Bastano 2 minuti per cambiare il proprio personal branding

12/03/2017 | News
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Postura e atteggiamento sono elementi fondamentali del personal branding che vengono spesso sottovalutati. Ecco alcuni consigli su come migliorare la propria immagine

Come ci muoviamo determina e modella ciò che siamo. Secondo la psicologa sociale Amy Cuddy se imparassimo ad aggiustare la nostra postura cambieremmo in maniera significativa la nostra vita ed il nostro modo di esporci con gli altri. Una postura che ostenta fiducia infatti può influenzare i livelli di testosterone e cortisolo nel cervello e porterebbe ad avere un impatto determinante sulle nostre probabilità di successo. Non ci credete? Scopriamo insieme perché è possibile cambiare il nostro personal branding!

Provate a cambiare la postura del vostro corpo per due minuti. Per farlo, però, prestate attenzione a monitorare quello che state facendo. Quando pensiamo al comportamento non verbale, o linguaggio del corpo, pensiamo alla comunicazione. Quando pensiamo alla comunicazione, pensiamo alle interazioni.  Avete mai riflettuto su cosa comunica il vostro linguaggio del corpo? Giudichiamo spesso il comportamento degli altri, ma poche volte ci soffermiamo a guardare il nostro.

Espressioni di forza e dominio

E’ chiaro che siamo influenzati dal linguaggio non verbale, dai nostri pensieri, dai nostri sentimenti e dalla nostra fisiologia. Altrettanto inevitabile è quindi l’esistenza di espressioni non verbali di forza e dominio. Ma quali sono?

Nel regno animale, i linguaggi del corpo di dominio, sono quelli relativi all’espansione.

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Ci si rende più grandi, ci si allunga, si prende spazio, in sostanza ci si apre. L’essere umano fa la stessa cosa: questa espressione, nota solitamente come orgoglio, è una caratteristica innata: uno studio ha osservato che sia un atleta non vedente che uno vedente quando attraversano la linea di arrivo e hanno vinto eseguono le stesse identiche azioni di forza e di vittoria, non importa se l’atleta non vedente non ha mai visto nessuno farlo. Esegue lo stesso gesto di esuberanza anche lui: Braccia in alto a forma di V, il mento leggermente alzato, un gesto di orgoglio naturale e spontaneo.

Cosa facciamo quando ci sentiamo impotenti?

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Facciamo esattamente l’opposto: CI CHIUDIAMO. Non vogliamo entrare in contatto con le persone attorno a noi. Quindi ancora una volta, sia gli animali che gli umani fanno la stessa cosa. Questo è quello che accade quando mettete insieme la forza e l’impotenza. Quello che abbiamo tendenza a fare quando parliamo di forza è essere complementari al linguaggio non verbale degli altri. Però, se qualcuno è veramente forte nei nostri confronti, tendiamo a farci piccoli. Non lo rispecchiamo. Facciamo l’opposto di quello che fa.

Il nostro linguaggio corporeo può aiutare a la mente a cambiare?

Secondo Amy Cuddy, ci sono prove che sia possibile cambiare se stessi e migliorare il proprio personal branding attraverso la nostra mente e queste prove hanno un nome, si chiamano ormoni. Questi elementi sono capaci di determinare quelle cose fisiologiche che creano i nostri pensieri e i nostri sentimenti: non sorprende che le menti forti tendano ad essere più assertive, più sicure e più ottimiste. Tendono anche ad essere capaci di pensare in modo più astratto, corrono più rischi.

Ci sono tante differenze tra forti e deboli. Fisiologicamente la differenza avviene attraverso due ormoni chiave: il testosterone, che è l’ormone dominante, e il cortisolo, che è l’ormone dello stress. I maschi alfa più forti nelle gerarchie di primati hanno testosterone alto e cortisolo basso, così come anche i leader forti. Questo cosa significa? La gente quando pensa alla forza tende a pensare solo al testosterone, perché è collegato al dominio. Ma in realtà la forza ha anche a che vedere con la reazione allo stress. Volete un leader dominante, con testosterone alto, ma molto reattivo allo stress? Probabilmente no. Volete che una persona che sia forte, assertiva e dominante, ma non molto reattiva allo stress? Se è così, non solo sarà importante il testosterone alto, ma anche un cortisolo basso.

Fatta questa premessa, può una determinata postura di pochi minuti cambiare  se stessi e di conseguenza la nostra vita? Amy Cuddy risponde anche a questo: possiamo applicare tutto questo nelle situazioni di minaccia sociale, ad esempio durante una conferenza, o durante un colloquio di lavoro. Cosa facciamo prima di andare ad un colloquio di lavoro? Stiamo seduti, probabilmente guardiamo il nostro cellulare. In una parola: ci facciamo piccoli. quando in realtà quello che dovremmo fare è assumere un atteggiamento di forza e fiducia.

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Amy Cuddy ha condotto un esperimento a riguardo: ha fatto fare lo stesso colloquio di lavoro a diversi candidati, ad alcuni dei quali facendo adottare una posizione di forza, ed altri di chiusura. Si tratta della presenza che portano al discorso: il campione è stato valutato solo in base al proprio comportamento ed il risultato è stato un riscontro positivo nei confronti di quei candidati che al colloquio avevano tenuto un atteggiamento forte e di apertura.

Due minuti per cambiare il personal branding

Minuscole modifiche possono portare a grandi cambiamenti, anche solo in due minuti. La prossima volta che dovete affrontare una situazione di stress e di valutazione fate così: dedicate di tanto in tanto due minuti al vostro modo di muovervi e sforzatevi di assumere una postura di forza (nell’ascensore, in bagno, alla scrivania, a porte chiuse, ovunque!). Uscite da quella situazione con la sensazione di aver detto chi siete e di aver mostrato quanto valete.

La storia di Amy Cuddy

Amy Cuddy, conduttrice di questo studio, è una psicologa sociale che a 19 anni ha subito un grave incidente d’auto, danneggiando gravemente il suo Q.I. tanto da strapparle via la nomea di “bambina prodigio” e dover interrompere gli studi universitari per la difficoltà nell’apprendimento.

Non volendo arrendersi davanti al problema ha lottato, cercando di migliorare sé stessa e vincere le sue paure. Ha finito gli studi in ritardo e con l’idea di “stare fingendo” di essere qualcosa che non è, di non meritarsi il successo a cui è arrivata. Alla fine ha superato anche questa grande sfiducia e ci sembra significativo concludere l’articolo lasciandovi questa sua citazione: Non fingete fino a farcela. Fingete fino a diventarlo. Fatelo abbastanza finché lo diventate sul serio e fino a che lo interiorizzate.”

Conoscere il linguaggio del corpo, ovviamente, permette di controllare in modo migliore l’impressione che diamo ai nostri interlocutori: puoi immaginare quanto può essere utile conoscere le tecniche del personal branding, per esempio in un colloquio per la selezione di personale?

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE:

1. “Body Language Your Business”
2.Power Posing – Brief Nonverbal Displays Affect Neuroendocrine Levels and Risk Tolerance
3.Mixed Impressions  How We Judge Others on Multiple Levels

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