La ricerca del personale non è un’attività statica nel tempo. Per rendere più efficaci e più veloci i processi di recruiting gli addetti, dai cacciatori di teste fino ai responsabili HR, devono infatti adeguare e aggiornare regolarmente le proprie strategie. Mutano infatti le esigenze delle aziende, gli obiettivi dei professionisti, gli strumenti da usare per la selezione e via dicendo. Per questo motivo oggi presenteremo alcuni consigli per la ricerca personale nel 2022, a uso delle aziende che intendono assumere nuovi talenti nei prossimi mesi per essere sempre più competitive.

Ricerca personale nel 2022: trend e novità da non trascurare

  1. Smart working: lo smart working continuerà anche nel 2022 a essere un metodo di lavoro estremamente diffuso. Con l’accordo tra Governo e parti sociali e il conseguente Protocollo nazionale, infatti, le aziende che intendono continuare a sfruttare il lavoro agile anche al di là dell’emergenza sanitaria hanno ora delle linee precise da seguire. Si parla di un’adesione allo smart working su base volontaria, mediante la stipula di un accordo individuale, sapendo in ogni modo che non sarà possibile in alcun modo ricorrere al licenziamento per giusta causa in caso di lavoratore che rifiuti il lavoro agile.
  2. Formazione sempre più importante: le aziende che desiderano attirare nuovi talenti attraverso dei processi di ricerca personale nel 2022 devono sapere che la formazione dei dipendenti è un aspetto preso in alta considerazione da chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. In un mercato in cui è ormai normale cambiare più posti di lavoro negli anni diventa infatti essenziale per ogni professionista poter contare su un percorso formativo ininterrotto, sia per puntare a un’ascesa interna all’azienda, sia per guardare con fiducia alla propria carriera anche al di fuori di essa.
  3. Employee Experience ed Engagement: con la pandemia e il conseguente diffondersi dello smart working tante aziende si sono trovate a dover gestire del personale sparso su tutto il territorio. Non si parla peraltro del solo lockdown: molte aziende hanno adottato lo smart working anche nei mesi successivi, organizzando l’utilizzo degli spazi in azienda di modo da ridurre il concentramento di persone. Ci sono quindi per esempio dei colleghi che fino alla primavera del 2020 hanno sempre condiviso l’ufficio e che da allora non hanno mai più lavorato insieme in presenza. É dunque importante implementare dei programmi di engagement, così da ricreare una cultura aziendale forte, per aumentare la produttività e il benessere dei dipendenti, e poter così attirare sempre più talenti.
  4. Generazione Z: la generazione Z comprende i giovani nati dopo il 1995, e quindi le persone che nel 2022 avranno 27, 26, 25, 24 anni e via dicendo. Si parla di tantissimi giovani che proprio adesso, dopo la maturità oppure dopo la laurea, sono pronti a fare il loro ingresso del lavoro. Nativi digitali, sono destinati ovviamente a diventare una parte sempre più rilevante dell’organico aziendale e del mercato del lavoro: ai recruiter spetta il compito di capire cosa caratterizza questi giovani e come attirare il loro talento.
  5. Inclusione: Il 2020 e il 2021, oltre agli anni del Covid, sono stati anche gli anni della piena maturità di movimenti come Black Lives Matter e MeToo, i quali hanno portato al centro dell’attualità temi come Diversity e Inclusion. Le aziende sono dunque chiamate a impegnarsi nel creare degli ambienti di lavori più improntati sulla diversity e sull’inclusione, con effetti benefici sia sulle performance, sia sulla cultura aziendale che sulla possibilità di attirare talenti.
  6. Social recruiting: i social media costituiscono strumenti sempre più importanti per chi si occupa di ricerca e di selezione del personale. Si parla ovviamente prima di tutto di LinkedIn, ma anche di altre piattaforme social, da Facebook in poi, tutti canali preziosi per il recruiter che cerca maggiori informazioni sui candidati o che desidera effettuare delle ricerche per migliorare la propria strategia di social media recruitment.
  7. GIG economy: le persone addette alla selezione del personale non possono trascurare l’ascesa della GIG economy. Assumere normalmente un professionista per soddisfare un bisogno dell’azienda, talvolta, potrebbe infatti essere una mossa sbagliata, sapendo che alcune esigenze possono essere del tutto temporanee. Il gig worker è quel professionista che lavora a breve termine con un’azienda, dal freelance vero e proprio fino al lavoratore a progetto.
  8. Assunzioni agevolate: chi si occuperà di ricerca personale nel 2022 deve assolutamente tenere in considerazione la possibilità di usufruire degli incentivi previsti per le assunzioni di determinate figure. La Legge di Bilancio 2022 prevede infatti di estendere l’attuale sgravio contributivo INPS al 100% per tutte quelle aziende che assumeranno stabilmente giovani fino ai 36 anni, o lavoratori di qualsiasi età provenienti da imprese in crisi. Restano esclusi dalla decontribuzione i versamenti e premi Inail; ciononostante, si tratta indubbiamente di un’opportunità da non trascurare per rafforzare l’organico aziendale a fronte di un significativo risparmio. Si parla più nello specifico di uno sgravio contributivo fino a 6 mila euro annui, per un massimo di 3 anni, che si estende a 4 anni nelle regioni del Mezzogiorno.
  9. Figure più richieste: indubbiamente, per impostare una buona strategia di ricerca personale, è molto utile sapere quelle che sono le figure più richieste sul mercato del lavoro. Questa informazione è particolarmente preziosa per via dei noti gap tra domanda e offerta, con taluni ruoli che molto spesso sono difficili da individuare per via della grande richiesta delle aziende e del numero limitato di professionisti adatti. Chi si dovesse mettere alla ricerca di profili altamente richiesti – dall’IT alla chimica – dovrà strutturare una strategia di recruiting doppiamente efficace.
  10. Proactive recruiting: chiudiamo l’elenco dei 10 aspetti da tenere in considerazione per la ricerca personale nel 2022 con un accenno alla crescita del proactive recruiting, ovvero alla diffusione di pratiche tipiche dell’head hunting anche tra i uffici HR aziendali. Sono infatti sempre di più i recruiter che si mettono alla ricerca di potenziali candidati ancora prima di avere un’effettiva posizione da ricoprire, così da avere un bacino di nominativi già pronto nel momento in cui ci sarà l’esigenza di effettuare delle assunzioni.

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