Anatomia di un colloquio di lavoro: come operano le migliori società di selezione del personale

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Non un’ora come un’altra

Quaranta minuti, cinquanta minuti, un’ora: tanto ci mettono le migliori società di selezione del personale a capire se il candidato che si trovano davanti in fase di colloquio di lavoro può essere la persona giusta per il ruolo ricercato. Pensi che un’oretta di colloquio di selezione sia fin troppo lunga? Ebbene, pensa che in quei minuti non viene decisa unicamente la buona riuscita di un processo di ricerca del personale e quindi una piccola fetta del futuro di un’azienda, ma viene anche potenzialmente plasmata la tua carriera: un colloquio di cinquanta minuti non sempre più molto lungo, vero? Ecco, proprio per aiutarti a dare il meglio in quel ristretto spazio di tempo, oggi abbiamo deciso di analizzare a fondo ogni singola fase del tipico incontro con il cacciatore di teste.

Le migliori società del selezione personale premiano solamente i candidati più capaci: contano quindi gli studi, l’esperienza professionale, le competenze, le soft skills, la personalità, insomma, tantissimi fattori. Ma non è per nulla facile presentare il meglio di sé stessi durante un colloquio, ed è proprio per questo che è necessario prepararsi mentalmente ad ogni suo singolo passaggio!

Con le migliori società di selezione del personale si tratta di un esame reciproco

Due o più estranei si incontrano in una stanza: da una parte, uno o più recruiter, dall’altra il candidato: l’obiettivo comune è, o dovrebbe essere, quello di arrivare a prendere una decisione. Diciamo ‘dovrebbe’ perché in molti casi si tende a pensare al colloquio di selezione come ad un esame, nel quale le migliori società di selezione del personale testano in senso univoco il candidato. La realtà, però, è differente. Certo, la decisione finale spetta al recruiter, ma è altrettanto vero che lo stesso candidato deve sfruttare il colloquio di lavoro per capire se effettivamente l’azienda rappresentata dal cacciatore di teste è il luogo giusto per far fiorire la propria carriera professionale. Insomma, è dunque importante capire che un colloquio non è un esame dall’alto verso il basso: le migliori società di selezione del personale lo sanno, i top manager pure. E tu?

Quali sono le fasi cruciali di un colloquio di lavoro?

Non è certo un caso che, lungo la carriera professionale di una persona, la tensione emotiva prima di ogni singolo colloquio finisca per affievolirsi. Si potrebbe pensare che questo scemare dell’ansia nell’affrontare un head hunter sia determinato solamente da una maggiore confidenza nelle proprie capacità da parte del professionista esperto, ma questa spiegazione sarebbe solo parziale. In realtà, a rendere i colloqui di lavoro sempre più sereni è proprio il fatto di conoscerne di volta in volta più precisamente il funzionamento e le caratteristiche. Ovviamente nessun colloquio di lavoro è uguale all’altro – soprattutto quello condotti dalle migliori società di selezione del personale, sempre attente a confezionare degli incontri su misura per ogni ruolo ricercato – ma è anche vero si possono distinguere quattro fasi classiche che, se ben individuate da parte del candidato, possono aiutare ad affrontare in modo vincente e più disteso questo esame reciproco.

Fase di contatto (o di riscaldamento): questa è la fase contraddistinta in larga parte dalla comunicazione non verbale, e non va certo presa sottogamba, in quanto i recruiter delle migliori società di selezione del personale conoscono a menadito i principi della prossemica, del sistema cinesico e del sistema paralinguistico. Nei primi minuti di un colloquio di lavoro, infatti, il cacciatore di teste esperto può farsi una prima impressione sul candidato che si trova di fronte già a partire dal suo modo di porsi. Non sarà certo questa prima analisi a determinare l’esito del colloquio, ma senza ombra di dubbio una buona prima impressione non può che agevolare i minuti successivi. Un sorriso sincero, una stretta di mano decisa, uno sguardo attento e una sufficiente tranquillità, in questo senso, possono portare fin da subito un colloquio sui giusti binari.

Fase di analisi del candidato: questa è la parte centrale del colloquio. Anzi: in molti, quando pensano un colloquio di lavoro, pensano solo ed unicamente a questa parte, eppure nella maggior parte dei casi non si preparano a dovere. Nelle migliori società di selezione del personale, infatti, non ci si limita a sondare le competenze professionali e l’esperienza di un candidato, ma si va ben oltre, apportando domande volte a scoprire i suoi punti deboli, la sua reale personalità, le sue motivazioni e le sue aspettative. Data la vastità e allo stesso tempo la precisione di talune domande (Perché intende abbandonare la sua attuale posizione lavorativa per unirsi a questa nuova azienda? Dove si vede tra cinque anni? Qual è il suo insuccesso più grande sul lato professionale?) è sicuramente utile prepararsi mentalmente delle risposte alle domande principali, pur senza ricamare delle filastrocche da rimandare a memoria. L’importante, infatti, è essere pronti a rispondere senza tentennamenti e in modo coerente e sincero a qualsiasi quesito. Alla fine di questa seconda fase, il colloquio può esaurirsi piuttosto rapidamente, oppure può continuare: ovviamente è questa seconda eventualità quella maggiormente favorevole per il candidato.

Il controesame e le informazioni aggiuntive: una volta analizzato il candidato, il recruiter inizierà a condividere delle informazioni più precise sul ruolo professionale vacante, dando la possibilità all’intervistato di diventare intervistatore per alcuni minuti. È fondamentale in questa fase essere pronti ad interagire in modo interessato, intelligente e curioso con il recruiter, dimostrando di aver raccolto privatamente delle informazioni sull’azienda e domandando integrazioni al selezionatore. I consulenti delle migliori società di selezione del personale, infatti, valutano molto positivamente una sincera curiosità da parte del candidato: maggiore è il suo interesse, infatti, maggiore sarà probabilmente il suo impegno nel nuovo posto di lavoro.

La stretta di mano finale: è la fase più rilassata del colloquio di selezione. Le domande sono terminate, e il recruiter ha raccolto tutte le informazioni necessarie. Ma non vuol dire che in questo ultimo step non esistono delle possibili debacle: in alcuni casi, infatti, la sorte di un candidato viene decisa proprio da un’uscita di scena inadeguata. Un caso su tutti: nel caso in cui il selezionatore non parli esplicitamente del trattamento economico, il nostro consiglio è quello di non toccare a tua volta questo argomento delicato, il quale andrà in caso affrontato concretamente nel momento in cui verrà effettivamente fatta una proposta di collaborazione.

In estrema sintesi, dunque, i colloqui di lavoro presso le migliori società di selezione funzionano a grandi linee in questo modo, e studiarne l’anatomia ti potrà certamente aiutare ad affrontarli nel migliore dei modi.

 

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