Ecco come finire nel mirino dei cacciatori di teste di Milano

17/01/2019 | Per i Candidati
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Per capire come finire nel mirino dei cacciatori di teste di Milano è necessario prima di tutto comprendere che non stiamo parlando di una città qualsiasi. Centro culturale ed economico del Paese, da sempre si distingue dalle altre città italiane: Milano anticipa i trend e le innovazioni, e se ne fa portavoce. Certo, non parliamo più della Milano degli anni Sessanta, quando il capoluogo lombardo custodiva un quarto della ricchezza dell’intero Paese. Sì, non sono più i giorni in cui, sotto lo sguardo della Madonnina, più di 75 mila imprese davano lavoro ad una cosa come 800 mila persone, che contribuivano a pagare più di un quarto delle tasse dell’intero Paese. In quegli anni trovare un disoccupato a Milano era come cercare il classico ago in un pagliaio: impresa non matematicamente impossibile, certo, ma non semplice. I disoccupati erano invece tutti quegli ‘aspiranti milanesi’ che arrivavano ogni giorno dalle altre regioni: si dice che in media se ne contavano 150 di nuovi, ogni ventiquattr’ore.

La ricerca di personale a Milano, oggi

Ecco, i tempi sono cambiati. Ma ancora oggi Milano attira lavoratori da tutta Italia. La città è infatti stata la prima a riagguantare i valori pre-crisi per quanto riguarda l’occupazione: già nel 2016, infatti, si contavano tre punti sopra ai dati relativi al 2008, mentre nel resto d’Italia si viaggiava ancora su un gap negativo dell’1,4%. Quindi sì, ancora oggi, a Milano, ci sono davvero molte ‘imprese che assumono‘, soprattutto per quanto riguarda i lavori qualificati. Ma la concorrenza, per chi si vuole immettere nel processo di ricerca del personale a Milano, è altissima. Se da un lato le aziende sanno che sono le giuste competenze ad assicurare la crescita e lo sviluppo del business, dall’altro lato gli occhi dei candidati italiani sono spesso rivolti proprio verso il mercato meneghino, ricco di annunci di lavoro allettanti. Tantissime, dunque, le offerte: infiniti, parallelamente, i candidati.

È però fondamentale capire che, quando si parla di ricerca del personale a Milano, i candidati non devono limitarsi a seguire le offerte di lavoro. No, quando si parla di competenze elevate, l’approccio deve essere differente, più tattico: la ricerca di personale qualificato non è fatta solamente di candidati che rispondono agli annunci di recruiter, quanto invece anche di cacciatori di teste di Milano che inseguono dei candidati i quali, da parte loro, non hanno probabilmente mai nemmeno sentito parlare di quell’opportunità lavorativa che gli head hunter vogliono proporre.

Sopra un certo livello, insomma, la ricerca del personale in quel di Milano passa sempre e comunque per le mani degli head hunter. Non tutti, però, riescono nell’intento di farsi ‘cacciare’ da questi recruiter.

Ma come è possibile aumentare le possibilità di finire nel mirino dei cacciatori di teste di Milano? Ecco una serie di consigli per farsi notare da chi si occupa di ricerca del personale nel capoluogo lombardo

Come finire nel mirino dei cacciatori di teste di Milano

Emergere come un esperto del proprio settore

Non è facile emergere in una città che conta 1.366.000 abitanti, ai quali si sommano tutti pendolari che si riversano ogni giorno in città dai comuni limitrofi. Se a questo si somma che il fatto per cui i cacciatori di teste di Milano, per colmare dei ruoli di responsabilità, allargano regolarmente lo sguardo ben oltre i confini regionali – se non nazionali –, si capisce che è necessario riuscire a trasmettere la propria professionalità in modo unico e ben definito. Qualsiasi sia il ruolo e il settore, ci saranno sempre moltissimi concorrenti: l’unica possibilità per essere cacciati è dunque quella di dimostrarsi subito come un esperto nella propria nicchia, così da svettare sopra alla massa

Avere un’ottima presenza online

Essere un esperto del proprio settore e non riuscire a dimostrarlo a nessuno può però essere inutile. Per questo è essenziale curare minuziosamente la propria presenza online. Così come le aziende creano i propri siti web per promuovere i propri servizi e i propri prodotti, i professionisti che puntano in alto devono trasmettere al meglio la propria professionalità attraverso la Rete, a partire da LinkedIn.

Coltivare un ampio network

I cacciatori di teste di Milano sono sempre alla ricerca di buone referenze. É dunque necessario coltivare un folto network di collegamenti, cercando di instaurare e di mantenere ottimi rapporti professionali con colleghi vecchi e nuovi, partecipando agli eventi del settore. Non si può mai sapere chi possa essere in contatto con chi.

Dimostrare concretamente la propria esperienza professionale

Esporsi come un esperto del proprio settore e avere un alto numero di contatti offline e online non è però sufficiente: bisogna anche dimostrare di avere davvero delle esperienze e delle competenze non indifferenti. Il passo successivo, dunque, è di andare oltre l’etichetta, creando dei contenuti di valore volti a confermare il proprio ruolo di prestigio. Parliamo di blog, di podcast, ma anche di interventi e di speech durante le conferenze del settore.

Essere delle persone equilibrate

Gli head hunter che si occupano di ricerca del personale a Milano non cercano solamente dei professionisti con delle ottime competenze e con una buona esperienza alle proprie spalle. No, cercano anche delle persone equilibrate, che dimostrino cioè di sapersi avvicendare agevolmente tra vita lavorativa e vita privata, e che allo stesso tempo siano in grado di lavorare in team. Non si parla, dunque, di macchine da guerra, ma di persone preparate, con una reputazione eccellente, delle buone referenze e un solido equilibrio.

Capire quando si è nel mirino del cacciatore di teste

Chi si occupa di ricerca del personale a Milano e adotta le tecniche dell’head hunting non si avvicina in modo diretto ed esplicito ai candidati. Anzi, molto spesso il primo contatto di un head hunter è teso solo e unicamente a stabilire un appuntamento face to face, senza specificare nulla di preciso. Una telefonata veloce, una e-mail, talvolta persino un messaggio su LinkedIn, senza niente che assomigli ad un concreto interessamento o ad un offerta di lavoro. A quel punto, dunque, è importante capire di essere entrati nel raggio visivo di un cacciatore di teste, e che questo può portare a cambiamenti estremamente positivi per la propria carriera lavorativa, dando così la propria disponibilità per un incontro nei giorni successivi.

 

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