Come gestire un capo difficile

28/06/2019 | Per i Candidati
capo difficile

Il boss ti fa impazzire? Ecco come imparare a gestirlo a vivere meglio!

Lavorare in un ambiente stimolante e valorizzante consente di vivere in serenità la propria professione. Non tutti però hanno questa fortuna e spesso si verificano spiacevoli problematiche, come discussioni con i colleghi o, ancor peggio, con il proprio capo.
Quest’ultimo caso è sicuramente il più fastidioso, poiché si parla della figura che decide e pianifica. Quando ci si trova a dover convivere con un superiore a dir poco impossibile le soluzioni sono due: si cambia lavoro o si cerca di migliorare il rapporto. Farsi trascinare dall’ansia e dalla paura infatti non porta alcun vantaggio, anzi, si rischia di condurre il cattivo umore anche a casa, andando a creare tensione con i proprio cari.

Come comportarsi per vivere al meglio il rapporto con il proprio capo?

Ecco una serie di 10 consigli utili a chi si trovi a vivere in conflitto con il proprio superiore.

1) Cercare di comprendere se il capo sia totalmente inadeguato o se il giudizio negativo espresso nei suoi confronti sia effettivamente troppo pesante. Una visione distorta della figura di comando potrebbe infatti dipendere da un torto subito o da una sorta di gelosia recondita.

2) Mettersi nei panni del capo può aiutare a comprendere il perché dei suoi comportamenti poco simpatici. Il suo essere costantemente sotto pressione, la necessità di raggiungere specifici obbiettivi e lo scarso supporto da parte dei suoi impiegati possono incidere fortemente sul suo modo di porsi.

3) Se la posizione lavorativa non viene influenzata, il consiglio è quello di farsi scivolare addosso ciò che succede in ufficio, in attesa che la situazione muti o che il capo venga sostituito.

4) Il capo risulta essere opprimente e tutti in azienda sentono di avere costantemente il suo fiato sul collo? Una buona strategia potrebbe essere quella di assecondarlo, almeno per i primi tempi, cercando di conquistare la sua fiducia e convincendolo a delegare il più possibile.

5) Anche se si tratta del capo non ci si deve far mettere i piedi in testa. Meglio mettere in chiaro le cose, magari avviando la chiacchierata in un momento propizio, quando il boss è ben disposto all’ascolto.

6) Riuscire a creare un feeling con il capo, magari nell’ambito degli hobby o del modo di intendere il lavoro in azienda, può contribuire a migliorare un rapporto altrimenti pesante e fastidioso.

7) A volte le stranezze dei capi dipendono da patologie fisiche o psicologiche, come nel caso della sindrome del burn out. Se i comportamenti fuori dalle righe dovessero risultare troppo frequenti è bene consultare con il reparto risorse umane.

8) Nel caso vi sia la possibilità di scegliere, è consigliato non andare a lavorare per un’azienda dove è noto che vi siano dei boss “difficili”. Questo equivale letteralmente a darsi la zappa sui piedi, specialmente se si è recidivi.

9) Il saper essere assertivo è una delle qualità del perfetto impiegato. Affinando questa capacità si riesce a costruire rapporti sani e basati sul rispetto reciproco, sia a casa che sul posto di lavoro.

10) Riuscire a rapportarsi con il lato emotivo del capo può servire sia per comprendere meglio la sua posizione che per creare un legame solido con la persona reale, anche al di fuori dell’ambiente lavorativo.

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