Come affrontare un colloquio di lavoro in inglese

11/03/2020 | Per i Candidati | Simulazione
colloquio di lavoro in inglese

Per lavorare all’estero, o più semplicemente per lavorare in un’azienda che pretende un buon livello d’inglese e che quindi organizza un colloquio di lavoro in inglese per selezionare i candidati migliori. Insomma, ci sono tante occasioni diverse in cui ci si potrebbe trovare ad affrontare un colloquio di lavoro in inglese, un appuntamento che a molti crea un significativo stress.

Il colloquio conoscitivo, in effetti, è spesso fonte di preoccupazioni e di nervosismo già di per sé, anche quando svolto in italiano; per la maggior parte delle persone, ritrovarsi a dover colloquiare con il recruiter o con l’head hunter in inglese è una difficoltà in più e quindi un ulteriore ostacolo da dover superare per riuscire a ottenere il lavoro.

Per molte persone, l’imposizione della lingua inglese durante il colloquio è un motivo sufficiente per abbandonare l’idea di candidarsi, non potendo vantare una competenza linguistica tale da permettere di affrontare un discorso in modo sufficientemente fluido. Altre persone, pur conoscendo piuttosto bene la lingua inglese, si trovano comunque in difficoltà; oggi vogliamo dare alcuni consigli pratici per affrontare al meglio un colloquio di lavoro in inglese, anticipando quelle che sono le domande più frequenti poste dal selezionatore.

Colloquio di lavoro in inglese: si tratta sempre di un colloquio

Prima di pensare al fatto di affrontare un colloquio di lavoro in inglese, è bene concentrarsi sul fatto che si tratta pur sempre di un colloquio con un selezionatore.

Tutto quello che vale per una “normale” ricerca di lavoro, di fatto, vale anche in questa situazione. Non è il caso, quindi, di concentrarsi solo sulla difficoltà relativa alla lingua straniera senza prepararsi al meglio anche sugli altri aspetti.

Prima dell’appuntamento con il selezionatore sarà dunque necessario informarsi, per quanto possibile, sull’azienda e sul ruolo ricercato, così da farsi trovare preparati. Sarà inoltre necessario presentarsi in perfetto orario all’appuntamento, con un look e un outfit in linea con quello dell’azienda stessa, senza essere né troppo eleganti né troppo informali. È bene inoltre mostrarsi interessati, motivati e curiosi, ponendo eventualmente delle domande mirate sull’azienda, sul tipo di attività richieste e quant’altro. Insomma: le regole di base valgono anche per un colloquio in inglese.

Vediamo ora, invece, che cosa cambia.

Le domande più frequenti del selezionatore durante un colloquio di lavoro in inglese

Premettiamo come sempre che prepararsi dei discorsi e delle risposte a memoria non è mai una buona idea prima di affrontare un colloquio. Questo perché la memoria gioca brutti scherzi, soprattutto quando si è un po’ nervosi e perché per il selezionatore è ,senza dubbio, negativo sentirsi recitare una specie di “filastrocca”.

È dunque bene prepararsi preventivamente alle domande, facendosi eventualmente aiutare da un amico, da un familiare o da un collega, senza però pretendere di memorizzare delle frasi. L’importante, come sempre, è non farsi cogliere impreparati

Ecco quali sono le domande classiche di un colloquio di lavoro in inglese:

Tell me about yourself

Domanda molto comune, potrebbe essere il punto di inizio del colloquio di lavoro in inglese. Il selezionatore qui sta domandando al candidato di descriversi in modo piuttosto generale e ci sono, quindi, molti modi per rispondere. È possibile costruire una narrazione concisa ma dettagliata del percorso che ha portato il candidato fino a lì, comprendendo studi, esperienze professionali e passioni.

What do you know about our company?

Dopo un’apertura dedicata al candidato, forse si passerà a parlare dell’azienda. A farlo, però, potrebbe essere non il selezionatore, quanto il candidato stesso, dietro esplicita domanda. Qui si rivela fondamentale la preparazione al colloquio: una persona che saprà rispondere in modo convincente sarà certamente in grado di fare buona impressione.

Il primo step è prendere spunto dalla classica pagina “about” del sito aziendale, per poi andare oltre, elaborando le informazioni che si sono trovate sui vari canali social, nonché tutto quello che si è compreso circa le strategie e la mission aziendale.

What are your strengths? / What are your weaknesses?

Queste due domande mettono spesso in difficoltà i candidati impreparati anche se poste in italiano. Quali sono i tuoi punti di forza e quali sono le tue debolezze?

Qui l’importante è rispondere in modo sincero e schietto, senza cercare di fare i furbetti: il tentativo classico è quello di rispondere alla domanda relativa alle debolezze con quelli che in realtà possono essere visti come dei punti di forza (I am too meticulous), ma talvolta il gioco è talmente esplicito da andare a sfavore del candidato.

Molto meglio esporre quelli che sono i propri reali punti deboli, mostrando di essere in grado di fare dell’autocritica, per rifarsi con i propri punti di forza: qualcuno può vantarsi di essere un grande team player, altri potranno affermare di essere self-motivated, altri ancora di avere “very good time management skills”.

Why are you interested in working here?

Per quale motivo vuoi lavorare per questa azienda? Ecco un’altra domanda che potrebbe dare del filo da torcere anche all’interno di un normale colloquio in italiano.

Anche qui tornerà molto utile lo studio fatto in precedenza sull’azienda, ma non solo. Qualcuno potrà dunque rispondere di essere stato favorevolmente impressionato “by the quality of your services” mentre altri potranno semplicemente affermare di voler maggiori responsabilità o di essere pronti a nuove sfide.

Where do you see yourself in 5 years?

Come ti vedi tra 5 anni? Se non si padroneggia l’inglese alla perfezione, è bene non abbandonarsi a narrazioni troppo complesse. Molto meglio dare una risposta piuttosto precisa, riassumendo quelli che sono i propri obiettivi professionali e come questi si attueranno, a tuo vedere, nel prossimo quinquennio.

In ogni caso, è premiante inserire nel proprio futuro anche l’azienda presso la quale ci si è candidati: “I believe your company is an important player in this industry, and I feel my skills set is a perfect fit for you”.

La preparazione giusta per un colloquio di lavoro in inglese

Esercitandosi su queste domande è possibile aumentare le probabilità di essere presi seriamente in considerazione dopo un colloquio di lavoro in lingua inglese. In bocca al lupo!

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