Selezione personale: quali rischi vale la pena prendere per scegliere il candidato giusto?

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I rischi che i selezionatori devono saper prendere

Quella della selezione personale è una tecnica complessa, caratterizzata da regole ferree e da criteri inaffondabili, ma in certi casi, va detto, è anche un’arte fondata sull’esperienza e sull’istinto. Ci sono infatti processi di selezione personale nei quali, per assicurarsi il miglior talento, diventa necessario sobbarcarsi alcuni rischi: del resto gli addetti HR non lavorano con degli automi freddi e prevedibili, quanto invece con degli esseri umani, per loro natura mutevoli.

La selezione personale e gli immancabili dubbi

Magari la tua azienda sta affrontando proprio adesso un processo di selezione personale per trovare il candidato giusto per una specifica posizione. E magari tu hai già individuato il talento che più ti sembra adatto a quel ruolo, che maggiormente, secondo la tua opinione, potrebbe aiutare il business aziendale. Eppure non sei sicuro al 100%: quella determinata riga del suo curriculum vitae, quella sua competenza mancante, quel suo ‘non so che cosa’ ti sta frenando dall’assumerlo. Questi dubbi sono parte integrante del processo di ricerca e selezione personale: i cacciatori di teste e i recruiter di mestiere, però, sanno a quali dubbi dare ascolto e a quali no. Insomma, sanno quali rischi vale la pena sobbarcarsi, e quali invece non dovrebbero mai e poi mai affrontare. Vuoi sapere anche tu come è necessario muoversi per essere certi di non rischiare più del necessario nella selezione personale? Ecco qui, dunque, i rischi che per esperienza valgono la pena di essere presi per assicurarsi solo i migliori talenti.

Un curriculum vitae con alcuni buchi

È assolutamente normale porsi alcune domande di fronte al curriculum vitae di un candidato che presenta alcuni periodi vuoti nella propria carriera. Anzi, questo è uno dei dubbi più subdoli che potrebbero coglierti in un ipotetico processo di selezione personale. Ti trovi davanti ad un candidato che ritieni perfetto, talentuoso, con le giuste competenze e le esatte soft skills, eppure quei periodi di vuoto non ti convincono, ti frenano. Non vuoi assumere qualcuno che si potrebbe rivelare inadatto, e non intendi investire il tuo tempo e le risorse aziendali nel preparare una persona che non diventerà mai il collaboratore ricercato.

E la domanda, di fronte a quel curriculum vitae con degli spazi vuoti, è semplice: «cosa ha fatto in quei lunghi periodi? Ha semplicemente bighellonato? E cosa vuol dire, questo, riguardo alla sua etica del lavoro?». Certo, se il candidato non fosse in grado di giustificare questi vuoti, il rischio nell’assumerlo sarebbe di certo troppo grande. Ma se lui dichiarasse di aver speso quel tempo in formazione, il rischio varrebbe probabilmente la candela, no? E se quei periodi vuoti fossero invece dei viaggi intorno al mondo? Beh, in tal caso tutto dipende dal ruolo ricercato in quella specifica selezione personale: i grandi viaggiatori sono infatti persone curiose, autonome, dal pensiero spesso innovativo e originale, in grado di lavorare con chiunque. Non sono forse tutti tratti positivi – per esempio – per una posizione manageriale?

Troppi lavori temporanei

Un altro rischio che a mio avviso vale la pena di prendere è spesso e volentieri quello di assumere un candidato che a prima vista potrebbe sembrare inaffidabile, mostrando un curriculum macchiato da tante occupazioni saltuarie e temporanee. Con un simile candidato nel tuo processo di selezione personale la domanda sorge spontanea: «quanto potrà restare nella nostra azienda prima di stufarsi e cercare un’altra avventura?». Ma forse quell’individuo ha scelto solo occupazioni temporanee proprio per raccogliere il maggior numero di competenze ed esperienze possibili. Per seconda cosa, poi, un candidato di questo genere sarà molto probabilmente in grado di adattarsi molto velocemente al nuovo ambiente e al nuovo ruolo. A dissipare ogni tuo dubbio, poi, dovrebbe esserci il fatto che, dopo una carriera di occupazioni temporanee, il candidato abbia scelto proprio la tua azienda per mettere i piedi in un ruolo permanente. Molto probabilmente, davanti ad un professionista serio e competente, io correrei questo rischio. E tu?

La mancanza di alcune competenze tecniche

Quel candidato ti piace, e sei propenso a scegliere proprio lui al culmine della selezione personale. Però… c’è un però: quel professionista in particolare non ha alcune competenze tecniche che magari gli altri candidati visionati insieme a lui possono vantare. Magari nella tua job description hai richiesto la conoscenza di programmi di CAD, dell’ambiente Windows e della lingua francese, ma quel candidato ha sempre lavorato su Mac. Eppure ha tutte le soft skills richieste, la sua esperienza professionale è impressionante, e ha dimostrato in più riprese di saper imparare in fretta. Se lui è disposto ad imparare e tu hai il tempo e le risorse per il suo training, beh, anche questo è senza ombra di dubbio un rischio che vale la pena di essere preso.

Un candidato troppo giovane per quella posizione

Ad ogni recruiter, almeno una volta nella carriera, è capitato di ritrovarsi davanti un candidato junior competente e brillante in un processo di selezione personale per un ruolo senior. Cosa bisogna fare in questi casi? Bisogna lasciarsi scappare il giovane talentuoso, oppure accoglierlo in azienda, correndo il rischio di dover perdere tempo per formarlo ed accompagnarlo passo dopo passo in questo difficile step? Se il giovane, oltre ad essere ambizioso e sicuro di sé, è anche abbastanza competente ed entusiasta della nuova possibilità, beh, molto probabilmente potrebbe fare meglio di una figura senior che ha ricoperto questa stessa funzione per molti anni, lasciandosi magari alle spalle ogni slancio iniziale.

Ecco qui: questi sono solo alcuni dei principali rischi che sì, un recruiter esperto deve assolutamente saper prendere per poter rinforzare davvero un team aziendale. Per riuscire a fare questo, però, è necessario anche cambiare la propria mentalità durante i colloqui di lavoro. Se il candidato mostra una lacuna nel proprio curriculum o una mancanza tra le proprie competenze, è necessario mantenere la mente aperta, evitando a ragionare a compartimenti stagni: nella selezione del candidato giusto, infatti, entrano in gioco tantissimi fattori, e spesso una piccola mancanza può essere annullata dall’ambizione, dall’intelligenza e da determinate soft skills.

Non te la senti di sobbarcarti tutti questi rischi con la possibilità di non trovare mai il candidato giusto? Lasciati aiutare dai nostri consulenti, e scopri cosa possono fare per il tuo business!

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