Come affrontare un colloquio di lavoro? Tutti i consigli per fare centro

20/11/2018 | Simulazione
affrontare un colloquio di lavoro

Non esiste una singola intervista conoscitiva uguale all’altra, ed è per questo motivo che non è affatto facile rispondere alla domanda ‘Come affrontare un colloquio di lavoro?’. Lo svolgimento di un colloquio può infatti variare in base al recruiter che si trova dall’altra parte del tavolo, in base alla figura ricercata e, ovviamente, in base al settore di riferimento. Chi è alla ricerca di un lavoro soddisfacente, però, deve comunque prepararsi al meglio per affrontare un colloquio di lavoro in modo da fare un’ottima impressione agli occhi del selezionatore.

Per aiutare tutte quelle persone che come te si stanno preparando in vista di un incontro con un recruiter, abbiamo deciso di redigere un’esaustiva guida che spiegherà come affrontare un colloquio di lavoro in modo efficace, senza fare i tipici errori che penalizzano ad ogni processo di ricerca personale buona parte dei candidati.

I migliori consigli per affrontare un colloquio di lavoro al meglio

1. Scegliere l’abbigliamento più adatto

Che ci si candidi in un processo di ricerca personale per il settore del fashion o che invece ci si candidi per l’automotive, il concetto è il medesimo: anche l’esteriorità va curata per affrontare un colloquio di lavoro al meglio. Questo non significa ovviamente che sia necessario spendere ore e ore per scegliere il giusto outfit per un’intervista di lavoro. È sufficiente vestirsi in modo consono, con vestiti puliti e stirati, i quali in ogni caso sappiano farti sentire a tuo agio. Non serve certo che siano i tuoi stessi abiti a creare ulteriore stress!

2. Informarsi sull’azienda

Sia che il colloquio si svolga direttamente in azienda o presso un’agenzia di head hunting, in entrambi i casi è altamente consigliabile effettuare una ricerca sul brand: qual è la posizione dell’azienda che assume all’interno del suo mercato? Qual è il suo approccio, e qual è la sua mission? Sapere in che modo si muove l’azienda ti aiuterà a capire il tipo mentalità ricercato.

3. Abbasso la banalità

I cacciatori di teste e i recruiter incontrano ogni giorno decine e decine di candidati. Per svettare sopra gli altri è necessario mettere da parte qualsiasi banalità, cercando dunque di proporsi come una persona autentica e unica. Evitando i soliti luoghi comuni, infatti, sarà possibile distinguesi, riuscendo di conseguenza a far notare ulteriormente i propri punti di forza. Tutto questo non significa che, per essere giudicati positivamente, sia obbligatorio presentarsi come dei candidati particolarmente istrionici: è sufficiente mostrare il proprio carattere, le proprie ambizioni e la propria voglia di fare.

4. Mettersi nei panni del cacciatore di teste

È molto raro trovare il candidato che, oltre a soddisfare tutti i requisiti minimi – in assenza dei quali non si dovrebbe nemmeno rispondere all’annuncio di lavoro – soddisfi anche i requisiti ideali. È dunque probabile che, presentandoti alla tua prossima intervista di lavoro, saprai già in anticipo di avere una o due piccole carenze. Può essere una buona idea, in questi casi, mettersi nei panni del selezionatore, anticipando i suoi dubbi e le sue perplessità «So molto bene che la mia conoscenza basica del programma [..] potrebbe far pensare che io non sia il migliore candidato per la posizione di [..], ma vorrei sottolineare che [..]». Le piccole debolezze possono essere talvolta annullate da grandi punti di forza.

5. Nessuna confidenza eccessiva

Affrontare un colloquio di lavoro come un incontro tra amici è del tutto sbagliato. Talvolta è possibile ritrovarsi ad essere intervistati da selezionatori o da head hunter della propria età, o persino – nel caso di posizioni senior – significativamente più giovani. Questo potrebbe indurre alcuni candidati ad approcciarsi in modo informale con il selezionatore, scivolando persino dalla terza persona alla seconda persona singolare. Ma dare del ‘tu’ all’addetto alla selezione del personale è un errore grossolano, che non può in alcun modo apportare punti a favore dell’intervistato. Ancora peggiore è l’esito per quei candidati che, ritrovandosi di fronte una head hunter, decidono malauguratamente di flirtare con lei: perché mai una recruiter dovrebbe selezionare una persona che non è nemmeno in grado di affrontare in modo formale, serio e concentrato una breve intervista di lavoro?

6. Prepararsi a casa

Per affrontare un colloquio di lavoro in modo efficace è certamente consigliabile prepararsi a casa, provando a rispondere alle più comuni domande che vengono solitamente poste dai cacciatori di teste durante le interviste. Non vanno però assolutamente imparate a memoria le risposte da dare: è sufficiente allenarsi ad avere la risposta pronta, in modo da poter sottolineare i propri punti di forza.

7. Mai cercare di impietosire il recruiter

Un addetto alla selezione del personale è tenuto a formulare molteplici domande sulla vita professionale del candidato, per sondare le sue capacità, la sua preparazione e la sua personalità. Questo non significa però che tu, in risposta a queste domande, debba scendere sul piano squisitamente personale, finendo magari per raccontare dei passaggi volti a impietosire il recruiter. Ipotizziamo che un cacciatore di teste ti chieda come mai hai lasciato il lavoro precedente: invece di spiegare il vuoto che ha lasciato nella tua vita la morte del tuo cane, spingendoti a prendere un periodo di pausa, o invece di spiegare che il tuo divorzio ha avuto il sopravvento anche sulla tua vita lavorativa, limitati a dire che hai avuto dei problemi personali, i quali hanno temporaneamente interferito con il tuo lavoro. Precisato questo, potrai aggiungere che ogni problema personale è del tutto risolto, e che sei assolutamente pronto a tornare a lavorare dando il meglio di te. In questo modo avrai dato una risposta sincera senza scendere nei dettagli, e soprattutto senza dare l’aria di voler sfruttare la pietà del recruiter!

8. Ascoltare il recruiter

Per affrontare un colloquio di lavoro in modo da fare una buona impressione è fondamentale ricordare che, pur venendo chiamato talvolta ‘intervista’, si tratta in realtà di un dialogo. In questi incontri, dunque, anche le parole del recruiter sono importanti, e vanno ascoltate attentamente, per essere comprese fino in fondo. Come ripetono spesso i selezionatori più esperti, molti candidati non affrontano nel modo corretto questi momenti perché, anziché ascoltare le parole del recruiter per capirle davvero, le ascoltano solo per rispondere – trascurando dunque il vero significato del discorso per formulare una risposta ‘a prima vista’ più azzeccata.

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