Non è affatto raro mettersi alla ricerca di un nuovo lavoro quando si è già occupati. Anzi, questa è sicuramente la situazione migliore in cui ci si possa trovare: cercare una nuova occupazione mentre si ha già un lavoro vuol dire avere tempo per scegliere con calma e tranquillità quale sarà il proprio futuro, senza avere per esempio pressioni di tipo economico. E non bisogna certo pensare che prendere in considerazione altre offerte di lavoro significhi “tradire” il proprio datore di lavoro. Ognuno ha infatti il diritto di analizzare altre possibilità, valutando le offerte di altre aziende, che di volta in volta potrebbero garantire una maggiore soddisfazione, una carriera più veloce, un numero più alto di benefit e via dicendo. Di certo però chi si mette alla ricerca di un nuovo lavoro non può e non deve trascurare il proprio impegno nei confronti dell’azienda in cui si trova attualmente. Questo per diversi motivi: perché c’è un rapporto lavorativo in essere che va rispettato fino all’ultimo secondo, perché non è detto che si riesca a trovare una nuova occupazione in breve tempo, e perché il proprio attuale datore di lavoro potrebbe essere contattato in futuro per dare delle referenze. Ma se per rispondere agli annunci delle altre aziende e per ottimizzare il curriculum vitae non ci sono problemi di orari, il discorso è diverso per gli incontri con i selezionatori: come chiedere un permesso per un colloquio di lavoro? L’esigenza del lavoratore è quella di avere il tempo necessario per partecipare a questi incontri senza insospettire o indispettire il proprio datore di lavoro. Vediamo come fare.

Fissare opportunamente il colloquio di lavoro

Ancora prima di pensare alle modalità di richiesta del permesso per un colloquio di lavoro è certamente il caso di impegnarsi per fissare opportunamente il colloquio di lavoro. In certi casi, infatti, si potrebbe riuscire a fissare un incontro con l’head hunter o con il selezionatore tale da non richiedere nessuna modifica al proprio normale orario di lavoro.

Il primo passo è quindi quello di chiedere al selezionatore se c’è la possibilità di fissare l’appuntamento a un orario che non determini la necessità di chiedere un permesso alla propria azienda. Si parla quindi per esempio di fissare l’appuntamento con il recruiter la mattina presto, in pausa pranzo oppure nel tardo pomeriggio. Così facendo sarà possibile partecipare all’incontro senza disturbare in nessun modo il proprio datore di lavoro o il proprio responsabile di riferimento; tutt’al più, si dovrà chiedere il permesso di entrare a lavoro mezz’ora prima o di uscire con un’ora di anticipo, organizzandosi in modo da recuperare già il giorno prima o il giorno successivo il tempo perso. Va detto che una richiesta di questo tipo non verrà vista negativamente dal selezionatore, il quale anzi avrà la prova di trovarsi di fronte a un candidato che rispetta il proprio orario di lavoro e che non vuole mettere in difficoltà né i propri superiori né i propri colleghi. In ogni caso, nel calcolare i tempi necessari per questo tipo di incontri è meglio tenersi larghi, per non aggiungere all’agitazione di affrontare un colloquio l’ansia di non fare in tempo!

In certi casi si potrebbe perfino provare a raggruppare più colloqui di lavoro in un medesimo giorno. In questo caso si potrebbe quindi chiedere direttamente un giorno intero di permesso o di ferie, così da incontrare due o più recruiter in poche ore, per portare a uno step successivo la propria ricerca di una nuova occupazione senza dover chiedere più permessi nel giro di poche settimane. Di sicuro è bene tenere in considerazione che partecipare a più di due colloqui in un giorno potrebbe essere stressante.

Non bisogna per forza partecipare a qualsiasi colloquio di lavoro

Di certo partecipare a dei colloqui di lavoro può essere un disturbo per chi ha già un’occupazione. Per rendere la vita meno difficile in questi passaggi delicati è bene tenere in mente che l’entusiasmo o la voglia di cambiare ci potrebbero spingere a partecipare a dei colloqui che in realtà già dell’inizio si presentano come inutili. Ecco allora che il primo consiglio è quello di rispondere solamente agli annunci di lavoro che sono in linea con le proprie competenze e con i propri obiettivi; se al momento della convocazione per un colloquio di lavoro ci sono dei dubbi, meglio scambiare un’email con il selezionatore, così da essere sicuri di non sprecare né il proprio tempo né quello dell’agenzia di ricerca e di selezione del personale.

Come chiedere un permesso per un colloquio di lavoro: meglio evitare le bugie

Non ci sono dubbi: spesso, quando si deve chiedere un permesso per un colloquio di lavoro, ci si trova a raccontare delle bugie al proprio responsabile. Questo perché non di rado gli incontri vengono fissati con poco anticipo, rendendo così necessario “inventarsi” qualcosa per giustificare la propria assenza. Ecco allora che i dipendenti/candidati presentano le giustificazioni più diverse e spesso più fantasiose. Ma è davvero necessario inventare malattie o problemi familiari inesistenti?

In realtà quella non è l’unica strada percorribile. In certi casi, in rapporti lavorativi particolarmente trasparenti, si potrebbe persino comunicare senza filtri al proprio datore di lavoro la necessità di assentarsi per un incontro con un’agenzia di selezione, specie se nelle settimane precedenti si è comunicato al responsabile la volontà di considerare altre offerte di lavoro. In tante situazioni, però, questo approccio potrebbe risultare sbagliato, rovinando il rapporto con i superiori e talvolta persino con i colleghi: non a caso nella maggior parte dei casi si tende a mantenere il riserbo non solo sui colloqui di lavoro, ma anche sulla ricerca in generale.

Ecco allora che la strada migliore, per la maggior parte dei dipendenti, è quella di chiedere un permesso per delle attività personali all’infuori del lavoro che non possono essere posticipate. E se l’azienda insiste per avere un motivo preciso, sarà bene non inventare delle scuse che presuppongano delle menzogne strutturate e totali, dalla malattia all’appuntamento dal dentista. Molto meglio restare sul vago per non compromettere la propria integrità, oppure creare delle bugie “bianche”: un appuntamento con un consulente, un appuntamento in banca, l’esigenza di un familiare e via dicendo.

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