Ricerca e selezione di personale qualificato e web reputation: come curare l’immagine aziendale

ricerca e selezione di personale qualificato

La web reputation dell’azienda

Prima dell’avvento del Web 2.0, per le aziende il comandamento numero 1 rispetto alla rete era semplicemente ‘esserci’. Un portale istituzionale statico, il classico sito vetrina, e il compito era assolto. Oggi, invece, nel pieno dell’era digitale, non basta assolutamente essere in rete, no: è necessario curare puntigliosamente la reputazione online aziendale. La web reputation è determinata da tutto quello che gli utenti (ovvero i consumatori, i clienti, i collaboratori, i dipendenti, i concorrenti) diffondono sul web riguardo ad un’azienda, andando così a trasformare la percezione complessiva dell’intero brand. E questa immagine risultante, ovviamente, va influenzare non solo il comportamento dei clienti, ma anche quello dei candidati per eventuali posizioni aperte. Da questo punto di vista, dunque, migliore è la web reputation di un’azienda, tanto più facile e fruttuosa sarà la ricerca e selezione di personale qualificato.

La ricerca di informazioni su un brand

Prima di acquistare un determinato prodotto e uno specifico servizio, infatti, i consumatori tendono sempre di più a informarsi in rete intorno alla qualità delle offerte di quello specifico brand: saranno dunque le recensioni degli altri utenti, i commenti sulle pagine dei social e quant’altro a determinare, almeno in piccola parte, le scelte dei consumatori, e quindi il successo di un’azienda. Lo stesso avviene ovviamente durante la ricerca e selezione di personale qualificato: subito dopo aver letto un annuncio di lavoro, e ancor prima di inviare la propria candidatura all’agenzia di recruiting, i potenziali candidati cercano in rete delle informazioni sull’azienda che assume. Per assicurarsi un bacino di clienti florido e in crescita, e allo stesso tempo per garantirsi una ricerca e selezione di personale qualificato efficace, un’azienda deve quindi decidere quale tipo di immagine vuole trasmettere verso l’esterno, plasmandola in base ai propri valori e alle proprie caratteristiche principali.

Ma non è tutto qui: oltre al decidere come presentarsi ai clienti, ai concorrenti e ai propri collaboratori, un brand dovrebbe anche essere in grado di conoscere e quindi analizzare tutte le fonti online che lo citano e lo chiamano in casua, così da avere sotto controllo sia le voci positive che quelle negative sul proprio conto. Un commento positivo di un cliente soddisfatto su una pagina dei propri social network istituzionali, per esempio, va messo in risalto ed evidenziato; una recensione negativa, invece, va trattata con un’attenzione ancora maggiore. Bisogna in primo luogo capirne le cause, per poi eventualmente dare una risposta all’utente stesso e quindi alla rete: quella piccola macchia nel web, infatti, potrebbe influenzare negativamente sia gli affari del business che il successo di un suo processo di ricerca e selezione di personale qualificato.

Il self branding nella ricerca e selezione di personale qualificato

Insomma, guardando alla ricerca e selezione di personale qualificato, la web reputation tocca nel profondo entrambi gli attori in gioco: da un parte i candidati sono tenuti a migliorare la propria immagine online attraverso una strategia di personal branding, mentre le aziende possono ritoccare la propria web reputation con un’attenta e pianificata strategia di employer branding. Ed è quindi qui, nel pieno dell’era digitale, che le più astute tecniche degli head hunter finiscono per incontrare quelle del content marketing e del social media management. Ma cosa devono fare le aziende per curare al meglio la propria web reputation?

Definire un’immagine online precisa per la propria azienda

La prima cosa da fare, come anticipato, è decidere quale tipo di immagine aziendale si vuole raggiungere, puntando tutto sui propri punti di forza: la storia dell’impresa, la qualità dei prodotti, la differenza rispetto ai concorrenti… le combinazioni possibili sono ovviamente infinite, anche se va detto che, a fianco a dei valori ‘facoltativi’, ne esistono invece altri imprescindibili, come per esempio il rispetto per il cliente e la trasparenza.

Come si comunica verso l’esterno l’immagine aziendale?

Di certo non sarà la definizione dell’immagine aziendale stampata su un foglio A4 e riposta nel cassetto di una scrivania a dare nuovo vigore alle vendite di un’azienda oppure ai suoi processi di ricerca e selezione di personale qualificato. Il primo passo da fare è infatti quello di creare e quindi di tenere costantemente aggiornati i profili corporate sui vari social network: Facebook, Twitter e Instagram sono perfetti verso i consumatori, LinkedIn è invece il social media pensato appositamente per il mondo delle aziende e della ricerca del personale. Su queste piattaforme non è unicamente possibile dare forma alla propria web reputation, ma si può – e si deve – andare oltre, instaurando un dialogo costruttivo con utenti, potenziali clienti e potenziali collaboratori.

Per avere una web reputation vincente un’azienda deve però puntare anche a diventare un’autorità online nel suo campo. Il miglior metodo per raggiungere questo risultato è senz’altro quello offerto dal blog aziendale, perfetto per affermare periodicamente la competenza e l’esperienza della propria impresa. Il blog può essere ospitato all’interno del sito istituzionale oppure può essere esterno: sono per esempio sempre di più le aziende che sfruttano Pulse, ovvero la piattaforma per blog all’interno di Linkedin.

La web reputation è costruita anche dagli utenti: l’importanza di monitorare i risultati online

Ovviamente l’immagine online di un’azienda non è costituita dalle sole informazioni che questa condivide online in prima persona: il tutto va infatti mediato con le opinioni degli utenti che entrano in contatto con quel brand. Per questo è essenziale che un’azienda analizzi le informazioni che la rete associa al proprio brand, ricercando dunque il proprio marchio, i propri servizi e i propri prodotti su Internet: è esattamente questo, del resto, che faranno sia i nuovi clienti che i potenziali interessati alla ricerca e selezione di personale qualificato. Ma l’analisi della propria web reputation non si esaurisce di certo con una veloce ricerca su Google: anche le proprie pagine social vanno scandagliate a fondo alla ricerca di eventuali commenti negativi da moderare, così come eventuali portali dedicati a recensioni di business (pensiamo ovviamente in primo luogo a Trip Advisor, a Yelp e alle recensioni di Google). Per effettuare periodicamente e metodicamente il monitoraggio della propria web reputation esistono degli appositi tools: si parte dal semplice Google Alert per arrivare fino a strumenti dedicati, come per esempio Social Mention.

 

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