L’innovazione nella logistica nelle piccole e medio imprese italiane

06/04/2017 | News
innovazione

L’innovazione, spiegata da chi se ne intende

Vittorino Mesaroli, Presidente del gruppo societario Mesaroli, racconta alla società di ricerca del personale Adami&Associati come l’ innovazione nella logistica possa essere la vera leva di spinta per le piccole e medio imprese italiane.

La vostra è un’azienda con anni di esperienza alle spalle. Come sono stati gli inizi?

La Mesaroli vede nascere la propria attività per mano di mio nonno e successivamente mio padre all’inizio degli anni 50 dove in Italia, dopo la fine della guerra, ci trovavamo in una situazione molto pioneristica nella ricostruzione del paese distrutto e in povertà assoluta.

Immaginate il trasporto, di qualsiasi genere e merce, come funzionava a quel tempo, con una rete stradale distrutta, ferroviaria fatiscente e i porti senza infrastrutture. In quel contesto mio nonno caricava dalla Francia qualche vitello, lo metteva sui vagoni merci e lo trasportava in Italia.

Proprio in quel momento nasceva la specializzazione: trasporto animali vivi. Se si riusciva a fare un viaggio a settimana era un record ! Tutto aveva carattere famigliare, lo zio, il papà erano gli unici dipendenti di quell’Azienda; poi arrivò il primo camion per trasporto bestiame. Fu una grande festa per tutti noi e l’inizio di un nuovo modo di lavorare.

A 13 anni e quindi nel ’78 salivo per la prima volta su un camion assieme a mio padre. Si apriva per me un mondo nuovo fatto di nuove conoscenze, paesi nuovi e … poco sonno.

Come è stato il passaggio da impresa famigliare ad azienda strutturata?

Arrivarono altri veicoli, il lavoro aumentò e, agli inizi degli anni 90 la svolta con l’acquisto dei primi rimorchi isotermici. Avevo capito che il mondo dei trasporti stava cambiando, occorrevano rimorchi con il frigo per trasportare prodotti alimentari e quindi il lavoro nel settore isotermico aumentò sempre di più. Assieme a mio fratello costruimmo una nuova azienda a Trevenzuolo, in provincia di Verona,  dove creammo una piattaforma logistica per il freddo.

Oggi il nostro gruppo è all’avanguardia in Europa nel trasporto di merci in regime di temperatura controllata e non ha dimenticato la sua origine continuando ancora oggi con soddisfazione il trasporto di animali vivi.

Quali aspetti del suo carattere l’hanno aiutata a costruire la sua azienda?

Soprattutto la costanza, essere puntigliosi e perseveranti. Non seguire mai le mode ma arrivare sempre prima soprattutto nel campo delle nuove tecnologie.

Ci sono stati dei momenti difficili? Quali?

Le aziende sono fatte di persone. Il cambio generazionale è sempre un passaggio difficile che va superato preparandosi anzitempo. Poi i collaboratori bisogna essere in grado di trovarli (quelli giusti) e motivarli nella Politica e negli scopi aziendali.

Come ha vissuto la crisi?

Il nostro gruppo l’ha vissuta in modo marginale. I prodotti che noi trasportiamo sono generi alimentari, sono prodotti per la grande distribuzione e, anche in periodo di crisi la gente ha continuato a mangiare e i supermercati pur con qualche distinguo erano e sono ancora pieni. Probabilmente questa crisi ha contribuito a sfoltire l’offerta di trasporto su gomma, molti competitors hanno sofferto e questo ha potenziato le aziende strutturate come la nostra.

Quali strategie ha messo in atto per uscirne?

Innovazione e servizio, qualità del trasporto, tempi di consegna rispettati. Anche la ricerca di nuovi business come l’ingresso del mio gruppo nel mondo del trasporto del farmaco ha contribuito a qualificare sempre di più il nostro servizio.

Quanto l’attenzione alla qualità delle risorse umane ha favorito la vostra crescita?

Molta attenzione è stata dedicata alle persone. Come detto prima le Aziende sono fatte di persone che devono assolutamente essere fidelizzate e condividere i progetti e lo sviluppo dei progetti. L’innovazione tecnologica del mondo del trasporto non serve a nulla se, a monte, non si interviene a formare il primo strumento utile a porre in essere questo business: l’autista. Nella mia azienda vi sono persone preparate che si occupano giornalmente della formazione degli autisti, all’utilizzo delle nuove apparecchiature, al coinvolgimento del personale nello stile di guida.

Come avete innovato?

I nostri veicoli sono molto recenti, dotati di tutti gli optionals e seguiti H24 con impianti satellitari all’avanguardia.  Vi sono sensori in tutti i nostri rimorchi che monitorano costantemente le temperature di conservazione dei prodotti e segnalano ogni minima anomalia. Il tutto grazie ad un software in continuo aggiornamento installato sui server della Sede centrale.

Quali consigli darebbe a chi oggi sta progettando di creare un’impresa in Italia?

Uno solo: non aver paura del futuro.

Ecco una particolare storia di innovazione tutta italiana. Anche la tua azienda ha saputo sfruttare i processi di innovazione per crescere?

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