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La giornata lavorativa di 8 ore ha ancora un senso?

La giornata lavorativa di 8 ore potrebbe essere un retaggio del passato. Ridurre l’orario di lavoro potrebbe giovare alla produttività anche grazie alle nuove tecnologie

E’ ormai consuetudine in diversi Paesi europei che i dipendenti debbano trascorre almeno 40 ore a settimana in ufficio, ovvero 8 ore al giorno. Questa modalità è stata spesso criticata in quanto lascia poco tempo per dedicarsi ai propri interessi e non fa che aumentare il livello di stress nel personale. Inoltre, anche i lavoratori più solerti non dedicano certamente tutte le 8 ore previste all’azienda con un conseguente calo della produttività. Per i vertici aziendali rivedere la giornata lavorativa canonica potrebbe essere una soluzione che porta più benefici che svantaggi e la dimostrazione arriva da alcune sperimentazioni fatte in tutto il mondo.

La Svezia testa la giornata lavorativa da 6 ore

L’anno scorso il comune di Göteborg ha ridotto a 6 ore l’orario lavorativo negli uffici pubblici. Per i dipendenti è stata una vera manna dal cielo ma anche per l’amministrazione, che ha visto diminuire le assenze per malattia e i casi di depressione. In Giappone, il colosso dell’automotive Toyota ha introdotto la giornata lavorativa ridotta da ben 13 anni con grande soddisfazione del personale e un sensibile incremento del fatturato. “Devo dire che il mio lavoro fa invidia ai miei amici, perché è fantastico finire di lavorare alle 12. – ha dichiarato al The Guardian un meccanico Toyota – Quando non avevo una famiglia, uscivo dal lavoro e andavo in spiaggia. Ora passo molto tempo coi miei bambini“.

Pregi e difetti della giornata lavorativa ridotta

Un’incentivo a ridurre l’orario di lavoro per i dipendenti arriva dalle nuove modalità di lavoro smart. Tecnologie come smartphone, tablet, app e sistemi applicativi che consentono di accedere dalla propria abitazione ai sistemi aziendali e di essere sempre in contatto con i colleghi consentono di estendere le attività per l’azienda anche oltre l’orario di lavoro ma senza ridurre in modo sensibile il tempo libero. 

Dare maggiore spazio ai dipendenti per dedicarsi alle proprie passioni e alla famiglia ne riduce stress e stanchezza. Questi potranno così concentrare tutta le loro risorse mentali durante l’orario d’ufficio a tutto vantaggio dell’azienda. Esistono comunque molti modi per migliorare la produttività sul posto di lavoro anche se si sceglie di passare da 8 a 6 ore. D’altro canto una giornata lavorativa più breve necessita di alcuni accorgimenti per mantenere intatta la continuità dei servizi. L’azienda potrebbe infatti essere costretta ad effettuare nuove assunzioni attraverso un processo di ricerca e selezione del personale, così da rimpolpare le fila dei propri dipendenti. 

Questi sono gli aspetti positivi e negativi di una giornata lavorativa ridotta e ora spetta al management decidere se il gioco vale la candela. Ridurre l’orario dei dipendenti porterà ad un effettivo miglioramento della produttività o i dipendenti si sentiranno meno responsabilizzati?
 

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