CT Operation Manager, System Analyst, ICT trainer, IT Security Specialist, Project Manager, ICT Security Manager, consulenti ICT, Business Information Manager: sono tantissime le professioni ricercate in Italia quotidianamente dalle società di selezione specializzate in head hunting ICT. L’entrata in gioco dei professionisti della selezione del personale specializzati nell‘Information and Communication Technology è dunque cruciale, data la difficoltà nelle aziende nel ricoprire questo ruoli essenziali.

Ma quali sono i vantaggi del servizio di Head hunting ICT? Quali sono le sfide principali nella selezione di personale IT? E cosa cambia per le società di head hunting ICT con l’avvento dell’IA?

Perché affidarsi a degli Head Hunter ICT

Ancora oggi, per quanto riguarda i profili e le competenze digitali, non esiste un lessico comune e diffuso. Ne deriva dunque che, per i recruiter non specializzati, gestire la selezione di personale ICT in un mercato del lavoro in veloce trasformazione è doppiamente complesso. Come può un non addetto ai lavori analizzare e comparare in modo efficace le skills di professionisti come il System Architect o il Technical Specialist, andando oltre la pura e semplice lettura del curriculum vitae?

In tutte le aree della selezione del personale gli head hunter sono chiamati a conoscere in profondità gli aspetti principali della professione ricercata: nell’area ICT questa esigenza si manifesta in modo particolarmente marcato, vista la novità di tanti ruoli. Non è però tutto qui. Alle difficoltà intrinseche della selezione personale ICT si aggiungono anche dei fattori esterni che non possono essere trascurati.

Head hunting ICT: gap tra domanda e offerta

Le aziende italiane hanno un grande bisogno di professionisti ICT: lo conferma il fatto che gli annunci di lavoro relativi a questa area continuano ad aumentare di anno in anno. Nello specifico, stando ai dati dalla quarta edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, condotto dalle maggiori Associazioni ICT in Italia (ovvero AICA, Anitec-Assinform, Assintel e Assinter Italia con il supporto di CFMT, Confcommercio, Confindustria e il patrocinio di MIUR e AGID) si contano annualmente 64.000 annunci per ruoli ICT, numero raddoppiato nel giro di 4 anni. Basti pensare che l’Osservatorio ha stimato ben 88.000 nuovi posto d lavoro ICT nel triennio 2018-2020.

Il problema è che, al crescere della domanda di ruoli ICT, l’offerta non aumenta in modo proporzionale. Le aziende ricercano in primo luogo Sviluppatori e Consulenti ICT, nonché Big Data Specialist, Cyber Security Officer e Service Development Manager, incontrando però serie difficoltà nel reperire queste figure. Se infatti l’Osservatorio, per il 2018, mostrava un fabbisogno delle aziende tra i 12.800 e i 25.000 laureati ICT, la realtà rispondeva con meno di 9.000 laureati, con un gap che è arrivato quindi a sfiorare il 60%.


Di fronte a questa penuria di laureati ICT, le mosse da mettere in gioco sono chiare. Sul piano generale, è necessario incentivare ulteriormente il numero di laureati ICT, aumentando l’attrattività dei corsi di laurea in Information and Communication Technology. Per quanto riguarda le singole aziende, invece, si rende obbligatorio massimizzare le possibilità di individuare i rari talenti ICT sul mercato, approfittando di Head Hunter ICT in grado di assicurarsi i migliori professionisti da inserire nel team.

La ricerca del personale in ambito ICT tocca numeri particolarmente importanti in Lombardia e, più in generale, nel Nord-Ovest: quest’area, da sola, genera il 48% delle domande di personale ICT a livello nazionale.

[Aggiornamento] Head hunting ICT: i ruoli maggiormente ricercati nel 2025

Nel 2025 l’Head Hunting ICT èHead hunting ICT: sfide e opportunità trainato dalla crescente domanda di figure professionali altamente specializzate. Tra i ruoli maggiormente ricercati spiccano gli esperti in cybersecurity, fondamentali per proteggere i dati aziendali e garantire la sicurezza delle infrastrutture digitali. A seguire, troviamo i cloud architect e gli ingegneri DevOps, richiesti per la progettazione, gestione e ottimizzazione di ambienti cloud sempre più complessi.

