Quando si parla del candidato trasformista, specialmente negli ultimi tempi, ci si riferisce nella maggior parte dei casi a quel politico che di volta in volta cambia casacca, e in parte anche ideologia e credo, per ripresentarsi all’elettorato con una nuova veste.

Certo, i “responsabili” o “costruttori” in politica sono sempre esistiti, così come i passaggi da un partito all’altro. Di sicuro, però, le personalità politiche che cambiano troppo spesso idea e insieme a essa anche lista non possono che perdere di volta in volta almeno un po’ di credibilità. Resterà nella storia, per esempio, la “carriera politica” di un candidato al consiglio comunale di Campobasso, che in pochi anni è stato candidato con ben 5 partiti diversi, tutti con sostanziali differenze di fondo.

Ma attenzione: il candidato trasformista non perde credibilità solo nel mondo politico: qualcosa di molto simile accade anche nel mondo della ricerca e selezione del personale. Qui, tra head hunter e recruiter, quando si parla di candidato trasformista si fa riferimento a quella persona – alla ricerca di un nuovo lavoro – che di volta in volta si candida per ruoli diametralmente differenti, mettendo fortemente in dubbio la validità del suo curriculum vitae,

Chi è il candidato trasformista?

Il candidato trasformista – ce ne sono davvero tantissimi – è quella persona che, pur avendo alle proprie spalle una discreta carriera professionale con un percorso abbastanza ben delineato, decide senza logica apparente di rispondere ad annunci di lavoro estremamente differenti tra loro. Parliamo dunque del candidato che ieri si è proposto come amministrativo presso un’azienda, che oggi si è candidato come commerciale presso un’altra azienda, e che domani invierà un curriculum come figura IT.

Qualcosa di simile potrebbe essere normale all’inizio di una carriera, da parte di un giovane che, non avendo nessun reale percorso professionale alle proprie spalle, può effettivamente guardare in più direzioni per dare il via alla propria carriera. Ma nel momento in cui il candidato trasformista è una persona con una storia professionale alle spalle, il dubbio non può che nascere.

Certo, c’è sempre spazio per un cambio di carriera: ma è necessario avere in mente un obiettivo preciso! Chi sarebbe disposto ad assumere una figura IT che conta solo esperienze nelle vendite? E, ancora peggio, chi sarebbe disposto ad assumere una figura IT che conta solo esperienze nelle vendite e che il giorno prima aveva inviato un cv alla stessa agenzia di selezione del personale per un ruolo da cameriere di sala o per quello di responsabile qualità?

Perché il trasformismo è pericoloso nella ricerca di un lavoro

Il candidato trasformista, nella maggior parte dei casi, finisce con il darsi da solo la zappa sui piedi. Rispondere a tutti gli annunci di lavoro con fare camaleontico, presentandosi ora in un modo e ora in un altro, può essere nocivo per esempio nel caso in cui si finisca per incrociare la stessa azienda, o la stessa agenzia di ricerca e selezione del personale: come giustificare questo trasformismo? E come immaginare che questo non possa trasformarsi in uno svantaggio, e quindi in una bocciatura istantanea?

Ma non è tutto qui: il candidato che di volta in volta si candida per posizioni completamente differenti non può lavorare effettivamente su un personal brand potente, dovendo reinventarsi da capo in tutte le occasioni. Certo, la nostra agenzia – con il nostro apprezzato servizio di revisione e ottimizzazione curriculum vitae – è la prima a dire che il cv andrebbe personalizzato a ogni candidatura; ma quando diciamo questo intendiamo che a ogni candidatura dovrebbero essere esaltati gli elementi più importanti per quella precisa posizione lavorativa, senza reinventare la propria figura professionale.

La flessibilità e la selezione del personale

A spingere dei candidati verso il trasformismo potrebbero essere diversi fattori. In molti casi è la volontà di non chiudere nemmeno a una porta, e per questo motivo si tende a rispondere a tantissimi annunci di lavori differenti. Come abbiamo visto, però, questa strategia si risulta nella maggior parte dei casi infruttuosa, e di certo non aiuta a trovare un lavoro nel quale poter davvero esprimere le proprie potenzialità.

Altre volte si sceglie di rispondere ai più differenti annunci di lavoro nella convinzione che, in ogni caso, sia questo che il mercato del lavoro richiede ai candidati. Da anni, infatti, sentiamo parlare di flessibilità. Ma attenzione, non è quella la flessibilità che noi cacciatori di teste e recruiter stiamo cercando!

Quando un’azienda indica tra i requisiti fondamentali per una posizione una buona flessibilità indica la necessità di trovare una persona in grado, all’occorrenza, di cambiare mentalità, di migliorare le proprie competenze, di sperimentare nuovi metodi di lavoro e nuove attività.

L’head hunter che si mette alla ricerca di un professionista flessibile non vuole trovare un signore “nessuno”, ma al contrario, vuole trovare un talento preciso che, oltre alle altre soft skill, si mostri anche capace di adattarsi all’occorrenza. Quindi no, flessibilità non significa proporsi per decine di lavori differenti.

Non è l’annuncio di lavoro a comandare

Il candidato trasformista permette che sia l’annuncio di lavoro a determinare la propria carriera lavorativa: in base agli annunci che usciranno oggi, domani e dopodomani, indirizzerà la propria ricerca. Ma le cose non devono essere così: la ricerca di un nuovo lavoro deve essere indirizzata in base alle proprie competenze, alle proprie soft skills, alle proprie esperienze precedenti e alle proprie esigenze.

Solo in questo modo del resto è possibile presentare davvero del valore alle aziende e ai recruiter, moltiplicando le possibilità di essere assunti. Un candidato dovrebbe quindi prima individuare i propri punti di forza, dunque comunicarli al meglio attraverso il proprio curriculum vitae, mediante il proprio profilo LinkedIn e attraverso la propria lettera di presentazione, rispondendo solamente agli annunci di lavoro per i quali si è tagliati.

Come diciamo sempre, è molto meglio rispondere agli annunci di lavoro giusti piuttosto che rispondere a tanti annunci. Non solo: bisogna anche ricordasi che gli annunci di lavoro sono solo uno dei mezzi per trovare una nuova occupazione. Il networking, le autocandidature, gli headhunter, gli incontri casuali della vita sono tanti altri possibili canali che possono portare a un nuovo appagante lavoro.

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