A.I. e fattore umano: combinazione vincente per il futuro dell’HR

16/05/2019 | News

Il futuro è alle porte. Anche il settore HR guarda verso l’intelligenza artificiale, in una società ormai dipendente dalla tecnologia, in cui l’industria è volta verso la trasformazione 4.0.Saranno Mya e Vera ad occuparsi delle interviste telefoniche. Sono software, e non esperte di selezione del personale. Sempre più aziende le stanno affidando le fasi preliminari della selezione dei potenziali candidati, in particolare l’head hunting ict.

Mondo head hunting ict: le potenzialità dell’intelligenza artificiale

Secondo McKinsey – tra le prime società internazionali di consulenza strategica – in circa il 60% dei posti di lavoro, il 30% delle mansioni svolte possono essere automatizzate.
L’AI permetterà dunque di ottimizzare le ore di lavoro e aumentare di conseguenza la produttività. Se applicata nelle fasi iniziali di recuitment, aiuterà le aziende ad ampliare la rete di contatto e raggiungere una gamma più ampia di professionisti.

Di quali tecnologie stiamo parlando?

Prendiamo come esempio l’impiego di Vera, un robot lanciato dalla russa Stafory. E’ in grado di condurre 1500 interviste telefoniche o video al giorni, ciascuna della durata di 8 minuti.
Al momento sono oltre 200 le aziende russe che hanno deciso di affidarsi a Vera, tra le quali anche IKEA Russia.

Dagli USA arriva invece Mya, uno dei chatbot creato da FirstJob, azienda specializzata nel recruitment. Mya è in grado di automatizzare il lavoro del 75%: conduce l’intervista dialogando attivamente con il candidato, pone domande contestuali sulle esigenze di lavoro, fornisce suggerimenti personalizzati, dà appuntamenti per eventuali feedback o next-step. Può inoltre comprendere in modo veloce il linguaggio naturale del candidato, che le permette di rispondere a domande riguardo le politiche aziendali sui benefici, prospettive di crescita, meccanismi di assunzione e principi etici.
Se non sa rispondere mette in stand-by l’interlocutore per reperire le informazioni necessarie presso l’HR aziendale.  Conducendo tutto il processo di selezione, fornisce al selezionatore finale tutte le informazioni per ottenere una decisione rapida ma consapevole.
FirstJob mostra ulteriori dati: Mya accresce del 38% l’efficienza del selezionatore e del 150% la possibilità per i candidati di essere assunti.

E’ invece HireVue a svolgere il processo di selezione per Intel e Unilever. HireVue facilità l’identificazione dei talenti più adatti,
intervista i candidati aumentando la produttività del team, migliora i risultati e crea una innovativa customer-experience per i candidati.

La famosa catena alberghiera Hilton ha invece deciso di affidare i primi step di selezione ad un chatbot in grado di intervistare i candidati e rispondere alle domande. Risultato? Anche in questo caso tempi di selezione drasticamente ridotti.

Il made in Italy pensa ai candidati

FLEXA: è questo il nome dell’innovativa e rivoluzionaria piattaforma digitale di personalised e continuous learning, lanciata dal Politecnico di Milano. E’ stata sviluppata attraverso gli strumenti Microsoft di Aritificial Intelligence. Un nuovo digital mentor in grado di colmare lo Skill Gap di un candidato e di ampliare le sue competenze, con l’obiettivo di aiutarli a realizzare le aspirazioni professionali e affrontare il campo attuale del business.

FLEXA è in grado di individuare e selezionare specifici contenuti, utili per il percorso dei candidati e proposti secondo il tempo a loro disposizione.

Ulteriori vantaggi

Utilizzare l’A.I. permette inoltre di eliminare i pregiudizi umani, detti unconscious bias, che portano a preferire alcuni candidati al posto di altri, durante la selezione.

Infine, l’intelligenza artificiale può essere impiegata nella prevenzione della fuga dei talenti. È questo il caso del programma Proactive Retention di IBM, in grado di analizzare posizione, titolo e stipendio dei dipendenti e di correlarli alle informazioni sulla storia delle promozioni e sui rapporti con la direzione in azienda calcolando così la probabilità di abbandono da parte del dipendente. In questo modo l’azienda è in grado di intervenire tempestivamente con azioni di employee retention. IBM riferisce un risparmio di 130 milioni di dollari in costi di assunzione.

L’intelligenza artificiale sostituirà i professionisti? Prospettive future

La risposta degli esperti è “no”. L’introduzione delle nuove tecnologie come l’AI rappresentano una grande opportunità per il mondo del lavoro in generale e per il settore dell’head hunting ict. Tuttavia, l’intelligenza artificiale potrà essere impiegata soltanto in attività automatizzabili. Lasciando quindi all’uomo più tempo per occuparsi di mansioni ad alto valore aggiunto.

Head hunting e occupazione: le possibili ricadute

Le aziende avranno bisogno sempre più di middle e senior management, personale sempre più qualificato, in grado di svolgere le attività a stretto contributo umano. Nello specifico, le divisioni HR e gli Head Hunter avranno modo di investire le proprie risorse in attività più strategiche come il coinvolgimento e il benessere dei dipendenti.

Uno sguardo critico

Abbiamo visto come l’intelligenza artificiale può aiutarci nel lavoro di selezione quotidiano facendoci risparmiare tempo e aumentando la nostra produttività.  L’A.I. non è in grado di prendere decisioni di business, e non può determinare l’impatto o misurare il successo di una selezione. Dovremo considerare perciò di seguire una metodologia di identificazione dati corretta con l’aiuto di un esperto nel settore HR, oltre a implementare i software.  Serviranno quindi professionalità nuove – in un settore come quello dell’HR –  come i data analyst, per la gestione e il monitoraggio dei nuovi sistemi, e i content manager in grado di insegnare alle A.I. lo stile giusto di espressione secondo i valori aziendali.

Il futuro è alle porte e noi siamo pronti ad adattarci ai cambiamenti?

 

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