Parlare in pubblico? Non è un problema, se sai come farlo.

04/11/2017 | News
parlare in pubblico

Parlare in  pubblico potrebbe sembrare una dote innata, oppure una capacità che può essere acquisita solo con molto allenamento. Eppure basta seguire alcune raccomandazioni per riuscire ad avere la giusta sicurezza e il carisma per mantenere alta l’attenzione nei presenti.

Dagli esami universitari ai colloqui di lavoro, dalle riunioni aziendali fino agli interventi pubblici, parlare davanti a persone con cui non abbiamo confidenza può essere veramente difficile. Entrano in gioco molti fattori che ostacolano l’esposizione, impedendoci di intervenire in modo sciolto e corretto, andando a distrarre l’ascoltatore che ci crederà impreparati, titubanti o poco professionali. Sudorazione, palpitazioni, tensione nervosa, sono i sintomi più comuni quando si deve parlare in pubblico. In una parola: ansia. Occorre quindi fare qualcosa per eliminare questo primo grande problema.

La preparazione prima di tutto

Per cominciare, bisogna cercare di essere sicuri di quello che si dice. Prepararsi un discorso e ripeterlo un paio di volte, magari ad un amico o una persona di fiducia, ci renderà più tranquilli perché padroneggeremo al meglio la materia. Attenzione però: è dannoso imparare a memoria. Basta scordare un termine o un passaggio per perdere il filo e bloccarsi. Scrivere una lista di parole chiave invece è un ottimo modo per affrontare gli argomenti con un ordine senza timore di tralasciare qualcosa di importante.

Anche il nostro corpo trasmette qualcosa agli altri e basta fare una piccola ricerca per rendersi conto che alcune posture o gesti possono aiutarci o ostacolarci. Ad esempio, stare a braccia conserte indica una chiusura e dà l’impressione che vogliamo nascondere qualcosa, mentre stare troppo rigidi fa sembrare il discorso meccanico e noioso. Al contrario, gesticolare pacatamente, accompagnando i concetti più importanti con la mimica, è un ottimo modo per padroneggiare il public speaking.

La voce è il segreto del successo

Arriviamo quindi all’enfasi della voce, che è il mezzo principale per raggiungere l’ascoltatore e tenerlo concentrato su noi e il nostro discorso. Sottolineare le parole rilevanti ha una grande importanza. Basta utilizzare un tono diverso, pronunciarle lentamente, scandirle e magari ripeterle. Fare una pausa, per dare importanza ad una parola o una frase, può essere utile per dare tempo all’ascoltatore di immagazzinare un concetto prima di passare ad un altro argomento. In questo modo manteniamo viva l’attenzione e fissiamo meglio le nozioni che stiamo riferendo.

La voce deve essere ferma e decisa, ma purtroppo la tensione può portare a balbettare qualche parola, sbagliare la pronuncia, parlare troppo in fretta. Il discorso migliore del mondo sembrerà ridicolo se non viene declamato con decisione. Per questo è utile fare qualche esercizio per la voce, la respirazione e per rilassare il muscoli. Prima di parlare in pubblico infatti conviene prendere delle grosse boccate d’aria, trattenere un po’ il fiato e buttarlo fuori lentamente pronunciando sottovoce una “n” o una “s”, cercando di utilizzare il diaframma. Questo esercizio permette di alleviare l’ansia, rilassare i muscoli addominali, e riscaldare le corde vocali.

Parlare in pubblico: domina te stesso, domina il territorio

Un ultimo consiglio è quello di cercare di avere il controllo della location, o quantomeno familiarità, arrivando prima del proprio intervento, per esplorare la sala, controllare la postazioni dalla quale si parlerà, ma anche osservare il pubblico e prendere un primo contatto, almeno visivo. Trovarsi davanti ad un ambiente nuovo può indisporci e provocare dei disagi che possono inficiare la resa del nostro discorso.

In conclusione, l’arte del public speaking non è altro che questione di preparazione e pianificazione. Sentirsi sicuri del proprio intervento, gestire le emozioni prima di parlare, conoscere la situazione che ci si para davanti, sono i segreti per ottenere successo quando si hanno gli occhi (e le orecchie) puntati contro.

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