Assunzione errata, quanto costa e come evitarla: i consigli dell’head hunter

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Quanto costa assumere la risorsa sbagliata?

Qual è il terrore di ogni datore di lavoro una volta intrapresa una ricerca del personale? Semplice: assumere la persona sbagliata. Inserire in azienda una nuova risorsa, talvolta, più che un investimento, sembra proprio un atto di fede, e le delusioni – quando non ci si avvale di recruiter professionisti o di head hunter esperti – sono purtroppo all’ordine del giorno. Ma quanto costa ad un’azienda l’assunzione di un dipendente che, dopo poche settimane, si rivela per essere fonte di eterna insoddisfazione e di sconforto? Certo, si potrebbe ingenuamente pensare che un impiegato incapace, un manager particolarmente scontroso oppure un venditore che non vende possano ledere ad un’azienda solamente non più di una piccola fetta del loro stipendio. Magari fosse così! Come ben sanno i migliori head hunter, però, i danni che un’assunzione sbagliata può provocare all’interno di un’azienda sono ben maggiori: si parla in media di circa 50 mila euro.

Bad Hire Calculator

50 mila euro? Come è possibile che un collaboratore assunto per errore possa costare così tanto alla tua azienda? Davvero quel nuovo ingegnere incapace di qualche ufficio più in là sta causando la perdita di decine di migliaia di euro? Purtroppo è proprio così: in questo calcolo rientra ovviamente lo stipendio della risorsa sbagliata, ma anche il tempo e le risorse impiegate per il processo di selezione di personale che hanno portato alla sua assunzione, il tempo sprecato per la sua formazione interna e per rimediare ai suoi errori e alle sue mancanze, l’eventuale perdita di clienti o di lavoro a causa della sua inettitudine e via dicendo. In rete, tra l’altro, soprattutto sui portali statunitensi, esistono degli strumenti molto simpatici chiamati Bad Hire Calculator, che permettono di stimare il costo specifico di un’assunzione errata. Di certo un head hunter è in grado di fare una cima più precisa, ma questi curiosi calcolatori possono dare un’idea abbastanza verosimile delle conseguenze di una decisione non sufficientemente ponderata.

La ricerca di personale qualificato senza head hunter

Un famoso studio commissionato dal portale statunitense per la ricerca di personale CarreerBuilder ha rivelato che mediamente ogni anno il 68% dei datori di lavoro ammette di aver assunto almeno una persona che nei giorni successivi si è dimostrata essere ben al di sotto delle aspettative. E non è tutto qui: nel 49% dei casi il neoassunto crea anche dei gravi problemi con i clienti. Come si dice, sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, e i motivi di un tale ripetersi di errori sono ovviamente molteplici. Per prima cosa, ovviamente, c’è il fatto che queste ricerche di personale vengono fatte a braccio, e non da head hunter specializzati nella ricerca di personale qualificato, quanto invece da datori di lavoro o da manager impreparati, spinti in avanti solo e unicamente dalla fretta di riempire un posto vacante all’interno della propria azienda. Ma come è possibile ridurre al minimo la possibilità di errore?

Come ridurre al minimo la possibilità di errore nella selezione del personale

La prima risposta è la più semplice, la più banale se vogliamo, ma anche la più efficace: rivolgendosi ad un head hunter professionista, il rischio di mandare a monte un intero processo di ricerca del personale si riduce al minimo. Ma ad ogni modo ci sono altri accorgimenti che lo stesso head hunter applicherebbe o consiglierebbe ai responsabili HR, oppure agli stessi imprenditori:

  • È necessario stilare un annuncio di lavoro chiaro e preciso, nel quale vengono riportate tutte le competenze, le skill e le esperienze che il candidato ideale deve avere. Questo significa che, prima di redigere la job description, è d’uopo una consultazione interna all’azienda per individuare le caratteristiche fondamentali per quella determinata posizione vacante.
  • Si devono sfruttare i metodi di reclutamento più adatti in base alla tipologia della propria azienda e in base al tipo di collaboratore che si vuole attrarre: si va dalle inserzioni sulle riviste specializzate all’annuncio su Linkedin, passando per l’inserimento della job description sul proprio sito aziendale oppure su quello delle apposite agenzie del lavoro.
  • Una volta scremati i curricula e selezionati i candidati migliori, è necessario scegliere il miglior metodo di screening. Una serie di colloqui individuali ti permetterà di arrivare con certezza alla conclusione positiva del processo di ricerca personale? Oppure sarà meglio optare per delle interviste di gruppo? Cosa farebbe un head hunter nel tuo specifico caso?
  • Non accontentarti mai dei dati raccolti attraverso i curricula vitae, le lettere di presentazione e i colloqui: in queste situazioni, infatti, i candidati sono naturalmente portati a presentare solo ed unicamente il meglio di sé. Tralasciando il fatto che un head hunter capace è in grado di condurre un colloquio di lavoro in modo da far venire a galla anche le debolezze di un candidato, va sottolineato che lo stesso head hunter, una volta concluso il colloquio, procede con un’ulteriore analisi in profondità della potenziale risorsa, contattando gli ex datori di lavoro per confermare le esperienze dichiarate e controllando la sua presenza online, attraverso la scansione delle sue pagine sui social network e di eventuali blog o siti personali.
  • Laddove possibile, per tutelarsi dalle più gravi conseguenze di un’assunzione sbagliata, le aziende possono poi ovviamente affidarsi al periodo di prova. In questo modo, del resto, viene tutelato lo stesso dipendente, che magari – durante i primi tre mesi di collaborazione – potrebbe rendersi conto di essere stato inserito in un ambiente lavorativo non congeniale. Con dimissioni libere e un preavviso minimo, il periodo di prova va a ridurre i rischi di una possibile assunzione errata.

Di certo, senza rivolgersi ad una società di selezione del personale, ridurre al minimo gli errori non è facile. Seguendo alla lettera i nostri consigli, però, il rischio di incorrere in un’assunzione sbagliata può diventare marginale.

Sei convinto che il capitale umano sia la parte più importante della tua azienda? Pensi che siano i tuoi dipendenti a permettere giorno dopo giorno la crescita del tuo business? Allora, per la tua ricerca di personale qualificato, affidati agli head hunter professionisti di Adami & Associati.

 

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