Molti sono convinti di conoscere il segreto per la felicità sul lavoro ma spesso si tratta solo di banali cliché che per essere davvero soddisfatti devono essere superati

Quando si parla di felicità sul lavoro, bisogna capire che effettivamente ‘non tutto ciò che luccica è oro’: è un proverbio che avrete sentito spesso…. ma è proprio così! Nella vita privata, così come al lavoro e  nella vita di tutti i giorni, i luoghi comuni hanno un ruolo predominante. Esaminiamo, più da vicino, quelli attinenti alla vita professionale quotidiana e ai famosi goal da raggiungere per un lavoro felice ed una vita più serena.

Felicità sul lavoro: 3 luoghi comuni da sfatare

1) I soldi mi daranno la felicità che cerco

E’ vero, un aumento di stipendio, specie se cospicuo, può consentirci di toglierci tante soddisfazioni soprattutto a livello personale. Come si potrebbe non considerare perfetto un lavoro se ti consente di realizzare i tuoi desideri? L’irraggiungibile, d’incanto, diventa raggiungibile e più si può ottenere più si vorrebbe ottenere. Ma a quale prezzo? Non si tratta di un prezzo valutabile in moneta, ma in termini morali: si rischia, di questo passo, di diventare schiavi di ciò che si vuole ottenere, sia esso sotto forma di denaro che di beni materiali.

Felicità usa e getta: Una volta soddisfatte le nostre esigenze primarie e i cosiddetti capricci personali il rischio è quello di rincorrere altre chimere e finire in un vortice che potrà solo farci sentire sempre più insoddisfatti e bisognosi di ricercare nuove emozioni materiali. Non a caso molti studi dicono che la felicità sul lavoro, ovvero una vita felice ed appagante, coincide con una determinata soglia di salario. Oltre quella soglia tutto è monotono e raggiungibile senza sforzo.

2) Più vacanze più relax meno lavoro

La ricerca del benessere sul lavoro

Staccare dal lavoro è una necessità che accomuna qualunque professionista, ma il rilassarsi troppo, specie se non si ama proprio al 100% il proprio ruolo, può rendere ancor più difficile la ripresa dell’attività al rientro. La felicità non può essere costruita su svaghi di breve durata: chi ama davvero ciò che fa e per cui sente di essere tagliato trae meno benefici dal cessare, seppure momentaneamente, il proprio lavoro. Avere un lavoro felice può voler dire anche arrivare ad una gratificazione personale, non è necessariamente un mero mezzo di sostentamento economico.
 

3) Nuovo posto di lavoro ergo terra promessa

Cambiare lavoro può sì dare una sensazione di sollievo, ma tuttavia è una gioia effimera se non si affronta il cambiamento di carriera in modo corretto. Avete presente una sbornia? Nel mentre, grazie alla forzata perdita dei freni inibitori (la gioia del nuovo inizio!), vi sembra che nulla sia fuori dalla vostra portata ma dopo, un mal di testa può travolgervi e riconsegnarvi alle vostre precedenti paranoie, cancellando tutta la felicità sul lavoro che vi eravate illusi di aver raggiunto.

felicità sul lavoro

Non è detto che il “solito” posto di lavoro debba infatti, per forza di cose, riservare sempre le solite e prevedibili situazioni. Molte persone, infatti, hanno imparato a trarre soddisfazioni nell’arco del lungo tempo che, per altri, sono invece difficili da cogliere nel breve periodo. Avere pazienza significa poterne essere ricompensati nel tempo, dunque probabilmente ci sarà una ragione per cui sia solito dire “Il tempo è galantuomo”. Perché non dare tempo al tempo? Non è certamente detto che rivolgersi ad un’agenzia di ricerca e di selezione del personale possa essere la soluzione a tutti i problemi, no?

Il vero segreto della felicità sul lavoro

Anziché continuare ad insistere in un’apparente ricerca della felicità ai limiti dell’ossessione, identificabile appunto in soldi, vacanze e promozioni, è meglio porsi degli obiettivi da raggiungere, non necessariamente nell’immediato, ma che possano comunque essere alla nostra portata. Conseguirli ci potrà sicuramente appagare di più che vivere nella frenesia di dover essere sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo destinato, in poco tempo, a perdere di significato ai nostri occhi. 

