Diventare un farmacista: una guida

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In quanto società di selezione farmaceutica – e quindi con a disposizione, tra gli altri esperti, anche un head hunter farmaceutico – ci troviamo molto spesso ad effettuare delle ricerche e selezioni di personale in ambiente pharma. Ma qual è il percorso da seguire per diventare farmacista? Dopo una laurea in tecnologie farmaceutiche la farmacia è l’unico luogo di lavoro possibile, o ci sono altre alternative? Quali sono le hard skills e le soft skills che un head hunter pharma vuole individuare in un candidato farmacista?

In questo post risponderemo a tutte queste domande, per illustrare le caratteristiche peculiari di un lavoro che, con l’emergenza sanitaria 2020, è diventato ancora più centrale rispetto al passato. Iniziamo dall’inizio: quale percorso formativo è necessario intraprendere per diventare un farmacista, e più in generale per entrare nel mondo pharma?

Il percorso per diventare farmacista

Non di rado i nostri consulenti specializzati nel servizio di orientamento universitario vengono contattati da ragazzi che intendono diventare farmacisti, e che quindi desiderano ricevere dei consigli sul percorso più opportuno da affrontare. Ovviamente un servizio di orientamento prevede un’analisi attenta delle caratteristiche della persona interessata, nonché delle possibilità occupazionali stimate al termine degli studi.

Qui, invece, ci limiteremo a un’esposizione del percorso accademico da seguire per diventare farmacista. Bisogna prima di tutto sapere che il farmacista è colui che si occupa della vendita, della gestione e della conservazione dei farmaci, nonché dell’educazione e dell’informazione sanitaria. In linea di massima, è possibile dire che esistono due distinti corsi di laurea che permettono di diventare farmacista.

Il primo, quello classico, è il Corso di laurea in farmacia, che garantisce le competenze necessarie per lavorare in farmacia e consigliare al meglio i clienti. Il secondo è il Corso di laurea in CTF, ovvero in chimica e in tecnologie farmaceutiche. Come si può immaginare, questo corso di laurea è maggiormente tecnico, e pone maggiore enfasi sull’attività di laboratorio, con il laureato che possiede tutte le competenze necessarie per pensare non solo alla gestione, ma anche alla realizzazione e allo sviluppo di farmaci e prodotti paralleli.

Entrambi i corsi hanno una durata di cinque anni, ed entrambi permettono di partecipare all’Esame di Stato per diventare farmacista. Va però detto che, per iscriversi all’Esame di Stato, è necessario effettuare precedentemente un tirocinio, il quale può essere svolto in una normale farmacia aperta al pubblico oppure all’interno di una farmacia ospedaliera, con la possibilità di svolgere metà di questa esperienza professionale e formativa all’interno di un’azienda che produce medicinali. Non stupisce il fatto che il tirocinio in questione rientri nei programmi del Corso di laurea in farmacia, come in quelli del Coso di laurea in CTF. Il tirocinio obbligatorio ha una durata di 6 mesi.

Effettuato il tirocinio, ricevuta la laurea, è possibile sostenere l’Esame di Stato per diventare farmacista: questo test di abilitazione viene svolto due volte l’anno. Si tratta di un esame strutturato e complesso, che si compone di 4 parti differenti. Si inizia con una prova scritta in cui il candidato deve scegliere uno tra i tre argomenti proposti. Il secondo passaggio è costituito da tre prove pratiche e e scritte, le quali portano il candidato farmacista nel primo caso a riconoscere e analizzare due farmaci, nel secondo caso a dosare un farmaco e nel secondo caso a spedire una ricetta. Il tempo massimo per le prime due prove è di 8 ore.

Infine, si accede alla terza parte dell’esame di Stato, ovvero alla discussione orale, volta a esaminare la preparazione cultuale e professionale dei laureati in farmacia. A questo punto manca un solo ultimo passaggio, ovvero l‘iscrizione all’albo, d’obbligo per poter esercitare la professione di farmacista in Italia.

Dopo la laurea

C’è chi si iscrive ai suddetti corsi di laurea con la volontà ferrea di diventare farmacista per poi, negli anni successivi, iniziare a prendere in considerazione altre possibilità. Ma quali altre professioni si possono affrontare con queste lauree? In realtà un laureato in farmacia può trovare posto non solo in una farmacia, quanto invece anche nelle strutture sanitarie dell’amministrazione statale e parastatale, nonché nel mondo della ricerca, della produzione e del controllo dei farmaci, per arrivare fino alla strada dell’insegnamento. Non è un caso se i nostri head hunter farmaceutici cercando dei laureati in farmacia per professioni come informatore scientifico del farmaco, product manager in aziende del mondo pharma, controllo qualità e, in certi casi specifici, marketing access manager

Guardando alla XXII Indagine sulla Condizione occupazionale dei laureati di Almalaurea si scopre che il 65% dei laureati nelle discipline chimico-farmaceutiche lavora dopo un anno dalla conclusione degli studi universitari, percentuale che si alza fino all’80% dopo 3 anni. In media ogni anno ci sono circa 5.000 nuovi laureati in farmacia.

Va sottolineato che, per diventare titolare di una farmacia, è necessario partecipare a un concorso pubblico allorquando si verifica la possibilità di aprire una nuova farmacia o di prendere una gestione una farmacia già avviata.

I compiti e le skills del farmacista

Visto come diventare farmacista e quali sono le possibili opzioni, vale la pena vedere velocemente quali sono i principali compiti di questo professionista, nonché quelle che sono le fondamentali skills ricercate dall’head hunter farmaceutico.

Come anticipato, i compiti del farmacista non si limitano alla pura vendita del farmaco. Il suo ruolo è quello di capire le esigenze dei clienti e di informarli e consigliarli al meglio, partendo da una piena comprensione degli effetti benefici e collaterali di ogni medicinale, nonché delle sue controindicazioni. É poi responsabile dell’approvvigionamento dei farmaci necessari, nonché di un continuo controllo del magazzino, per avere sempre una scorta sufficiente per poter soddisfare in tempi brevi le esigenze della clientela. Non va poi dimenticato che il farmacista è anche chiamato a produrre in prima persona determinati medicinali (nel caso del farmaco galenico). Il suo intervento è fondamentale particolarmente nella fornitura dei farmaci senza prescrizione, e quindi senza l’intermediazione del medico, spiegando nel dettaglio come utilizzarli.

Ottimo comunicatore, il farmacista perfetto sa però sempre dove fermarsi, per non andare mai a sostituirsi al medico curante nell’effettuare delle diagnosi.

E tu, hai deciso di diventare farmacista?

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