ad un datore di lavoro oppure ad un recruiter che si è a tutti gli effetti la persona in grado di risolvere un determinato problema, il candidato perfetto per quella specifica posizione lavorativa?

Ovviamente la soluzione di questo enigma è diversa caso per caso, azienda per azienda, lettera per lettera. L’importante, in ogni caso, è concentrarsi sui vantaggi che si potrebbero portare all’azienda, piuttosto che sui benefici che quel nuovo posto di lavoro potrebbe apportare al candidato.

Cover letter: quale linguaggio usare?

 Non meno importante, poi, per scrivere una lettera di presentazione capace di attirare l’attenzione del più consumato recruiter, è la scelta del linguaggio da utilizzare. Il tone of voice, lo stile, il linguaggio, sono problemi che attanagliano chiunque si ritrovi a mettere la mano in quel complesso mondo che è la ricerca del lavoro. Anche qui, non esiste una risposta univoca e valida per tutte le occasioni.

Il grado di formalità con cui va scritta una lettera di presentazione, infatti, varia a seconda del settore e dell’azienda, ma in ogni caso un linguaggio esageratamente forbito e aulico, ai limiti del barocco, si rivelerà per forza di cose controproducente – a meno che non ci si stia candidando come menestrello di corte in qualche revival medievale. Partendo da questo presupposto, dunque, è utile mantenersi in genere su un registro formale ma non troppo, traendo in caso spunto, laddove possibile, dal linguaggio usato dall’azienda per le sue comunicazioni verso l’esterno.

 Un soffio di vita

C’è un’altra cosa fondamentale che devi tenere a mente prima di metterti al computer per scrivere una lettera di presentazione: in quelle poche righe devi di fatto ritrarre la tua intera persona, preferibilmente sotto la migliore delle luci possibili. E sai cosa rende ineguagliabili i migliori ritratti? Un soffio di vita. Il che, in una lettera di presentazione, corrisponde a inserire qualcosa di inconfondibilmente tuo, un elemento in grado di dimostrare la tua vera passione per quel determinato lavoro, che permetta cioè di intravedere il tuo vivo impegno, il quale deve essere totale già nella redazione di quella cover letter – che è a tutti gli effetti il primo scalino da salire per poter arrivare al tuo lavoro dei sogni, insomma, non proprio una bazzecola da portare a termine frettolosamente.

Per riuscire in questo intento non serve certo essere degli scrittori, no: è però necessario dedicare alla stesura di ogni cover letter il tempo che merita. Se quello è davvero il lavoro che vuoi fare, infatti, una mezzora in più per scrivere una lettera di presentazione sarà il miglior investimento della giornata.

Come avrai notato, non ti ho fornito nessun vero schema o esempio per scrivere una lettera di presentazione. Ma è proprio questo il punto da cui siamo partiti, no? Per avere maggiori chance di essere contattato per un colloquio di lavoro, la tua lettera di presentazione deve essere unica, ovvero quanto di più lontano da un modello prestabilito. Parti da questi punti, e vedrai che la prossima sarà la migliore lettera di presentazione che tu abbia mai scritto.


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