Il processo di recruitment e la formazione di un team vincente

07/05/2017 | Management
recruitment

Alla ricerca della squadra perfetta

Sogno proibito di ogni manager, ambizione frustrata di ogni imprenditore, obiettivo esplicito di ogni processo di recruitment: lo scopo della ricerca e della selezione del personale è quello di creare una squadra di lavoro vincente, capace di traghettare un’azienda verso nuovi e sempre più alti traguardi. Il team è la prima e più importante risorsa a disposizione di un’impresa, e formarlo e gestirlo al meglio è una forma d’arte che ben pochi sanno davvero sfruttare. Ma come si può essere sicuri di non sbagliare nulla a livello di recruitment? E nella fase successiva, come è possibile non buttare al vento tutto quello che di buono si è fatto durante la selezione del personale? Sono tante le aziende che tutti i giorni perdono l’occasione di migliorare la propria squadra, lasciandosi scappare dei candidati perfetti o magari non sfruttando appieno le capacità dei propri dipendenti.

Il recruitment non è una scienza, è un’arte

Per selezionare i professionisti giusti durante il processo di recruitment è in primo luogo fondamentale avere bene in testa come deve essere una squadra vincente: grazie al mio lavoro di head hunter, negli anni ho imparato a distinguere alcune delle caratteristiche tipiche dei team di successo, e oggi voglio condividerli con te. Devo però fare una premessa fondamentale: ogni business, ogni iniziativa, ogni obiettivo hanno una storia differente e degli obiettivi diversi, e per questo abbisognano di competenze variegate. Definire un modello a priori e valido per ogni singolo caso, dunque, è del tutto impossibile.

Anche solo provarci, di fatto, sarebbe fuorviante. Questo perché a livello di recruitment è indispensabile mettersi bene in testa che non esistono due persone con gli stessi desideri e con i medesimi pensieri, né dei professionisti che possono vantare dei background o delle tendenze identiche. In altre parole, è sempre bene ricordarsi che l’oggetto del recruitment sono delle persone, e parlando di essere ‘animati’ gran parte delle regole oggettive che ci piacciono tanto finiscono per mancare, mandando in malora tutti i parametri che avremmo voluto tenere in considerazione. Per questo motivo saper costruire un team vincente è anche questione di istinto, oltre che ovviamente di esperienza.

Assumere Lionel Messi, ovvero dotare la tua azienda di un campione

Il modo più veloce per costruire un team vincente è quello di dotarlo di un campione. Questo, per esempio, è quello che fanno le grandi società sportive a più alti livelli: vuoi vincere il campionato di serie A? Non si può certo basare una campagna acquisti su calciatori delle serie dilettantistiche. No, è necessario invece puntare a Cristiano Ronaldo, a Lionel Messi,  o a chiunque sia il giocatore più acclamato di questi tempi. Ma non fanno così solo le più blasonate società sportive: si comportano allo stesso modo anche le più grandi imprese ‘del mondo normale’, seppure senza quell’eco mediatica che contraddistingue il calciomercato o i cambi di scuderia.

Se dunque il procuratore di una squadra di calcio deve puntare all’attaccante che ha segnato più gol – o al portiere che ne ha sventato il maggior numero – un dirigente deve essere in grado di impostare il proprio processo di recruitment di modo da aggiungere al proprio team almeno una persona in grado di accrescere fortemente – semplicemente con le sue idee e la sua esperienza – il fatturato aziendale. È questo che fanno i fuoriclasse, sia nello sport che nel recruitment: la loro sola presenza basta per portare la propria squadra ad una svolta positiva. Sanno come chiudere un affare stellare, conoscono i più raffinati trucchi del mestiere, lavorano più in fretta e meglio degli altri. E una volta che il primo dei vostri campioni aziendali avrà fatto aumentare il vostro giro di affari… beh, portete aprire un altro processo di ricerca e selezione del personale per agguantarne un secondo.

Investire nella formazione dei profili interni

Ricercarne una sul mercato non è però l’unico modo per aggiungere una star al proprio team. Oltre alla ricerca del personale, infatti, un buon manager dovrebbe puntare anche sulla formazione dei profili interni. Invece di cercare attraverso il recruitment un campione, infatti, si possono individuare dei profili junior da far crescere in azienda: loro stessi potrebbero diventare – con il vostro aiuto e supporto – quei campioni di cui avete bisogno. Questo significa che le imprese devono assolutamente investire sui propri dipendenti, dedicando tempo e risorse alla loro formazione.

Spesso, però, niente di tutto questo viene concretamente effettuato, per la paura di istruire persone che di lì a poco potrebbero prendere il volo per altre mete lavorative, magari proprio grazie alla costosa formazione ricevuta nell’ultimo posto di lavoro. Se quindi da una parte è più che consigliabile sviluppare i profili interni, dall’altra si rende indispensabile curare al massimo quella che oltreoceano chiamano Employees Satisfaction. È molto semplice: un dipendente soddisfatto del proprio lavoro e della propria azienda, formato giorno dopo giorno e proiettato verso la crescita (sua a dell’impresa)  deciderà molto difficilmente di abbandonare quella vantaggiosa occupazione.

E poi… è una questione di Team Building

Ma anche l’azienda con i migliori campioni e dipendenti più volenterosi potrebbe incontrare degli ostacoli: dopo anni e anni di consulenze posso infatti affermare in tutta sicurezza che non basta mescolare degli elementi promettenti ed aspettarsi che il risultato sia uguale alla somma delle singole eccellenze di cui un team è composto. Niente affatto: un gruppo non va solamente formato, ma va anche ‘costruito’.

Non basta dunque raggruppare un numero di individui capaci e metterli tra quattro pareti per poter affermare di avere tra le mani una vera squadra, tanto meno una squadra vincente. In questi frangenti ci viene fortunatamente in aiuto la psicologia: di questo, però, ne parlerò la prossima settimana, con un post dedicato interamente agli studi psicologici dedicati al team building.

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