Perché vivere sempre di corsa? E’ importante invece imparare a vivere giorno per giorno, e coltivare i propri risultati, vederli maturare. Solo seguendo qualcosa di misurabile nell’arco del tempo possiamo ritenerci soddisfatti del nostro percorso, senza avere bisogno di macchine, viaggi e piccoli svaghi per distrarci dalla vuotezza. Uno stipendio più alto, vacanze più lunghe o un nuovo lavoro non ci rendono più felici, a meno che non ci si sforzi di disegnare degli obiettivi lungo la nostra carriera.

Perché? Be’, perché avere degli obiettivi precisi aiuta a dare un senso alla nostra vita attraverso piccoli compiti quotidiani che creano lo uno sviluppo costante e misurabile delle nostre doti e dei nostri progressi – cosa che il denaro e i viaggi non sanno dare!

Sei ancora convinto che un nuovo lavoro possa davvero darti la felicità che cerchi? Allora ti consigliamo di guardare le nostre posizioni aperte, eventualmente anche sulla nostra pagina Linkedin!

Le più recenti indagini: il lavoro può dare la felicità?

numeri sulla felicità sul lavoroNegli ultimi anni sono stati condotti diversi studi per determinare come raggiungere la felicità sul lavoro. Alcune indagini portano a risultati decisamente sorprendenti: basti citare per esempio una recente indagine, pubblicata nel 2025 sul Journal of Organizational Behavior e condotta dagli psicologi della Georgia Institute of Technology, secondo la quale la felicità personale sarebbe il fattore determinante per una vita lavorativa appagante, e non viceversa, come comunemente si pensa. Non ci sono invece dubbi sulla stretta connessione esistente tra felicità sul luogo di lavoro e successo dell’azienda: il Report Happiness at Work 2025 rimarca infatti come lì dove il livello di soddisfazione delle persone è più alto, crescono anche le capacità delle imprese di creare del valore.

Ma quanto sono effettivamente felici i lavoratori italiani? Secondo l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, poco: solamente poco più della metà degli occupati si dichiara infatti soddisfatta della propria attività professionale. Le imprese interessate ad aumentare la fidelizzazione e ridurre il turnover del personale dovrebbero prendere nota dell’elemento che, secondo lo studio, influisce in modo più marcato sull’incremento della felicità sul lavoro: si parla prima di tutto dello smart working.

Una consulenza di carriera per raggiungere la soddisfazione e il benessere sul lavoro

In chiusura a questa breve guida per raggiugnere la felicità sul lavoro, vogliamo aggiungere che esiste una figura professionale che può aiutarti ad avvicinarti a questo obiettivo. Parliamo del consulente di carriera, anche detto career coach. Questo consulente svolge un ruolo fondamentale nel supportare le persone nel raggiungimento della felicità sul lavoro: attraverso un percorso di analisi e di ascolto attivo, domande mirate e strumenti personalizzati, aiuta a chiarire obiettivi professionali, riconoscere talenti e allineare le scelte lavorative ai propri valori personali. Spesso infati l’insoddisfazione sul lavoro nasce da una mancanza di direzione o da ruoli non coerenti con la propria identità.

Il coach lavora per aumentare la consapevolezza, stimolare l’autoefficacia e sostenere la presa di decisioni consapevoli. Inoltre, fornisce strategie per affrontare momenti di cambiamento, gestire conflitti o migliorare la comunicazione. In un mondo del lavoro in continua evoluzione, avere una guida esperta può fare la differenza tra adattarsi passivamente o progettare attivamente la propria carriera. In questo modo, quindi, il career coach non solo facilita il successo professionale, ma contribuisce anche al benessere generale e alla realizzazione personale.

Ti invitiamo a contattarci per prenotare una appuntamento, anche da remoto, con uno dei nostri consulenti di carriera!

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