Anche gli sviluppatori full-stack continuano a essere tra i profili più ricercati, grazie alla loro capacità di gestire sia il front-end sia il back-end delle applicazioni web. In parallelo, la crescente adozione dell’intelligenza artificiale e del machine learning ha aumentato la richiesta di data scientist e AI specialist, professionisti capaci di analizzare grandi quantità di dati e creare modelli predittivi.

Infine, sta emergendo la figura del technical recruiter specializzato, ovvero un selezionatore con competenze tecniche, in grado di valutare efficacemente le competenze dei candidati in ambito ICT. Ed è esattamente questo il lavoro dei nostri cacciatori di teste specializzati nell’head hunting ICT.

Head hunting ICT: le potenzialità dell’intelligenza artificiale per il mondo HR

Il futuro è alle porte. Anche il settore HR guarda con sempre maggiore interesse verso l’intelligenza artificiale, in una società ormai dipendente dalla tecnologia, in cui l’industria è volta verso la trasformazione 4.0. Saranno Mya e Vera ad occuparsi delle interviste telefoniche? Sono software, e non quindi degli esperti di selezione del personale in carne e ossa. Sempre più aziende le stanno affidando le fasi preliminari della selezione dei potenziali candidati, in particolare per quanto riguarda l’head hunting ICT. Vediamo lo scenario in cui si sta muovendo il mondo del recruiting in campo informatico!

Mondo head hunting ICT: le potenzialità dell’intelligenza artificiale

Secondo McKinsey – tra le prime società internazionali di consulenza strategica – in circa il 60% dei posti di lavoro, il 30% delle mansioni svolte possono essere automatizzate.
L’AI permetterà dunque di ottimizzare le ore di lavoro e aumentare di conseguenza la produttività. Se applicata nelle fasi iniziali di ricerca e selezione del personale, aiuterà le aziende ad ampliare la rete di contatto e raggiungere una gamma più ampia di professionisti.

Di quali tecnologie stiamo parlando?

Prendiamo come esempio l’impiego di Vera, un robot lanciato dalla russa Stafory. E’ in grado di condurre 1500 interviste telefoniche o video al giorni, ciascuna della durata di 8 minuti.
Al momento sono oltre 200 le aziende russe che hanno deciso di affidarsi a Vera, tra le quali anche IKEA Russia.

Dagli USA arriva invece Mya, uno dei chhead hunter ictatbot creato da FirstJob, azienda specializzata nel recruitment. Mya è in grado di automatizzare il lavoro del 75%: conduce l’intervista dialogando attivamente con il candidato, pone domande contestuali sulle esigenze di lavoro, fornisce suggerimenti personalizzati, dà appuntamenti per eventuali feedback o next-step. Può inoltre comprendere in modo veloce il linguaggio naturale del candidato, che le permette di rispondere a domande riguardo le politiche aziendali sui benefici, prospettive di crescita, meccanismi di assunzione e principi etici.

Se non sa rispondere mette in stand-by l’interlocutore per reperire le informazioni necessarie presso l’HR aziendale.  Conducendo tutto il processo di selezione, fornisce al selezionatore finale tutte le informazioni per ottenere una decisione rapida ma consapevole.
FirstJob mostra ulteriori dati: Mya accresce del 38% l’efficienza del selezionatore e del 150% la possibilità per i candidati di essere assunti.

E’ invece HireVue a svolgere il processo di selezione per Intel e Unilever. HireVue facilità l’identificazione dei talenti più adatti,
intervista i candidati aumentando la produttività del team, migliora i risultati e crea una innovativa customer-experience per i candidati.

La famosa catena alberghiera Hilton ha invece deciso di affidare i primi step di selezione ad un chatbot in grado di intervistare i candidati e rispondere alle domande. Risultato? Anche in questo caso tempi di selezione drasticamente ridotti.

Il made in Italy pensa ai candidati con Flexa

FLEXA: è questo il nome dell’innovativa e rivoluzionaria piattaforma digitale di personalised e continuous learning, lanciata dal Politecnico di Milano. E’ stata sviluppata attraverso gli strumenti Microsoft di Aritificial Intelligence. Un nuovo digital mentor in grado di colmare lo Skill Gap di un candidato e di ampliare le sue competenze, con l’obiettivo di aiutarli a realizzare le aspirazioni professionali e affrontare il campo attuale del business.

FLEXA è in grado di individuare e selezionare specifici contenuti, utili per il percorso dei candidati e proposti secondo il tempo a loro disposizione.

I vantaggi dell’ICT nella ricerca di personale

Utilizzare l’A.I. permette inoltre di eliminare i pregiudizi umani, detti unconscious bias, che portano a preferire alcuni candidati al posto di altri, durante la selezione.

Infine, l’intelligenza artificiale può essere impiegata nella prevenzione della fuga dei talenti. È questo il caso del programma Proactive Retention di IBM, in grado di analizzare posizione, titolo e stipendio dei dipendenti e di correlarli alle informazioni sulla storia delle promozioni e sui rapporti con la direzione in azienda calcolando così la probabilità di abbandono da parte del dipendente. In questo modo l’azienda è in grado di intervenire tempestivamente con azioni di employee retention. IBM riferisce un risparmio di 130 milioni di dollari in costi di assunzione.

L’intelligenza artificiale sostituirà i professionisti? 

La risposta degli esperti è “no”. L’introduzione delle nuove tecnologie come l’AI rappresentano una grande opportunità per il mondo del lavoro in generale e per il settore dell’head hunting ict. Tuttavia, l’intelligenza artificiale potrà essere impiegata soltanto in attività automatizzabili, asciando quindi all’uomo più tempo per occuparsi di mansioni ad alto valore aggiunto.

Le aziende avranno bisogno sempre più di middle e senior management, personale sempre più qualificato, in grado di svolgere le attività a stretto contributo umano. Nello specifico, le divisioni HR e gli Head Hunter avranno modo di investire le proprie risorse in attività più strategiche come il coinvolgimento e il benessere dei dipendenti.

Uno sguardo critico

Abbiamo visto come l’intelligenza artificiale può aiutarci nel lavoro di selezione quotidiano facendoci risparmiare tempo e aumentando la nostra produttività.  L’A.I. non è in grado di prendere decisioni di business, e non può determinare l’impatto o misurare il successo di una selezione. Dovremo considerare perciò di seguire una metodologia di identificazione dati corretta con l’aiuto di un esperto nel settore HR, oltre a implementare i software.  Serviranno quindi professionalità nuove – in un settore come quello dell’HR –  come i data analyst, per la gestione e il monitoraggio dei nuovi sistemi, e i content manager in grado di insegnare alle A.I. lo stile giusto di espressione secondo i valori aziendali.

Head hunting ICT e IA

Di certo tra i recruiter maggiormente propensi a utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere maggiormente efficace e rapido il processo di ricerca e di selezione del personale ci sono i cacciatori di teste specializzati nell’head hunting ICT: i nostri consulenti specializzati nella selezione di personale qualificato nel campo dell’informatica infatti, oltre a vantare competenze di alto livello nella talent research, hanno reali e concrete competenze ICT, per poter effettivamente offrire il migliore dei supporti alle aziende del settore.

Ma nemmeno l’head hunting ICT sarà stravolto dall’utilizzo degli algoritmi di intelligenza artificiale: la selezione dei migliori talenti deve prendere in considerazione aspetti che nessun algoritmo potrà mai valutare al pari di un un professionista, umano ed esperto.

La vostra azienda sta cercando personale per il reparto Information and Communication Technology? Assicuratevi i migliori clienti: visitate la nostra area dedicata alla selezione di personale informatico!

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